20:32 – 27/03/10 – Verona, ex allievo del Provolo: 'Abusi da quindici religiosi.'

L'istituto per bambini sordomuti “Provolo” di Verona, già tristemente noto per i numerosi casi di abusi sessuali da parte di religiosi su minori (Ultimissima del 22 gennaio 2009), torna a fare notizia.

Questa volta per la testimonianza di un ex allievo, ormai sessantenne: ha fatto sapere di essere stato frequentemente violentato da una quindicina di religiosi (tra cui un alto prelato), quando aveva tra gli 8 e 15 anni, persino nel palazzo della diocesi.

L'associazione dei familiari degli abusati presso l'istituto “Provolo” si è rivolta al tribunale di Verona contro l'attuale vescovo, Giuseppe Zenti, il quale inizialmente aveva respinto le accuse, sostenendo che qualcuno voleva gettare discredito per appropriarsi dei beni della congregazione religiosa che gestisce l'istituto.

I reati non sono più perseguibili poichè è passato troppo tempo, ma è stato reso noto che i casi di abusi saranno analizzati dalla Congregazione per la dottrina della fede, decisione assunta dopo le recenti prese di posizione vaticane contro i preti pedofili.

Gli abusi del “Provolo” sono stati affrontanti nella puntata odierna del programma Mi manda Rai 3, dove altri allievi che subirono abusi hanno portato le loro testimonianze.

Fonte: UAAR

23:02 – 26/03/10 – La Scuola del prete pedofilo era finanziata dalla regione…

Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna, Bruno Moretto, segretario del Comitato bolognese di Scuola e Costituzione e Roberto Grendene, coordinatore del circolo UAAR di Bologna, in merito ai finanziamenti pubblici ricevuti dalla scuola di cui era direttore didattico don Andrea Agostini, il prete condannato a 6 anni e 10 mesi in primo grado per molestie sessuali su bambine.

“In base alle nostre informazioni, possiamo rivelare che la scuola materna di cui era direttore didattico don Andrea Agostini – il prete condannato in primo grado a 6 e 10 mesi per molestie sessuali su bambine – era finanziata dalla Regione Emilia-Romagna“, così Maurizio Cecconi, portavoce della Rete Laica Bologna, che continua: “Secondo i documenti in nostro possesso, è stata finanziata dalla Regione almeno fino al 2005“.

“Come abbiamo potuto leggere sui quotidiani locali, verificatesi le molestie sessuali, nella scuola non sono mai arrivati degli ispettori né si sono attuati controlli da parte della Curia di Bologna, sotto la cui responsabilità rientra la materna in oggetto. Controlli e verifiche tanto più necessari quanto volti a garantire l’incolumità dei bambini e delle bambine“.

“Chiediamo pertanto alla Regione se la scuola è ancora finanziata col danaro dei contribuenti e quali sono i parametri di assegnazione di questi finanziamenti. Chiediamo alla Regione se effettua dei controlli e se ritiene che, in presenza di gravissimi pericoli per i bambini a cui i privati non hanno saputo fornire le risposte adeguate, sia corretto proseguire nel finanziamento delle scuole che hanno dimostrato di non essere all’altezza dell’offerta formativa dichiarata“.

“Ci chiediamo infine“, conclude Cecconi, “Se anche gli enti locali della Provincia di Ferrara e il Comune di pertinenza hanno finanziato e finanziano questa scuola“.

Per Bruno Moretto, segretario del Comitato bolognese di Scuola e Costituzione, “La grave notizia che la scuola riceve finanziamenti regionali in quanto scuola materna privata paritaria conferma quanto abbiamo sempre sostenuto: né da parte del Ministero dell’Istruzione, né da parte della Regione si effettua alcun controllo non solo della qualità dell’offerta formativa, ma delle basilari garanzie di sicurezza per i bambini“.

“Se è gravissimo l’omesso controllo da parte dello stato, che ha concesso a questa scuola la parità, non meno grave è il comportamento della Regione che finanzia progetti presentati dall’associazione monopolista FISM, la quale garantisce a priori per tutti i suoi iscritti. I contributi regionali corrispondono a 2.727.342 euro all’anno, e si aggiungono a quelli dello Stato e dei Comuni, per un totale di oltre 40 milioni di euro all’anno nella sola Emilia-Romagna“.

“Tali contributi vanno a pioggia a tutte le materne private, a quella di don Agostini, come alla Kinder House di Bologna che chiede rette di 800 euro al mese, come alla Cerreta di Bologna che forma solo classi femminili. La gravità di questo comportamento della Regione Emilia-Romagna è resa ancor più evidente dai tagli crescenti dei finanziamenti alle scuole pubbliche. Basti pensare che a settembre del corrente anno scolastico il Ministero non ha autorizzato la formazione di ben 19 classi di scuola dell’infanzia statale nella provincia di Bologna. E la risposta di molti Comuni a cui competono gli edifici è stata di aumentare le convenzioni con i privati“.

“Ciò che riteniamo assolutamente inaccettabile è che i genitori siano costretti ad iscrivere i loro figli in scuole confessionali di cui non condividono l’impostazione culturale e didattica, violando oltre che l’art. 33, l’art. 30 della Costituzione e il principio della responsabilità educativa“.

“Il Comitato bolognese Scuola e Costituzione, la Comunità ebraica, la Chiesa evangelica metodista e quella cristiana avventista impugnarono già nel 1995 i primi finanziamenti della Regione alle scuole private. Per tre volte il TAR sollevò la questione di legittimità costituzionale per violazione dell’art. 33 e del principio del senza oneri per lo Stato, per 3 volte la Corte ha rinviato gli atti al TAR per vizi di forma. Riprenderemo la battaglia legale contro questa grave lesione dei diritti di tutti i cittadini e per il diritto di tutti alla scuola pubblica statale, dall’infanzia alle superiori“.

Per Roberto Grendene, coordinatore del circolo bolognese della UAAR – Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, “Se una organizzazione discrimina al suo interno le donne, ha pregiudizi su omosessuali e non credenti, considera i suoi fedeli “ubbidienti“ e “sottomessi“ ai vescovi (come impone il Catechismo), la Regione dovrebbe rifiutare i “progetti educativi“ che questa organizzazione propone“.

“Se questa organizzazione, ricca, potente e dotata di immunità e privilegi, dà prova, nella nostra Regione come in tutto il mondo, non solo di non saper affrontare il problema della pedofilia che la investe, ma di usare come rimedio l’occultamento sistematico accompagnato da una giustizia interna che mira solo a proteggere la propria immagine, ebbene la nostra Regione dovrebbe tenersene a grande distanza e potenziare progetti educativi per tutti e di tutti, progetti educativi degni di un paese civile“.

“La nostra Regione, i nostri Comuni, il nostro Stato non dovrebbero finanziare scuole private confessionali: lo dice la Costituzione, lo dicono i fatti, lo dicono credenti e non credenti. Farlo è la risposta peggiore all’ “emergenza educativa“ causata dall’attentato alla scuola pubblica portato dal clericalismo di destra e di sinistra“.

Fonte: Rete Laica Bologna

18:27 – 24/03/10 – Le Magie del Ministero: far sparire il precariato nella scuola…

facendo sparire i precari!

di Cosimo Scarinzi – Coordinatore Nazionale CUB Scuola.

Non bastava la Proposta di Legge Aprea, che propone l'aberrante soluzione dell'assunzione diretta da parte dei Dirigenti Scolastici degli insegnanti, sottoposti a valutazioni “anatomiche” del loro essere docenti e sottoposti a trattamenti economici subordinati a competenze stabilite sempre dai Dirigenti Scolastici, il Ministero ci stupisce con la nuova discriminazione sociale: la nuova formazione dei docenti targata Israel.

A 43mila docenti precari in Italia privi di abilitazione, insegnanti a tutti gli effetti, con servizi ormai decennali presso lo Stato italiano, il Ministero proporrà un esame sbarramento per poter accedere all'abilitazione.

I docenti non abilitati avranno solo due chance per potersi abilitare, due esami, dopodiché verranno esclusi definitivamente dal mondo dell'insegnamento, vedendo i propri titoli di studio non validi per la docenza dal 2013!

Il Consiglio di Stato che ha approvato i regolamenti formativi nel giorno di martedì 22 marzo e nei confronti di questa epurazione immotivata di docenti, ha espresso perplessità relativamente alla considerazione del servizio dei docenti non abilitati, che dovrebbe costituire criterio prioritario per l'inserimento nelle Graduatorie ad Esaurimento.

Il Ministero ha risposto cianciando di: “disciplina meno rigorosa”, “disparità di trattamento con chi ha conseguito in questi anni l'abilitazione attraverso il percorso delle SSIS”,“ricondurre a limiti fisiologici il costante aumento del numero dei precari iscritti nelle graduatorie”,“aumento dei potenziali abilitati, di gran lunga superiore rispetto al numero dei posti vacanti e disponibili”,“limite delle risorse attualmente disponibili”,“sussistenza delle necessarie conoscenze disciplinari in capo ai tirocinanti”

Traduciamo in italiano:

Per anni vi abbiamo spremuto come limoni perché servivate come lavoratori sottocosto, assumibili e licenziabili a piacimento, ora non ci sono soldi o, per l’esattezza, il governo non vuole investirli, quindi non abbiamo posto per voi!

A questo punto, la lotta dei precari deve ribadire che non siamo capi di bestiame, ma docenti preparati e fino ad ora in grado di insegnare, programmare, gestire classi e che non può essere accettata la tesi che se finiscono le risorse sei finito tu.

Se credete che spariremo come vi fa comodo vi illudete. Riprenderemo l’iniziativa sino al blocco degli scrutini ad oltranza!

13:08 – 23/03/10 – Bilanci delle scuole sempre più in rosso: mobilitazione dei genitori..

Mentre il Ministero vara “riforme” epocali, le scuole sono alle prese con i problemi quotidiani di bilancio legati alla riduzione dei finanziamenti per il funzionamento ordinario e al mancato rimborso dei pesanti debiti accumulati negli anni dallo Stato verso le scuole, per il pagamento delle supplenze.

In molte città continua la protesta dei consigli di istituto e dei genitori per la grave situazione finanziaria in cui versano le scuole, costrette con sempre maggiore frequenza a fare ricorso a consistenti contributi “volontari” delle famiglie, ormai indispensabili per andare avanti.

Tra le più recenti e significative mobilitazioni quella che ha avuto come protagonisti nel Lazio numerosi rappresentanti dei consigli di circolo e istituto, alcune delle associazioni più rappresentative dei genitori (AGE e CGD) e l’ASAL (Associazione Scuole Autonome Lazio) che hanno inviato al MIUR un Appello-denuncia per la tutela del diritto all’istruzione e il funzionamento delle scuole.

“Riforma” delle scuole superiori: avanti a tutto caos!

A pochi giorni dalla chiusura delle iscrizioni alle scuole superiori, la “Riforma” di licei, tecnici e professionali continua ad avanzare nella confusione e nella fretta, a causa dei tanti passaggi legislativi e organizzativi che avrebbero avuto bisogno di tempi più adeguati, come sosteneva chi ha chiesto ripetutamente e chiede ancora il rinvio di un anno dell’attuazione dei nuovi regolamenti.

Quello che più preoccupa è il disorientamento delle famiglie e degli studenti che hanno dovuto fare le loro scelte senza possedere un quadro completo e definitivo della situazione e la confusione delle stesse scuole. Per non parlare dei devastanti effetti sugli organici derivanti dall’applicazione dei nuovi modelli orari e curricolari già a partire dal prossimo a.s..

Nell’ultimo incontro tra MIUR e Sindacati del 16 marzo scorso, in cui si è discusso anche dei possibili strumenti per contenere il sicuro aumento dei soprannumerari, sono stati forniti alcuni dati aggiornati sui pensionamenti del prossimo anno: saranno 5.812 Ata e 19.655 docenti. Una quantità inferiore, di circa 15.000 unità, ai posti che spariranno per effetto dei tagli programmati dalla Legge 133/08 – 25.600 docenti e 15.256 Ata.

Fonte: Legambiente Scuola

11:57 – 22/03/10 – 1369 Euro di Pensione (al giorno)…

Courtesy TerritorioScuola

L'ex presidente dell'Agenzia dei Rifiuti in Sicilia (sciolta di recente), è andato in pensione. Almeno lui ci è riuscito. Il fortunato si chiama Felice Crosta e non dovrà più preoccuparsi del futuro.

Percepirà, grazie a tutti quelli che in pensione non ci andranno mai, 1.369 euro AL GIORNO. Non è certo il solo.

Le pensioni devono avere un tetto. Invece di spostare i termini delle prossime pensioni verso la morte dei futuri pensionati, riduciamo le pensioni attuali a una cifra massima. 3/4.000 euro al mese sono più che adeguati.

Scommettiamo che chi li supera sono in maggioranza i nostri dipendenti? Inoltre, per la pensione ci vuole la par condicio. Se i parlamentari ne maturano il diritto dopo due anni e mezzo, deve valere lo stesso per tutti i cittadini. Non mi risulta che nessun partito abbia rinunciato ancora a questo odioso privilegio.

Fonte: Beppe Grillo Blog

19:15 – 17/03/10 – Assegnazione Classi di Concorso: È Caos…

Si è tenuto ieri l’incontro al Miur convocato su un ordine del giorno che prevedeva un’informativa sull’organico dei docenti e sui provvedimenti attuativi dei nuovi regolamenti della scuola secondaria, in particolare sull’assegnazione degli insegnamenti previsti per le nuove prime alle classi di concorso e sulla individuazione degli ambiti disciplinari su cui operare la riduzione oraria nelle classi successive alle prime a 32 ore degli istituti tecnici ed a 34 ore degli istituti professionali.

Sugli organici non è stata fornita nessuna nuova informazione rispetto a quanto già comunicato nell’incontro dello scorso 23 febbraio. L’unica cosa certa è che il prossimo anno saranno tagliati 25.600 posti di docenti e 15.256 ATA.

Per quanto riguarda i nuovi ordinamenti della scuola superiore, mentre i regolamenti sono tutt’altro che definitivi (manca ancora la firma del Presidente della Repubblica, il parere della Corte dei Conti e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale), i provvedimenti successivi che dovrebbero attuare quei regolamenti sono ancora in alto mare.

Assegnazioni degli insegnamenti delle nuove prime alle classi di concorso

L’assegnazione degli insegnamenti delle prime del nuovo ordinamento alle classi di concorso è ancora in bozza e non è stato ancora deciso con quale atto sarà adottata. L’unica certezza è che saranno utilizzate le attuali classi di concorso, essendo stato rinviata la definizione delle nuove classi che dovrebbero quindi partire dall’a.s.2011/12.

Per molti insegnamenti saranno inizialmente previste numerose “atipicità”. Con le “atipicità” si assegna l’insegnamento di una stessa disciplina a più classi di concorso, e si lascia alle scuole l’onere di decidere a quale classe di concorso specifica, fra quelle indicate, vada assegnato, fermo restando l’obbligo ad assegnare queste ore al personale attualmente in servizio presso quella istituzione scolastica.

Le “atipicità” sono già state adottate negli scorsi anni per vari indirizzi sperimentali e spesso hanno determinato contenzioso e discrezionalità.

Riduzione di orario nelle classi successive dei tecnici e dei professionali

Per quanto riguarda la decurtazione delle ore nelle II, III e IV dei Tecnici e nelle II e III dei Professionali non è ancora disponibile alcun documento, vista la complessità della materia e delle diverse situazioni che nel corso degli anni si sono prodotte su impianti orari non esattamente omogenei, anche a fronte della stessa tipologia di indirizzo.

È stato ribadito che in ogni caso su questa materia la decisione spetta al Miur ed abbiamo quindi richiesto che il Miur stesso ribadisca tale principio a tutte le istituzioni scolastiche, con una nota ufficiale ed in tempi brevissimi, data la situazione di grande confusione e conflitto che si sta producendo in molte scuola, in cui sono stati convocati, inopportunamente, i collegi dei docenti per deliberare in merito.

Il Miur, condividendo la necessità di fermare questo incomprensibile, inutile ma dannoso processo si è impegnato in tal senso, dato che quelle diminuzioni vanno stabilite a livello nazionale per tutte le scuole e che quindi non è previsto alcuna delibera delle scuole stesse.

Confluenze automatiche e nuove denominazioni

Sulla gestione delle confluenze automatiche tra il vecchio e il nuovo ordinamento, per le sole classi prime, viste le numerose segnalazioni di anomalie e dimenticanze, abbiamo sollecitato la pubblicazione del quadro completo per provincia degli indirizzi/opzioni attivati nei vari istituti. L’attuale applicazione on-line del Miur non permette una visione complessiva del quadro dell’offerta formativa e la verifica della correttezza delle confluenze.

L’Amministrazione si è impegnata a fornirla a breve.

Licei musicali e coreutici

L’Amministrazione ha fornito l’elenco degli licei coreutici e musicali fino ad ora autorizzati: 28 licei musicali e 5 coreutici.

È stato specificato che sono stati autorizzati, non solo i percorsi sperimentali attivati con decreto ministeriale, così come previsto dalla bozza di Regolamento sui licei, ma anche quelli istituiti in convenzione con istituzioni AFAM e quelli presenti nelle delibere regionali sulla programmazione dell’offerta formativa per il 2010/11.

La FLC Cgil ha criticato i criteri assolutamente discrezionali con cui l’Amministrazione ha autorizzato i nuovi percorsi, tenuto conto che non dappertutto quei criteri sono stati coerentemente rispettati. Sarebbe alquanto opportuno che le istituzioni escluse, a questo punto, seppure in ritardo, facessero sentire la loro voce sia nei confronti dell’Amministrazione scolastica che degli enti locali.

Riguardo agli insegnamenti di indirizzo nei licei coreutici e musicali, l’Amministrazione ha dichiarato che per i primi, non esistendo attualmente una esperienza consolidata, si ricorrerà alle convenzioni con l’Accademia nazionale di danza per gli insegnamenti di indirizzo.

Per i licei musicali, dove invece c’è una maggiore esperienza ed una presenza più consolidata di personale, in fase transitoria saranno utilizzati prioritariamente i docenti in possesso dei titoli ora richiesti per l’insegnamento di strumento musicale nella scuola media e/o i docenti diplomati di conservatorio e abilitati per le classi di concorso A031 e A032.

L’insegnamento di Storia della musica sarà assegnato ai docenti della classe di concorso A031 , mentre nei licei musicali attualmente sperimentali, dovrebbero continuare ad insegnare i docenti ora utilizzati.

La riunione è stata quindi aggiornata al 31 marzo, data in cui dovrebbero esserci fornite maggiori informazioni sugli organici e sulla riduzione oraria nelle classi successive alle prime.

Fonte: CGIL Scuola Informa

13:33 – 17/03/10 – Mozione del Cd dell'ITIS Severi di Padova sul riordino della scuola superiore…

Mozione del Collegio Docenti dell’I.T.I.S. F. Severi di Padova sul riordino della scuola superiore

di Carlo Salmaso

Il Collegio dei Docenti dell’I.T.I.S. F. Severi di Padova riunitosi il 9 marzo 2010-03-09

considerato che:

· le bozze dei Regolamenti dei Licei e degli Istituti Tecnici sono state pubblicate il 23 febbraio 2010, solo tre giorni prima della data di inizio delle iscrizioni;

· ciò impedisce al Collegio dei Docenti e al Consiglio di Istituto di elaborare e approvare un nuovo Piano dell’Offerta Formativa credibile, con le procedure e i tempi previsti dagli articoli 3 e 8 del DPR sull’Autonomia, n. 275 del 1999, fonte normativa citata dagli stessi schemi di regolamento, che nessuna scuola può permettersi di eludere o violare;

· conseguentemente, agli studenti e ai loro genitori, all’atto delle iscrizioni, mancano le informazioni essenziali e complete che permettono di adottare scelte consapevoli, come previsto dall’articolo 13, comma 11, e dall’articolo 8, comma 3, delle stesse bozze dei regolamenti dei Licei e degli Istituti Tecnici;

· la riduzione a 32 ore e il taglio delle discipline che ne deriva, a partire dall’anno scolastico 2010/11, per le seconde, terze e quarte classi degli Istituti Tecnici, i cui studenti verranno iscritti d’ufficio, comporta la palese violazione non solo della scelta del POF già adottata al momento dell’iscrizione in prima, ma anche dell’articolo 8 del DPR sull’Autonomia, n. 275 del 1999;

· dei futuri percorsi degli Istituti Tecnici e dei Licei non sono ancora conosciuti gli obiettivi e i contenuti delle diverse discipline, ma sono stati pubblicati solo i semplici quadri orari, che non sono sufficienti;

· i nuovi indirizzi sono stati assegnati dal Ministero alle scuole in modo “automatico” e pubblicati solo l’1 marzo 2010, la Regione Veneto li ha a sua volta modificati in modo “automatico” il giorno 2 marzo 2010 senza dare ai singoli Istituti l’opportunità di presentare le proprie proposte motivate;

· i Regolamenti non sono ancora definitivi, sono privi del visto della Corte dei Conti e non sono stati firmati dal Presidente della Repubblica; essi non sono ancora ufficialmente in vigore, perché non ancora pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale, cosa che avverrà probabilmente tra un mese, paradossalmente in prossimità o addirittura dopo la scadenza delle iscrizioni, prevista per il 26 marzo e già rinviata due volte: pertanto qualsiasi decisione adottata prima della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale è prematura e illegittima;

· la stessa Circolare Ministeriale sulle iscrizioni è, come minimo, irregolare: è stata pubblicata il 18 febbraio 2010, afferma che le famiglie possono scegliere una delle diverse tipologie di istituto previste dai regolamenti e dalla programmazione regionale dell’offerta formativa, regolamenti pubblicati solo 5 giorni dopo, il 23 febbraio, che non sono né definitivi né in vigore, mentre la programmazione regionale deliberata il 2 marzo 2010 risulta compilata in modo affrettato e, in parte, errato: conseguentemente non è possibile un avvio regolare delle iscrizioni;

· i docenti, mai interpellati sui nuovi percorsi didattici, che sono di loro specifica competenza e richiedono adeguati tempi di elaborazione e proposta, non possono assumersi la responsabilità di eseguire in modo approssimativo provvedimenti decisi solo dal governo, fuori tempo massimo, e ufficialmente ignoti fino al 23 febbraio;

· le bozze dei regolamenti sono figlie della Legge 133/2008 e dei suoi pesanti tagli alle risorse essenziali e agli organici della Scuola Pubblica e quindi sarà impossibile per il nostro istituto ottenere l’assegnazione di docenti per eventuali operazioni che sfruttino la flessibilità didattica citata dai regolamenti stessi

dichiara

che non può e non deve deliberare alcuna applicazione di una riforma dei Licei e degli Istituti Tecnici incompleta, non definitiva e non ancora entrata in vigore;

invita

il Consiglio di Istituto, ai sensi del DPR 275/99, a valutare la possibilità di presentare ricorso contro l’assegnazione degli indirizzi prevista dal Ministero e modificata dalla Provincia e dalla Regione.

Padova, 9 marzo 2010

Approvata all’unanimità, con due astensioni