12:00 – 29/08/09 – La Gelmini e il Nuovo Anno Scolastico.

di Lucio Garofalo

Maestro Unico
Maestro "Unico"

Esordisco con un promemoria per aiutare gli smemorati
. Ricordo che con un semplice articolo, inserito all'ultimo istante, l'art. 4 del decreto legge n. 137/2008 dal titolo “Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università“, meglio noto come Decreto Gelmini, il governo ha reintrodotto la figura del “maestro unico”, azzerando trent'anni di organizzazione e buon funzionamento della scuola elementare. Un'istituzione che, in base alle statistiche internazionali, ha sempre dimostrato di funzionare molto bene, collocandosi ai vertici delle graduatorie mondiali.

Il Decreto è, a tutti gli effetti, una legge dello Stato, essendo stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 1° settembre 2008. Con l'inizio, ormai imminente, del nuovo anno scolastico, si annuncia una vera “rivoluzione” nell'assetto organizzativo e didattico della scuola primaria, una “riforma” imposta con una decisione unilaterale, senza alcun confronto con i sindacati e le varie componenti del mondo della scuola, senza consultare nemmeno il Consiglio nazionale della Pubblica Istruzione, senza alcuna riflessione di natura teorica, giuridica e tantomeno pedagogica.

Il ministro ha pensato di imporre dall'alto la resurrezione del maestro unico, malgrado siano trascorsi all'incirca vent'anni da quando, con l'istituzione dei moduli organizzativi, questa figura è stata abolita, estendendo a tutta la scuola elementare le pratiche di collaborazione e condivisione di responsabilità tra i docenti, maturate nella sperimentazione del tempo pieno.

L'ordinamento della scuola elementare, fondato sulla pluralità docente, ha consentito agli insegnanti di affinare le proprie competenze didattiche, ha favorito la diffusione di uno spirito di cooperazione, rendendo la scuola elementare una comunità dialogante, ricca di risorse umane e professionali, di stimoli e conoscenze. La pluralità dei docenti, ossia dei modelli educativi, comportamentali e culturali, ha offerto un arricchimento in termini di atteggiamenti, valori e apprendimenti, maturando una crescente apertura verso la complessità multiculturale del mondo contemporaneo.

Ma non c'è solo la restaurazione del maestro unico a destare preoccupazione. Il ritorno all'antico sembra essere una moda, uno stile di questo governo, non solo sul fronte della politica scolastica. Appare chiaro che la Gelmini è una sorta di “ministro ombra” e che la politica scolastica la detta Tremonti. Ricordo un articolo che Tremonti ha inviato al Corriere della Sera il 22 agosto 2008, intitolato “Il passato e il buon senso“, in cui il ministro dell'economia anticipava i temi dei voti, dei libri di testo e del numero dei docenti per classe, indicando la linea da seguire alla Gelmini.

Sul piano occupazionale le conseguenze sono devastanti e si prospetta una vera macelleria sociale. Nel complesso è stato calcolato che il taglio di insegnanti solo nella scuola elementare, per effetto della restaurazione a regime del maestro unico, sommerebbe ad oltre 80mila posti, ma saranno i precari ad essere massacrati.

Pertanto, il governo insegue semplicemente un ritorno al passato che gli permetta di fare cassa, riscuotendo nuovi introiti a scapito della già malconcia scuola pubblica, mentre le risorse finanziarie vengono dirottate altrove. Scimmiottando con 30 anni di ritardo il modello anglo-americano, cioè le politiche neoliberiste che hanno ispirato le amministrazioni ultraconservatrici di Margaret Thatcher in Gran Bretagna e Ronald Reagan negli USA, il piano del governo Berlusconi è di subordinare la scuola pubblica agli interessi e al servizio del mercato del lavoro. La conseguenza inevitabile sarà lo smantellamento della scuola pubblica, per concedere una formazione d'eccellenza ad una platea sempre più elitaria e procurare una manodopera crescente a basso costo proveniente dalle scuole pubbliche, riservate alle masse popolari.

Questo è ciò che senza indugi il duo Tremonti/Gelmini intende fare del sistema di istruzione del nostro Paese. Una scuola dove il binomio competenze/conoscenze viene cancellato e sostituito dalla voce abilità. Una scuola sempre più simile ad una sorta di “supermercato” dell’offerta educativa e sempre meno comunità educante.

12:44 – 21/08/09 – INVALSI, Aprea e Gelmini all'attacco degli Insegnanti..

La Scuola Impiccata
La Scuola Impiccata
Il 5 luglio 2009 scrivevamo un post, in cui si denunciava il vero scopo dell’INVALSI, tenuto ben nascosto dietro la scusa della valutazione nazionale dello Studente. Avevamo ragione: la valutazione dello studente era una bufala, una scusa, praticamente un cavallo di troia; all’interno del cavallo si sono tenute nascoste le vere armi per distruggere la scuola pubblica e ora, una volta fatto entrare l’equino in tutte le scuole, la pancia dello stesso sta pericolosamente aprendosi. Vediamo quali armi ci sono al suo interno per distruggere la figura del docente della scuola pubblica italiana.

Il piano scriteriato della Gelmini va considerato nell’àmbito di una strettissima relazione tra la proposta di legge Aprea e il vero ruolo dell’INVALSI. Queste tre entità non vanno mai disgiunte, poiché ognuna di esse potenzia le finalità distruttive delle altre.

Diciamo subito che alcuni punti del testo della legge Aprea, discussa il 16 luglio scorso, sono stati cambiati rispetto alla prima stesura, ma i cambiamenti avvenuti sono tutti di facciata e NON modificano l’intenzione criminale iniziale.

Professore, addio!

Se la ‘riforma’ Gelmini è stata pensata sostanzialmente per eliminare moltissimi posti di lavoro, quindi per ridurre le spese destinate alla scuola pubblica, adesso l’INVALSI e l’Aprea pongono l’obiettivo di rendere la scuola pubblica un luogo in cui non sarà più la conoscenza degli studenti ad essere valutata, bensì la produttività gli insegnanti, ponendoli in una condizione in cui la sacrosanta libertà all’insegnamento verrà meno, insieme a tutte le altre prerogative proprie dell’insegnante e che hanno reso la nostra scuola una delle migliori al mondo (fino ad almeno dieci anni fa).

Ogni docente sarà ricattabile e licenziabile, poiché verrà posto sotto il giogo di decisioni arbitrarie piovute dall’alto e persino dall’esterno, classificato in fasce di merito (leggasi di demerito) e verrà valutato non in base a un merito proprio e oggettivo (titoli di studio, cultura personale…), ma, come dicevamo, secondo la sua produttività. Questo vuol dire che un docente, per dimostrare la propria produttività e non finire in mezzo a una strada, dovrà necessariamente assegnare voti alti anche agli studenti che non li meritano (gli studenti che non hanno voglia di studiare, possono dormire tranquilli). Ricordiamo che anche gli istituti scolastici verranno classificati in fasce di merito (in base al computo dei voti degli alunni tradotti in media) e saranno inseriti in graduatorie (ranking). La posizione in graduatoria stabilirà la bontà di una scuola e del suo insegnamento. Ciò fa chiaramente presupporre e intuire le posizioni che ogni preside dovrà assumere nei confronti del docente che, legittimamente, valuterà non proprio bene il lavoro di qualche suo alunno (ogni docente sarà monitorato accuratamente, così come ogni singolo voto dato ad ogni singolo alunno, in ogni singola prova).

Collegio Docenti, addio!

Nelle scuole, oggi, esiste uno strumento decisionale in mano ai docenti che si chiama Collegio dei Docenti, in cui vengono votate e deliberate le decisioni preventivamente discusse in un clima democratico. E’ in questa sede che una decisione del capo d’istituto può essere promossa o bocciata. Ebbene, il Collegio dei Docenti non esisterà più! Al suo posto ci saranno i Consigli di Dipartimento, quindi organi che frantumeranno l’unità collegiale dei docenti, cioè la loro forza.

Scuola pubblica, addio!

Nella Scuola entreranno i privati, in ragione e in misura dei loro finanziamenti. I docenti non avranno più modo di progettare il POF (Piano dell’Offerta Formativa), poiché saranno le aziende a decidere cosa (e come) insegnare. Da qui si vede come il progetto sia incentrato esclusivamente allo smantellamento dell’elemento docente.

A sostituire il tradizionale Consiglio di Istituto ci sarà un vero e proprio Consiglio di Amministrazione (Che è stato cambiato in Consiglio di Indirizzo, per rendere meno indigesto il nome) composto anche da membri esterni alla scuola – che potranno addirittura presiederlo – e che naturalmente avrà potere decisionale e legislativo.

In sostanza, le principali differenze tra prima e seconda stesura della Proposta di Legge Aprea sono tre:

1) Le scuole non si trasformeranno direttamente in fondazioni, ma potranno ‘promuovere o partecipare alla costituzione di fondazioni e consorzi finalizzati al sostegno della loro attività’ (art. 2, c. 1).

2) Questa possibilità non riguarderà più tutti gli ordini di scuola, ma solo ‘Le istituzioni scolastiche d’istruzione secondaria superiore, singolarmente o in rete’ (art. 2, c. 1).

3) Viene abolito il Collegio Docenti e sostituito con i Consigli di Dipartimento (art. 3, c. 1 e art. 7).

Restano sostanzialmente uguali (con leggere modifiche):

1) Il Consiglio di Amministrazione (che cambia nome in Consiglio di Indirizzo) (art. 5).

2) I Nuclei di Valutazione (art. 10)

3) L’espulsione degli ATA dal Consiglio di Indirizzo

4) L’impianto e le finalità generali della legge (tutto il CAPO I).

In tutto questo l’INVALSI gioca un ruolo fondamentale, attraverso un capillare controllo su tutto il territorio nazionale. (Il testo scritto per l’INVALSI dai professori Daniele Checchi, Andrea Ichino e Giorgio Vittadini, illustra chiaramente le modalità di smantellamento della scuola pubblica e lo svilimento del ruolo del docente. Per leggerne alcuni passi andate al nostro post).

Ci chiediamo come mai i docenti, negli anni passati. non si siano mai accorti – o quantomeno insospettiti – del ruolo di questo INVALSI che, candidamente e ipocritamente, prometteva valutazioni degli alunni e statistiche nazionali. Dietro la faccia d’angelo, il mostro!

La PDL N° 953 (Aprea)

Il documento INVALSI (dei professori Daniele Checchi, Andrea Ichino e Giorgio Vittadini)

Il documento riassuntivo dei Cobas (Pdf)

Fonte: Italiani Imbecilli – INVALSI, Aprea e Gelmini all'attacco degli Insegnanti

00:26 – 21/08/09 – Riforme all’amatriciana…

Efficienza...parlamentare!
Efficienza...parlamentare!
L’articolo 21 della legge n. 69 del 18 giugno 2009 prevede che ogni scuola inserisca nel proprio sito il curriculum e lo stipendio dei preside, oltre che le assenze del personale docente e non docente. Perfetto. Entro il 31 luglio 2009. Girando di qua e di là in nessun sito scolastico sono riportati i dati richiesti.

Hanno spiegato a Brunetta come funziona un sito web? Lo sa che un sito ha bisogno di un server dove essere ospitato e che un sito non si aggiorna da solo? Lo sa che tutte queste cose costano tempo, se il sito è curato da personale della scuola, o denaro se si appalta la gestione? Per ultimo il ministro sa che le scuole non sono obbligate ad avere un sito internet ?

Ecco la riforma all’italiana: obbligare a pubblicare dati su un supporto non obbligatorio.

Fonte: bianco nero o grigio: Riforme all’amatriciana.

18:15 – 20/08/09 – Nuovo Regolamento Valutazione Alunni

Regolamento Valutazione Alunni Agosto 2009
Regolamento Valutazione Alunni Agosto 2009

Regolamento recante coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli alunni e ulteriori modalità applicative in materia, ai sensi degli articoli 2 e 3 del decreto-legge 1º settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169. (09G0130) (GU n. 191 del 19-8-2009 )

Download documento: DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA – 22 giugno 2009, n. 122.

02:06 – 17/08/09 – Influenza Suina H1N1: Informarsi è meglio che Ammalarsi

Video-Corso per la prevenzione dell’Influenza H1N1(A cura dell’ Ufficio Federale della Sanità Pubblica della Confederazione Elvetica)


Due Cose…
Courtesy TerritorioScuola

Contagiare
Courtesy TerritorioScuola

Vacanza
Courtesy TerritorioScuola

Sintomi
Courtesy TerritorioScuola



12:19 – 16/08/09 – Maestra, ti sposi? E adesso ti licenzio!

Grosseto, 14 agosto 2009 – I bambini l’aspettavano, i genitori anche. Ma Federica Gentili, maestra nella scuola paritaria dell’infanzia Sant’Anna di Grosseto, a settembre non sarà più al suo posto. Ha deciso di sposarsi, e per lei in quell’istituto religioso non pare ci sia più posto. Così almeno nella interpretazione della suora che coordina la scuola e che si è già fatta scrupolo di comunicare la propria decisione ai genitori dei bambini. “Con molto rammarico – ha scritto in una lettera alle famiglie – devo annunciarvi che la maestra Federica Gentili non insegnerà più nella nostra scuola perché si sposa”.

Ignara di tutto e pronta a riprendere il servizio, l’insegnante è caduta dalle nuvole quando un genitore l’ha avvisata. “Non riesco a capacitarmi: mai uno screzio — dice — con la responsabile, con i colleghi, con i genitori. Amo il mio lavoro e voglio continuarlo. Adoro i bambini e non mi rassegno a perdere il mio posto. Pensi che, se ce ne fosse stata la necessità, sarei stata pronta a rinunciare al viaggio di nozze pur di non lasciare la classe. Proprio non riesco a capire”.

Ma possibile che il matrimonio sia la causa della fine di un rapporto di lavoro? I genitori dei bambini, che in modo compatto sostengono l’insegnante, sono corsi a scuola e hanno chiesto spiegazioni alla suora.

La risposta della religiosa è stata perentoria: “La decisione è stata presa e c’è già una sostituta. Federica ha fatto la sua scelta”. La scelta di sposarsi, per la cronaca, 175 anni fa, la fecero anche i coniugi Barolo che, con un atto di generosità, decisero di dar vita all’istituto Sant’Anna.

Inutili anche le considerazioni circa l’esigenza di una continuità didattica. “I bambini – hanno insistito i genitori – si trovano bene con Federica, il rapporto con la maestra è consolidato”.

“La suora -dice Federico, padre di uno dei bimbi – ci ha risposto che le insegnanti non devono star bene ai bambini, devono star bene a chi dirige la scuola”. Nessun ripensamento, quindi, e nessuna possibilità per la suora di riaccettere l’insegnante alla quale continuano ad arrivare dimostrazioni di affetto e di solidarietà.

Al telefono dell’istituto Sant’Anna risponde una religiosa che gentilmente fa sapere che la coordinatrice non c’è e che tornerà a settembre per la ripresa delle lezioni. Non è improprio parlare di muro contro muro, una situazione che Federica Gentili vorrebbe evitare. La maestra ha spiegato che la sua decisione di insegnare in quell’istituto è nata anche dalle sue personale convinzioni. Addirittura la sua volontà è quella di non creare casi che possano creare difficoltà alla chiesa grossetana.

È con questo spirito che ha chiesto ed ottenuto un colloquio con il vescovo di Grosseto, Franco Agostinelli.

In curia l’insegnante del Sant’Anna ha spiegato il caso e portato le proprie ragioni. Per il momento il vescovo ha preferito tacere si sa però che nelle stanze della chiesa grossetana la questione è al centro delle attenzioni.

E non si può escludere un intervento dall’alto che possa portare ad un chiarimento. Una svolta insomma che l’atteggiamento più soft maturato, dopo i primi difficili momenti, sembrerebbe non escludere.

Fonte: La Nazione – Grosseto – Licenziata dalle suore la maestra-sposa “Non riesco proprio a capacitarmi”.

15:48 – 15/08/09 – Non lasciate la scuola: I Iibri li paga Soros…

Il finanziere dona 35 milioni ai figli di famiglie povere

Pubblicato da Francesco Semprini

Soros Filantropo a New York
Soros Filantropo a New York
NEW YORK – La scuola non si deve abbandonare. È l’imperativo con il quale George Soros ha presentato «Back-to-school», il programma di sostegno volto a consentire alle famiglie più povere di New York di mantenere i propri figli a scuola. Un progetto di grandi dimensioni nel quale il finanziere ha investito 35 milioni di dollari attraverso l’Open Society Institute, l’organizzazione filantropica di cui è presidente. «Anche in un momento difficile per l’economia americana, iniziare bene l’anno scolastico è la chiave per il successo di tutti i bambini – ha detto Soros nel corso del simposio organizzato presso la Scuola pubblica numero 208 di Harlem – Quando io ero uno studente dopo la Seconda guerra mondiale non avevo soldi, così mi è stato offerto aiuto per gli studi ed oggi mi rendo conto di quanto è stato importante. Ecco perché ritengo che tutti debbano avere la stessa opportunità».

La donazione di Soros viene gestita dall’ufficio statale che si occupa dei programmi rivolti alle famiglie più povere e si inserisce in un progetto che prevede lo stanziamenti di altri 140 milioni di dollari in fondi federali previsti dall’American Recovery and Reinvestment Act varato dal presidente Barack Obama questo inverno. Le famiglie con fasce di reddito più basso hanno diritto a ritirare 200 dollari per ogni figlio d’età fra i 3 e i 17 anni. Ciò avviene attraverso una carta prepagata da ritirare agli sportelli bancari o da richiedere tramite posta e che sarà utilizzata per le spese di mantenimento, cioè abbigliamento e materiale scolastico. Sin dalle prime ore del mattino di martedì centinaia di persone hanno atteso l’apertura degli istituti di credito dei cinque quartieri della City: «Sono soldi gratuiti», dice Alecia Rumph, 26 anni del Bronx con due figli alle elementari.

Lei e altre 300 persone erano in fila sin dalle prime ore del mattino davanti alla filiale Chase di Morris Park. «Grazie al cielo c’è gente come Obama e Soros», dice Teresa Medina di Brooklyn dopo aver ritirato 600 dollari per i suoi tre figli: «All’inizio credevo fossero solo chiacchiere, invece è tutto vero». «È la prima partnership di questo genere mai realizzata a New York e dimostra come pubblico e privato possono collaborare per il bene della collettività», spiega il governatore David Paterson. Soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco Michael Bloomberg: «La generosa offerta di Soros non solo aiuta i nostri bambini, ma è un importante stimolo per l’economia locale».

All’iniziativa hanno aderito anche alcune aziende come Staples, la catena di copisterie, e Payless, il rivenditore di calzature low-cost, che hanno messo a disposizione materiale e abbigliamento gratuiti o a prezzi scontati con convenzioni. Per Soros si tratta solo dell’ultima generosa azione filantropica negli ultimi mesi in ordine di tempo: a maggio aveva già versato al comune di New York 50 milioni per aiutare le famiglie più povere che sommati agli attuali 35 milioni costituisce una delle donazioni più sostanziose mai fatte da un privato in Usa a sostegno delle famiglie povere.

A giugno aveva inviato cento milioni per aiutare le comunità dell’Est europeo e dell’ex Unione Sovietica depresse dalla crisi. Negli ultimi 25 anni l’attività benefica della fondazione che dirige ha raggiunto i sette miliardi. Ma l’evento di Harlem è stato anche un’occasione per parlare di recessione per il finanziare secondo cui l’economia Usa ha toccato il fondo. «Ritengo che il piano di stimoli abbia fatto la differenza – ha detto Soros – Penso che avremo un terzo trimestre positivo grazie all’aumento della spesa del governo».

Fonte: “Non lasciate la scuola” I libri li paga Soros – LASTAMPA.it.