01:18 – 07/06/11 – La Formazione Italiana del Gruppo di Ricerca sull'E-Cat!

Formazione del gruppo di ricerca del dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna:

  • Ennio Bonetti – professore associato confermato di fisica della materia.
  • Enrico Campari – professore associato confermato di fisica sperimentale.
  • Loris Ferrari – professore associato confermato di fisica della materia.
  • Giuseppe Levi – ricercatore confermato di fisica fisica nucleare e subnucleare.
  • Mauro Villa – professore associato confermato di fisica sperimentale.

Questa è la composizione base del gruppo, che chiaramente si allargherà in seguito. (Fonte: 22passi.blogspot.com)

Articolo pubblicato da Loris Ferrari su SocialNews :

Fusione fredda: un'energia da matti!

(pubblicato su SocialNews di Maggio 2011 – link)

L'atteggiamento dello Scienziato non dovrebbe mai essere quello di negare a priori un Evento. Dovrebbe, piuttosto, essere quello di dichiarare, eventualmente, che non possiede, allo stato attuale, una spiegazione scientifica. La Scienza, insomma, è fatta meno per negare, che per affermare.

Dai giorni della malaugurata fusione fredda di Fleischmann e Pons (1989), la comunità scientifica si è divisa. Una minoranza (che per comodità chiameremo i Matti) insiste ad affermare che qualcosa accadeva, in quegli esperimenti, e che quel qualcosa, anche se molto inferiore a quanto proclamato inizialmente, valeva la pena studiare. Una larga maggioranza (i Sani) afferma, invece, la totale inconsistenza del fenomeno.

Nel ventennio successivo, i canali di informazione dei Matti hanno più volte riportato di anomale emissioni di energia, in condizioni diverse e difficilmente controllabili, con gradi diversi di attendibilità. Unico fattore comune a quasi tutte queste anomalie era il fatto che si verificavano in metalli idrogenati o deuterati: Palladio e Nichel, ad esempio. Questi metalli funzionano da spugne di Idrogeno (o Deuterio): lo catturano nella gabbia formata dai loro nuclei e ne assorbono l'unico elettrone fra quelli che formano i legami strutturali del metallo stesso (tecnicamente, elettroni di valenza).

Perché si parla di emissioni anomale? Perché la potenza prodotta in questi eventi appare molto più elevata di quanto ci si aspetta dalle reazioni chimiche. Reazioni nucleari, allora? No, perché semplici calcoli ed evidenze sperimentali su nuclei nudi (non facenti parte di una struttura solida) mostrano che tali reazioni nucleari sono talmente improbabili da non fornire alcun effetto pratico. Un bel dilemma, dunque. Sempre che non si pensi ad una gigantesca truffa trans-nazionale dei Matti, o ad una loro totale imperizia nell'effettuare le misure.

A favore dei Sani, giocava fino a ieri il fatto che queste emissioni erano spesso elusive, di difficile ripetibilità, molto intense, magari, ma sostanzialmente imprevedibili. Quindi, difficilmente catalogabili come Fatti.

I Fatti vanno distinti dagli Eventi: i primi sono ripetibili e controllabili, i secondi avvengono e basta. Da Galileo in poi, lo Scienziato si occupa dei primi ed esita a parlare dei secondi. Nel corso della storia, però, molti Eventi sono stati ricondotti alla categoria dei Fatti: i fulmini, le meteore, le comete, le eruzioni vulcaniche, i terremoti. Persino la manna biblica (pare). Proprio per questo, l'atteggiamento dello Scienziato non dovrebbe mai essere quello di negare a priori un Evento.

Dovrebbe, piuttosto, essere quello di dichiarare, eventualmente, che esso non possiede, allo stato attuale, una spiegazione scientifica. La Scienza, insomma, è fatta meno per negare che per affermare.

Tornando all'argomento specifico, la situazione, fino a pochi anni fa, era che le emissioni anomale di energia si presentavano come Eventi (un po' come le Madonnine che piangono lacrime di sangue), il che le esponeva al dubbio sulla loro autenticità (un Fatto è sicuramente reale, un Evento può essere simulato e manipolato) o, comunque, all'impossibilità pratica di accertare la concatenazione cause-effetti, che prevede, come condizione essenziale, la ripetibilità dell'esperimento.

Oggi, la situazione appare radicalmente mutata. Studi condotti da Sergio Focardi (Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna), prima in collaborazione con Francesco Piantelli (Università di Siena), poi proseguiti da solo, hanno reso possibile un'emissione di energia da Nichel idrogenato, moderata, ma tale da non potersi spiegare in semplici termini chimici. Di recente, poi, un'apparecchiatura inventata e brevettata da Andrea Rossi, sempre basata sul Nichel idrogenato, ha permesso di produrre una potenza termica molto maggiore, variabile da 25 a 40 Kwatt, a fronte di un'immissione di potenza elettrica nell'ordine di centinaia di watt.

Per intenderci: dalla potenza necessaria a tenere accese alcune lampadine ad incandescenza, si ottiene quella assorbita da 10 o 20 lavatrici. La durata delle emissioni supera certamente la decina di ore, né si è ancora rilevata traccia di esaurimento. L'effetto è riproducibile e controllabile.

In pratica, si è passati dall'Evento al Fatto, dal si dice al si misura. Un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna (Ennio Bonetti, Enrico Campari, Giuseppe Levi, Mauro Villa ed io), oltre a Sergio Focardi (in pensione come Professore Emerito) possono ora studiare l'apparecchiatura di Rossi in modo continuativo ed approfondito. Ci si offre, per la prima volta, una concreta possibilità di vederci chiaro.

Stabilito con precisione come avviene il fenomeno (ecco l'importanza della ripetibilità e della controllabilità), si confida che, prima o poi, emergerà anche il perché. Posto che lo si accerti, ciò che rende affascinante l'effetto è che non esistono, a tutt'oggi, spiegazioni convincenti: qual è il combustibile che produce l'eccesso di energia? In quanto tempo verrà consumato? C'entra davvero l'energia nucleare? Questa è la curiosità dello Scienziato, la prima e migliore molla possibile verso una ricerca seria. Poi c'è la possibilità di un enorme impatto economico-ambientale. Cosa chiedere di più? Per una volta, mi sembra davvero il caso di dare ascolto ai Matti.

Loris Ferrari

Professore Associato di Fisica della Materia

Università di Bologna Alma Mater Studiorum

Tutti gli articoli e la bibliografia sulla Fusione Fredda.

Fonte: http://dibattiti.wordpress.com

12:26 – 18/05/11 – Energy Catalyzer Ottiene Fiducia da Partners Statunitensi.

Tutti gli articoli e la bibliografia sulla Fusione Fredda.

[Traduzione e adattamento in lingua italiana a cura di Davide Suraci.] – Andrea Rossi, l'inventore dell'Energy Catalyzer, ha raggiunto un accordo con una società statunitense. L'accordo si basa su molti anni di contatti con persone legate al Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti.

Il nuovo accordo delinea i piani commerciali nel Nord e Sud America per l'Energy Catalyzer – il dispositivo che sembra produrre grandi quantità di energia attraverso una finora sconosciuta e non pienamente compresa reazione nucleare.

In base all'accordo, una società di nuova costituzione, Ampenergo, riceverà una parte delle royalties su tutte le vendite di licenze e prodotti basati sul catalizzatore di energia nelle Americhe.

I collegamenti alle autorità statunitensi sono evidenti.

I fondatori di Ampenergo sono Karl Norwood, Richard Noceti, Roberto Gentile e Craig Cassarino.

Due di loro hanno anche fondato la società di consulenza LTI – Leonardo Technologies Inc., che per 10 anni ha lavorato con contratti, pari a diversi milioni di dollari, per la Difesa degli Stati Uniti e dei servizi energetici e con un recente contratto con DOE pari a 95 milioni di dollari.

Roberto Gentile è stato anche Assistente del Segretario dell'Energia per l'Energia Fossile presso il Dipartimento per l'Energia U.S. durante i primi anni del 1990.

Tre dei soci fondatori hanno conosciuto Andrea Rossi dal 1996 e hanno lavorato con lui in precedenza. Rossi è anche co-fondatore di LTI, ma ha venduto la sua partecipazione nella fine del 1990.

Formalmente, l'accordo è stato fatto tra Ampenergo e la società americana di Rossi, Leonardo Corporation (da non confondere con LTI).

Craig Cassarino, vice presidente della Ampenergo, quando ha firmato il contratto?

Cassarino: abbiamo firmato due mesi fa.

Perché si forma una nuova società?

Cassarino: l'abbiamo formata perché ci sono diverse persone coinvolte oltre alla partnership LTI. Abbiamo anche voluto separare la nostra attività di consulenza di business da quella dello sviluppo. Al momento abbiamo quasi un centinaio di dipendenti in LTI e, dal punto di vista commerciale, abbiamo tenuto separate la parte della consulenza da quello dello sviluppo della società.

Quanto si paga per il contratto?

Cassarino: Purtroppo questo è riservato.

Avete pagato nulla a Rossi ancora?

Cassarino: Sì abbiamo.

Quanto?

Cassarino: Mettiamola così, è stata una parte importante dell'equazione.

Hai cercato nuovi finanziamenti?

Cassarino: assolutamente, abbiamo delle trattative in corso con alcune aziende molto grandi, qui negli Stati Uniti e Sud America, alcune società di investimenti, perché non si tratta solo di una tecnologia che stiamo creando nel settore. Ci sono molte componenti che hanno veramente bisogno di unirsi per costruire questa matrice, molti dei quali necessitano di un coordinamento strategico definito, per la transizione verso una nuova fonte di energia. Questo è ciò che rende questo molto eccitante. I soldi non sono mai abbastanza per fare in modo che tutto ciò accada.

Quali altri sviluppi?

Cassarino: come si inizia a guardare alle varie applicazioni in cui l'Energy Catalyzer potrebbe essere utilizzato che si tratti di spazio, per fare impianti di riscaldamento o di produzione di energia, ogni applicazione ha le sue sfide ingegneristiche particolari. Questo è ciò che noi vediamo come pianificazione strategica e di come questo settore verrà avviato. Mettiamola in questo modo, se questo viene fatto correttamente, ha il potenziale per cambiare il mondo. Sai, è tutto, dal problema dell'anidride carbonica nell'atmosfera, al fornire energia a basso costo per le persone del mondo che non possono permettersi di mettere il cibo sulla loro tavola.

Quando potrebbero comparire i primi prodotti sul mercato americano?

Cassarino: Speriamo di ottenere qualcosa qui si spera, da tardo autunno o all'inizio del prossimo anno (2012) come nostro primo prodotto da offrire. Non stiamo andando sulla stessa strada, come i greci (Defkalion Green Tehcnologies) che sono orientati verso il riscaldamento domestico; in realtà non stiamo realmente guardando a questi come a dei prodotti consumer.

Quale sarebbe il vostro primo tipo di prodotto?

Cassarino: penso che questo sia una centrale da 1 megawatt (come quella prevista in Grecia – ndr) per il riscaldamento e per la produzione di energia elettrica è probabilmente il primo, che del tipo a isola o mobile.

E la Rossi Leonardo Corporation fabbricherebbe i prodotti inizialmente?

Cassarino: sì, penso che probabilmente abbia senso. Stiamo già discutendo su come possiamo iniziare a commercializzarlo. Ma certamente sarebbe stato il primo produttore.

Ci sono delle applicazioni diverse dal riscaldamento o dalla produzione di energia in futuro?

Cassarino: oh sì, una delle società di cui stiamo parlando vede questa realtà come un combustibile ad alta densità. È possibile usare la vostra immaginazione sugli sviluppi estremi (dai viaggi nello spazio ai rifornimenti per le linee del fronte sui campi di battaglia). Credo che le applicazioni siano illimitate, anche se non ci ho ancora pensato.

Che tipo di problemi ti aspetti, come ad esempio la replica amatoriale?

Cassarino: lo abbiamo pensato, ma non siamo arrivati così in profondità da giungere ad una conclusione sul come gestire tutto questo. E penso che tu abbia ragione, penso che una volta la magia sarà fuori dalla scatola, ci saranno un sacco di persone che cercheranno delle variazioni sul tema e quelle sono cose che in realtà non sono controllabili dal punto di vista di chiunque.

Uno dei problemi a cui abbiamo pensato circa la reazione nucleare, in qualunque modo essa avvenga, ma non è radioattivo in modo che sia diverso – nessuno abbia davvero avuto l'opportunità di iniziare a guardare a questo.

Quando qualcuno di voi ha mostrato il primo E-Cat?

Cassarino: E 'stato due anni e mezzo fa, fra la fine del 2008 e l'inizio del 2009. Rossi ha invitato Bob e uno dei nostri scienziati che lavora per noi presso il National Labs per andare a Bologna dove aveva la sua fabbrica. Naturalmente, come potete immaginare, quando abbiamo iniziato a parlare di questo, c'era un sacco di scetticismo.

Sai, proprio perché abbiamo conosciuto Andrea per quasi 15 anni, sappiamo quali sono le sue capacità, sapevo che aveva lavorato su questo, e uno degli scienziati con cui eravamo impegnati aveva lavorato in questo settore, LENR (Low Energy Nuclear Reactions), per 20 anni. Quindi sono stati dei veri credenti e osservando tutto questo descrivendone la sua scienza intrinseca, credevano di avere realizzato qualcosa.

Hai qualche dubbio che questo, alla resa dei conti, non funzioni?

Cassarino: abbiamo fatto tre manifestazioni qui negli Stati Uniti, e queste erano senza pubblico. Abbiamo avuto un gruppo di scienziati che hanno capito esattamente ciò che stava succedendo e ci hanno aiutato in realtà a organizzare le dimostrazioni.

Ovviamente non abbiamo ancora capito che cosa stia succedendo dentro, ma lui ha un'idea e noi crediamo in essa.

Come reagiranno le persone?

Cassarino: Ovviamente ci sono alcune persone molto importanti con cui abbiamo discusso e queste non rappesentano solo il governo, ma ci stiamo confrontando anche con le grandi aziende con cui stiamo parlando. E ci sono due lati della storia.

Uno, vogliono fare in modo che questa cosa funzioni indiscutibilmente. D'altra parte ci sono altri che disprezzando, dicono: 'Oh, io non ci credo', e poi tutto ad un tratto passano la linea e diventano consapevoli che avevano l'opportunità di favorire il lancio di questa innovazione e non l'hanno saputa raccogliere, essi la perdono. Così stanno cercando di camminare su questa linea sottile.

Perché avete conservato il silenzio?

Cassarino: abbiamo voluto fare in modo che tutto fosse a posto. Questo fatto è enorme e non vogliamo andare solo “là fuori” per annunciarlo al mondo. Noi vogliamo essere preparati per questo evento.

E, strategicamente, è davvero partnership con le aziende giuste. Sai che non si tratta solo di soldi, non si tratta solo di tecnologia, non si tratta solo di aziende e delle loro capacità: è cercare di capire anche come tutti questi pezzi si possano incastrare.

Articolo originale in lingua inglese: Energy Catalyzer gets U.S. partner.

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19:26 – 15/05/11 – RAINews24 Video: Nuova Inchiesta sulla Fusione Fredda…

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L'Inchiesta di RAINews24 sulla fusione fredda trasmessa oggi, 15 Maggio 2011.

Quali prospettive energetiche dopo la scoperta Rossi-Focardi? Ne discutono lo stesso professore Sergio Focardi, il professore di Fisica Francesco Celani, Stefano Borrini della società italiana brevetti insieme ai giornalisti e curatori del blog “Petrolio”, Pietro Cambi e Debora Billi e al giornalista di Rainews Angelo Saso che sull’argomento ha realizzato un’inchiesta.

Conduce Maurizio Torrealta.

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17:05 – 08/05/11 – Interviste di Melis all'Ing. Andrea Rossi sull'Energy Catalyzer.

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Prima Parte Radio 24 – puntata di Mister Kilowatt del 04/05/11.[audio:http://www.territorioscuola.com/download/fusione-fredda/0002-110504-mrkilowatt.mp3]
Per ascoltare la prima parte clicca sul player.

Seconda parte dell'intervista di Maurizio Melis all'Ing. Andrea Rossi. Trasmessa su Radio24 – puntata di Mister Kilowatt del 05/05/11.
N.B.: per ascoltare l'audio del testo sotto trascritto, clicca sul player sottostante.
[audio:http://www.territorioscuola.com/download/fusione-fredda/110505-mrkilowatt.mp3]

Buonasera da Maurizio Melis. Questa sera proseguiremo con l'intervista ad Andrea Rossi, l'inventore di questa controversa tecnologia, l'E-Catalyzer, una sorta di caldaia il cui principio di funzionamento sarebbe riconducibile a delle reazioni nucleari a bassa energia, ovvero la cosiddetta fusione fredda, cosa che è stata confermata almeno da tre fisici di valore che hanno potuto esaminare da vicino l'apparato, sebbene essi stessi per primi non siano in grado di spiegare esattamente il funzionamento del dispositivo. Nell'intervista di ieri abbiamo capito che l'energia così prodotta costerebbe un centesimo [di euro] per kWh, cioè circa un quinto del costo delle fonti tradizionali, e che saremmo vicini alla commercializzazione dell'apparato.

Proseguiamo quindi a questo punto con l'intervista, dando per cominciare il bentornato a Rossi. Rossi, buonasera.

Buonasera, buonasera a tutti voi.

Senta, Lei ha lavorato da solo o c'è un team alla base di tutto questo lavoro?


C'è un team, c'è un team di specialisti.

Quante persone più o meno?


Beh, che ci abbiano lavorato, direi una ventina di persone.

…che sono a conoscenza anche abbastanza dei dettagli della cosa, insomma?


Sì, salvo la parte interna vera e propria del reattore, sulla qualche per il momento… almeno fino a quando non verrà concesso il brevetto, perché noi siamo in una fase di Patent Pending. Allora: se avremo la protezione brevettuale potremo anche dischiudere il segreto industriale. Se non viene garantita la protezione brevettuale, dovremo mantenere il segreto.

Ecco, senta: a questo proposito c'è chi sostiene che la domanda di brevetto sia un po' troppo generica, un po' troppo ampia, cioè che Lei voglia più brevettare la reazione nucleare che non il dispositivo. Lei cosa risponde?


Mah, guardi: la legge sui brevetti è estremamente complessa. Diciamo che i nostri avvocati brevettuali hanno ritenuto di trovare una formula che, nel rispetto delle leggi vigenti in materia brevettuale, ci consenta la massima copertura possibile per quanto riguarda i principi base, mantenendo la possibilità di far rimanere segreto industriale alcuni fondamentali particolari.

A che punto è quindi la procedura di registrazione? Si vede la luce?


La domanda di brevetto è del Giugno o Luglio del 2008. Quindi, adesso a Giugno, Luglio saranno tre anni. Quando si brevetta qualcosa di complesso, posso assicurarle che i tempi di brevettazione, e lo sanno tutti gli esperti del settore, vanno dai tre ai sei anni.

Senta, sono in molti i ricercatori soprattutto a sostenere che se Lei volesse ottenere un avvallo definitivo da parte della comunità scientifica dovrebbe fare un test di lunga durata in campo neutro, cioè fuori dai suoi laboratori. Per esempio dando l'apparecchio, senza permettere di aprirlo, ad un laboratorio universitario. Lei non sente l'esigenza di eliminare questo alone di dubbio, che comunque rimane, comprensibilmente, su questa tecnologia?


Questa operazione verrà sicuramente fatta dall'Università di Bologna e dall'Università di Uppsala in Svezia.

Questo però dopo l'impianto da 1 MW o prima?


Questo dipende da come riesco ad organizzare io il mio tempo. Quindi, sicuramente entro l'anno. Come poi riuscirò a organizzarmi in modo da fare bene tutto, perché qua bisogna fare bene tutto, in quanto se si inciampa la caduta è brutta.

Lei è in trattativa con delle società in qualche modo. Le chiedo anche se ci sono delle società italiane coinvolte.



No. Guardi, in Italia noi sicuramente manterremo la ricerca, la ricerca e sviluppo in collaborazione con l'Università di Bologna. Per quanto riguarda la produzione e l'installazione, almeno per i primi anni lo sviluppo inizierà in Grecia e negli Stati Uniti d'America.



Ecco, in Grecia, dove verrà costruita tra l'altro questa centrale da 1 MW. Come nasce questo rapporto con la Grecia?

Nasce dal fatto che un ex professore di fisica nucleare dell'Università di Bologna, Christos Stremmenos, ha saputo di questa cosa, se ne è appassionato, è venuto con altri esperti e hanno fatto dei test. A quel punto lui ha convinto un gruppo industriale finanziario greco a fare questa operazione.

D'accordo. La commercializzazione della tecnologia, Lei quando prevede…?


A Novembre.

Quindi sui brevetti, pensate che per Novembre sarà chiusa la vicenda, immagino?


Mah, vede: no, perché il brevetto rimane Patent Pending, con tutti i diritti di un Patent Pending, ma noi con la commercializzazione partiamo indipendentemente perché non possiamo aspettare, altrimenti rischiamo di non partire mai. Quindi noi partiamo e Lei giustamente dice: ma uno allora se lo compra, se lo apre e te lo copia, sì però lo fa a suo rischio e pericolo, perché se poi il brevetto viene concesso, glielo facciamo sequestrare.

Dunque Rossi, non posso fare a meno di fare una domanda sulla vicenda della Petroldragon, l'azienda da Lei creata alcuni anni fa sulla base di un brevetto che serviva a trasformare i rifiuti in combustibile. Diciamo per semplificare in petrolio, poi Lei se vuole aggiunga tutti i dettagli che ritiene. A un certo punto però Lei è stato accusato di non sapere come smaltire, o di aver smaltito, diciamo, in modo irregolare una notevole quantità di rifiuti. Ci sono stati dei processi, si sono anche conclusi questi processi. Ci sono state molte assoluzioni ma c'è stata anche qualche condanna. Le chiedo se Lei vuole, insomma, dire qualcosa su questa vicenda.


è stata un'esperienza tremenda. Ho commesso degli errori, li ho pagati. Comunque siccome la domanda che Lei giustamente… è inevitabile che in Italia la lingua vada a battere…

Sì, soprattutto in Italia è impossibile non farla.


…allora abbiamo fatto un sito apposta che è www.ingandrearossi.com, dove abbiamo messo tutti gli articoli contro, tutte le disamine… voglio dire, in quel lavoro c'era molto di buono, però c'erano anche molti errori. Ho fatto molte fesserie, le ho pagate carissime, molto probabilmente la cosa avrebbe potuto essere gestita in un altro modo, in modo da salvare… insomma: lì è stato un po' buttato via il bambino assieme all'acqua sporca.

La tecnologia intende?


La tecnologia, i posti… e soprattutto i posti di lavoro.

Che fine ha fatto la tecnologia per estrarre combustibili dai rifiuti?


Non lo so… ma, guardi: mi risulta che sia stata ripresa in altre parti del mondo e funzioni, però non me ne occupo nel modo più assoluto.

Grazie, grazie Andrea Rossi e grazie di avere accettato questa intervista.


Grazie a voi.

Beh, una considerazione prima di lasciarci: siamo davanti una vicenda molto intricata, difficile da inquadrare dal punto di vista scientifico e resa indubbiamente ancora più scivolosa dal passato di Rossi. Tuttavia le conferme di alcuni fisici, alcuni dei quali di valore internazionale e del tutto estranei alla vicenda non possono pesare meno delle ombre sul passato di Rossi, ecco: perché io ritengo che fosse giusto parlare di questa vicenda che invece ha trovato pochissimo spazio sui media. Ora non resta che aspettare Ottobre e tenere gli occhi puntati sulla Grecia per vedere come poi realmente andrà a finire.

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13:19 – 05/05/11 – 170 Moduli Energy Catalyzer già pronti per l'installazione…

Courtesy TerritorioScuola

Courtesy TerritorioScuola

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[Traduzione e adattamento in lingua italiana a cura di Davide Suraci].

5 Maggio 2011 – Oggi abbiamo appreso da Andrea Rossi che 170 dei 300 moduli Energy Catalyzer necessari per l'impianto di 1MW in Grecia sono già stati realizzati.

Rossi è un instancabile lavoratore da 18 ore al giorno, alzandosi alle 5 del mattino, seguendo costantemente le attività della sua fabbrica per contribuire a realizzare i moduli E-Cat con cui si inaugurerà l'apertura del primo impianto a fusione, o “Catalyzer Farm”.

L'impianto, che verrà aperto nel mese di ottobre di quest'anno, sarà composto da 300 moduli E-Cat collegati tra loro. L'obiettivo è semplice: “produrre calore”.

Il 3 Maggio la tecnologia di Rossi è stata descritta da un servizio di RAI News24. Purtroppo non è accessibile a chiunque non conosca l'italiano. Tuttavia, ha fatto diffondere una maggiore consapevolezza (almeno in Italia) che siamo di fronte ad una nuova fonte di energia primaria.

In un'altra intrigante sessione di domande e risposte sul suo sito web, a Rossi è stato chiesto: “Hai mai osservato l'interno della camera di reazione, attraverso una qualche finestra, quando è operativo? Se c'è un movimento di elettroni nel nichel, a seconda della quantità spostata, ci dovrebbero essere dei salti di energia che produrranno un'area illuminata da fotoni visibili. L'area in cui si trova il nichel dovrebbe essere illuminata”.

Rossi ha dato una risposta molto interessante: “Sì, ho le informazioni su quello che ho visto e sono riservate..”

Nel frattempo, i media battono il record del silenzio sulla storia Rossi – che è probabilmente la più grande storia dell'esistenza umana. Anziché della notizia, convenientemente dimenticata, che siamo alla vigilia di una rivoluzione energetica che interesserà ogni donna, uomo e bambino, veniamo informati in diretta dalla CNN della seconda morte di Osama Bin Laden. La prima morte avvenne nel 2002 per insufficienza renale, la seconda sembra dovuta alle conseguenze dell'essere stato scongelato.

Articolo originale in inglese: 170 E-Cat Fusion Modules Now Ready For Installation(Thursday, May 5, 2011) – Free Energy Truth.

23:45 – 03/05/11 – La Magia del Signor Rossi…

Storia dell'invenzione che promette di cambiare il mondo – Inchiesta di Angelo Saso. Fonte: RAINEWS24.

In Grecia c'è chi è disposto a scommetterci 200 milioni di euro, negli Stati Uniti sarebbe già iniziata la produzione industriale, a novembre potrebbe già essere sul mercato. L'Energy Catalyzer, inventato dall'italiano Andrea Rossi, è ancora un prototipo misterioso ma promette una rivoluzione nel nostro modo di produrre energia.

L'E-Cat nessuno sa spiegare come funzioni, ma sembra trasformare pochi grammi di nickel, un po' d'idrogeno e un ingrediente segreto in abbondanti kilowattora. Rossi attende ancora il rilascio di un brevetto, ma test positivi e testimoni esperti sembrano confermare che Deve trattarsi di un processo di tipo nucleare.

E poi, come dice a Rainews il Presidente del Comitato energia della Reale Accademia di Svezia, Sven Kullander: Se davvero funziona vale il Nobel. Una bufala? Un'allucinazione collettiva? Oppure un'innovazione radicale? L'inviato di Rainews Angelo Saso ha raccolto le voci dei protagonisti e degli esperti per svelare i retroscena di questa invenzione che promette di cambiare il mondo.

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12:44 – 23/04/11 – Energy Catalyzer Rossi: mentre Roma si ferma Uppsala raccoglie il 'Testimone'

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Le prestigiose Università Svedesi di Uppsala e di Stoccolma si apprestano a verificare e a validare l'Energy Catalyzer di Rossi e Focardi, mentre dall' Italia continua ancora l'emigrazione di cervelli..

Da un'intervista all'Ing. Andrea Rossi – Rossi: “We will give to the University of Uppsala and to the University of Stockholm our devices to allow them to use the same devices 24 hours per day, to get data regarding the energy production. We trust them, and we know they are really neutral, without binds with competitors of any kind. I personally know them and I have in them total trust.”

Rossi: “Daremo all'Università di Uppsala e all'Università di Stoccolma i nostri dispositivi per consentire loro di utilizzare gli stessi per 24 ore al giorno, per ottenere i dati riguardanti la produzione di energia. Abbiamo fiducia in loro e sappiamo che sono realmente neutri, senza relazioni con concorrenti di qualsiasi tipo. Personalmente li conosco ed ho in loro totale fiducia “.

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