12:48 – 18/12/10 – Sei Iscritto CGIL Scuola? Vai Fuori dal Coro!

Chi non è della Cappella è Pericoloso...
Chi non è della Cappella è Pericoloso...

Essere iscritti alla CGIL è incompatibile con le finalità della scuola cattolica. Lo ha deliberato la dirigenza della cooperativa sociale a.r.l., che gestisce la scuola cattolica paritaria Casa degli Angeli, decretando l’esclusione di tre lavoratrici da soci.

Per la CGIL è un atto gravissimo di discriminazione nei confronti delle lavoratrici e del sindacato inaccettabile sotto ogni punto di vista.

Quello che è accaduto nella scuola paritaria cattolica Casa degli Angeli di Lecco ha del surreale e dell’assurdo perché rievoca pagine buie e oscure della nostra storia passata, allorquando l’oscurantismo, il pregiudizio e l’intolleranza impedivano ogni manifestazione del libero pensiero.

Per il Consiglio di Amministrazione della cooperativa sociale a.r.l. che gestisce la scuola l’iscrizione di un socio/lavoratore alla CGIL non è compatibile con le finalità specifiche della scuola cattolica perché dimostrerebbe a priori che il socio non collabora con la propria testimonianza di vita a renderle concrete così come previsto dall’art. 15 dello statuto della cooperativa. Da qui l’esclusione da socie della cooperativa di tre lavoratrici, due ausiliarie e un’amministrativa, colpevoli solo di aver in tasca la tessera della FLC Cgil. Non solo. Il presidente della cooperativa a giustificazione di tale decisione ha dichiarato ai giornalisti che nella cooperativa non sono ammesse ideologie diverse da quella cattolica evidenziando che l’iscrizione alla Cisl sarebbe andata bene, non certo quella alla CGIL.

Affermazioni, queste, di una gravità inaudita dal punto di vista giuridico, costituzionale, sindacale, politico e per certi versi anche etico. Ci troviamo davanti, infatti, ad un atto non solo palesemente discriminatorio nei confronti di soggetti individuali e collettivi perché in contrasto con la Costituzione e con le leggi di questa Repubblica, ma alla teorizzazione di un assunto falso nelle premesse e tendenzioso nelle conseguenze. Vogliamo sottolineare al gestore di questa scuola che lo statuto della CGIL si ispira profondamente alla nostra Carta Costituzionale condividendone appieno i principi.

Considerare, poi, la CGIL incompatibile con le finalità della scuola cattolica è un clamoroso falso. Non sfuggirà certo al cda della cooperativa che la FLC Cgil firma fin dal lontano 1981, insieme ad altre organizzazioni sindacali di categoria, il ccnl con l’Agidae, l’associazione datoriale che rappresenta l’intero universo della scuola cattolica alla quale la stessa cooperativa aderisce. Come non ci risulta che l’Autorità Ecclesiastica abbia da qualche parte dichiarato che l’iscrizione alla CGIL o ad una sua categoria sia incompatibile con le finalità della scuola cattolica.

Tutto ciò a significare che siamo davanti ad una posizione politica ben precisa che, utilizzando in maniera strumentale i principi ispiratori della scuola cattolica, compie un’operazione politica tesa a denigrare, discreditare e delegittimare l’immagine della CGIL agli occhi dei lavoratori, della società civile e dello stesso mondo cattolico, motivato solo da ragioni di mera scelta politica che poco hanno a che fare con la religione.

La CGIL, pertanto, ha chiesto alla Cooperativa di revocare immediatamente i provvedimenti perché illegittimi, anticostituzionali e contrari ai fondamentali principi di diritto che regolano la nostra Repubblica. In caso contrario si procederà in tutte le sedi giudiziarie per tutelare i diritti delle lavoratrici nostre iscritte e della stessa organizzazione sindacale.

Come pure abbiamo chiesto esplicitamente all’Agidae una presa di posizione ufficiale e di intervenire affinché la Cooperativa riveda la sua posizione ritirando i provvedimenti e ripristinando i diritti costituzionali. Non è certo evocando la caccia alle streghe e riesumando il maccartismo che si contribuisce a costruire una società più civile, più moderna e più democratica dove i principi costituzionali hanno il loro effettivo valore.

14:09 – 16/12/10 – Indagine Conoscitiva 2010 su Infanzia e Adolescenza. (EURISPES)

Roma, 16 dicembre 2010 – I ragazzi percepiscono le difficoltà economiche, parlano poco in famiglia e vivono sempre di più in una Rete dove la capacità di difendersi dai pericoli è spesso ridotta.
In particolare, 1 adolescente su 4 dichiara che la propria famiglia è stata colpita dalla crisi economica. Il dato diviene drammatico quando si chiede ai ragazzi di illustrare la condizione di amici, parenti o conoscenti: il 52% degli adolescenti dice di conoscere altre famiglie che hanno risentito dalla congiuntura economica negativa. Gli effetti della crisi vengono misurati nella vita quotidiana: per 1 ragazzo su 3 cresce l’attenzione nelle spese per cibo e vestiario, mentre la percentuale sale al 46% per le spese extra relative al tempo libero. Il 16% degli adolescenti, infine, testimonia difficoltà della famiglia ad arrivare alla fine del mese.

Dall’indagine emerge che il clima familiare è peggiorato e i ragazzi ne risentono in prima persona: il 20% dei bambini riferisce che nell’ultimo periodo i genitori hanno litigato più spesso di prima, mentre il 25% degli adolescenti dichiara di aver notato un maggior nervosismo dei genitori e di litigare più spesso con loro (29%). Oltre il 20% dei bambini e il 40% degli adolescenti dichiarano di essere diventati più ansiosi.

«All’interno delle famiglie e nella percezione dei ragazzi stessi la crisi mostra più facce, – afferma il Presidente di Telefono Azzurro, Prof. Ernesto Caffo».

In famiglia il dialogo sulle emozioni sembra essere molto limitato. Il 72% dei bambini racconta ai genitori solo episodi relativi alla vita scolastica, ma non parla delle proprie paure (35%) o aspirazioni (38%), comportamento che costituisce la regola in adolescenza ma che a questa età è più comprensibile.

Il dato è preoccupante se incrociato con le risposte degli adolescenti rispetto all’eventualità della fuga: 1 adolescente su 3 prende in considerazione la possibilità di fuggire da casa, mostrando di non credere alla possibilità di risolvere i conflitti all’interno del contesto familiare.

Sul versante del consumo di media e tecnologie,il telefonino sembra sempre più diventare oggetto di addiction per gli adolescenti: il 25% di loro trascorre al cellulare oltre 4 ore. Cresce l’utilizzodi videogiochi e Internet da parte dei bambini. Tra i social network, Facebook continua a raccogliere la maggior parte delle preferenze: se nel 2009 il 71% dichiarava di aver aperto un profilo, nel 2010 questa percentuale sale all’84%. Aumentano anche i bambini che guardano filmati su YouTube: la percentuale passa dal 55% nel 2009 al 68% nel 2010, con 1 intervistato su 5 che dichiara di cercare video con scene forti (incidenti, violenza, sesso, etc.).

Non sorprende dunque come i bambini spendano la propria paghetta per lo più in videogiochi, giochi e ricariche telefoniche. A fronte della crisi economica, spendono significative somme di denaro ed hanno un crescente potere di acquisto; le pubblicità, come nel caso dei servizi telefonici, sempre più spesso si rivolgono a loro.

La cultura del consumo – in assenza di senso critico e di famiglie capaci di filtrare questi messaggi – può influenzare negativamente lo sviluppo dei bambini causando, tra gli altri effetti, obesità e un sempre più precoce consumo di alcol e fumo.

Se la vita relazionale di bambini e adolescenti, dunque, sembra sempre più transitare attraverso la Rete, in essa si affermano nuovi codici di comportamento. Così, emerge che il 60% dei ragazzi giudica positivamente la possibilità di utilizzare Internet per incontri sentimentali, e al 17% degli adolescenti è capitato di innamorarsi di una persona conosciuta in Internet.

Circa il 40% degli adolescenti ritiene che sia positivo o accettabile incontrare dal vivo una persona conosciuta on line. Percentuali significative ritengono positivo, o accettabile lasciare il proprio indirizzo (23%) e il numero del proprio cellulare su Internet (38%). Similmente e per un adolescente su dieci spogliarsi in Internet è accettabile o positivo.

Ma sono in grado di difendersi dai pericoli che possono nascondersi dietro gli incontri dal vivo o l’invio di foto che li ritraggono senza vestiti a persone di cui a volte conoscono solo il nickname? Sulla base di quali criteri decidono di potersi fidare dell’interlocutore virtuale? Sebbene il 52% degli adolescenti riconosca il rischio costituito dalla possibilità di finzione che caratterizza gli incontri sul web, ed il 39% affermi che “ci si può fidare di una persona solo se la si incontra dal vivo”, è preoccupante che 1 adolescente su 10 ritenga di potersi fidare di una persona conosciuta in rete semplicemente “ponendo alcune domande”, o che per fidarsi sia sufficiente “seguire il proprio istinto”.

Solo lavorando alla valorizzazione delle differenze culturali, amalgamandole e facendole convivere armoniosamente, potrà esistere un’Italia realmente multiculturale, in cui le diversità sono una ricchezza e non causa di divisioni e dissidi».

Scarica il rapporto 2010 su Infanzia e Adolescenza.

10:45 – 13/12/12 – Un Sogno Boreale…

Di Moreno Corelli.

Qualche tempo fa andai in Norvegia per lavoro. Mi fermai in un paesino ridicolo vicino a Oslo, rimasi ospite per qualche giorno a casa di alcuni operai del settore ittico, lavoravano in una riserva dove si allevavano i salmoni.

Rimasi colpito dallo stile di vita, erano solo 440 abitanti, si, proprio 440 abitanti in quel paesino. Ognuno aveva la casetta con il tetto a punta per facilitare lo scivolìo della neve.

I giardini non avevano reti di recinzione, ognuno sapeva benissimo quale era il suo confine e non si sarebbe mai permesso di invadere l'altrui. Quando le persone finivano di lavorare si ritrovavano in una specie di TUTTOAVERE una sorta di bar alimentari panificio scatolificio falegnameria fruttivendolo con filodiffusione annessa. Prendevano un vomito di aperitivo e poi via, a casa a mangiare e di nuovo via, su internet gratis. Alle 22:00 ci si trovava sempre nel TUTTOAVERE che nel frattempo aveva abbassato le luci e dava birra a tutti, trasformandosi in una sorta di pub.

Due palle da trauma, non si può descrivere lo smaronamento. Gente strana i Norvegesi, talmente strana che non trovavi un pezzo di carta per strada e tanto meno sulle rive dei fiordi, niente lattine niente bottiglie vuote, perché i poliziotti erano pochi ed eccezionalmente simpatici nonché ospitali, ma se ti beccavano a sporcare strade o giardini, 45 gg. di galera e TOT soldi di multa da pagare, e TOT soldi equivalevano a 3 mesi di stipendio.

La raccolta differenziata hanno cominciato a farla quando noi in Italia regalavamo la banche ai privati, tanti anni fa. Mi colpì un bambino di 4 anni, Nicolas, vivace e un tantinello rompi balle, finito di mangiare il gelato però prese l'astuccio che lo conteneva ed uscì di casa, con un freddo porco, e depositò l'involucro nell'apposito contenitore per la plastica, perché gli hanno insegnato che il mondo si può salvare solo con il rispetto e la cura dello stesso.

Chi lo va a dire a Nicolas che tutto ciò che fa è inutile?

09:45 – 09/12/10 – Ancora Soldi alle Scuole Private: E Vaiii!!!

Il Senato approva la Finanziaria.

Il PD fa approvare un ordine del giorno che impegna il governo a destinare nel primo decreto legge una ulteriore quota alle scuole parificate pari a 300 milioni di euro (in vecchie lire: miliardi 580.881.000.000).

Il Senato approva la Finanziaria in via definitiva. È quanto si apprende nella giornata di martedì 7 dicembre dall'aula di Palazzo Madama. La legge di stabilità per il 2011 passa con 161 voti favorevoli, 127 contrari e 5 astenuti. Hanno votato a favore Pdl, Lega e Fli, contrari Pd, Idv, Udc e autonomie.

Il governo ha respinto ogni modifica al ddl stabilità licenziato dalla Camera. Ha quindi respinto tutti gli emendamenti, per accorciare il percorso della manovra. L'opposizione, però, ha sottolineato a più riprese che ci sarebbero stati i tempi per introdurre modifiche, quindi per un ulteriore passaggio a Montecitorio.

Confermata la detassazione degli straordinari, sbucano a sorpresa 245 milioni per le scuole private. Al Senato è stato approvato un ordine del giorno del Pd che impegna il governo a destinare nel primo decreto legge una ulteriore quota pari a 300 milioni di euro. Via libera anche al rifinanziamento di 750 milioni (in vecchie lire: miliardi 1.452.202.500.000) per le missioni militari all'estero.

Estratto da: rassegna.it.

17:12 – 07/12/10 – Obbligo di Recupero per Riduzione Oraria: Non Sussiste…

Riduzione della durata dell'ora di lezione – motivi estranei alla didattica – obbligo di recupero – non sussiste.

La circolare 192/80 va interpretata alla luce della circolare 243/79, di cui integra il contenuto; essa infatti contiene infatti un'espressa conferma delle disposizioni della circolare n. 243/79, compresa quella relativa all'esclusione dell'obbligo di recuperare le frazioni orarie oggetto di riduzione.

È pertanto logico ritenere che la circolare 192/80, nell'autorizzare la riduzione dell'orario delle lezioni anche in ipotesi non contemplate dalla circolare 243/79, abbia esteso anche alle nuove ipotesi di riduzione di orario l'esenzione dall'obbligo del recupero delle frazioni orarie non lavorate prevista dalla circolare n. 243/79.

Scarica la sentenza n.126/2010 del Tribunale di Saluzzo.
Tutto su: Riduzione Orario di Lezione (Normativa e Sentenze) su NormaScuolaIl Motore di Ricerca della Normativa Scolastica in Rete.

Fonte: dirittoscolastico.it

22:30 – 06/12/10 – La Circolare sullo Stress Lavoro Correlato (S.L.C.)

Scarica tutti i documenti correlati alla SLC.
Scarica la circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Registro Ufficiale Ministero – 0023692.18-11-2010.

La prima impressione è che “la montagna abbia partorito il topolino”. Tuttavia è bene cogliere quegli aspetti che possono sfuggire a una frettolosa lettura. La bibliografia scientifica internazionale è senza dubbio di grande aiuto perchè invita scuola, istituzioni e sindacati a non tergiversare ulteriormente. Il legislatore nazionale ha varato il nuovo Testo Unico che costituisce un grande balzo in avanti nella tutela della salute dei lavoratori. La prevenzione del danno, la riparazione del danno e la riduzione del danno sono ottenute rispettivamente attraverso la formazione dei docenti sul rischio di SLC, l'orientamento medico, la consulenza medica al dirigente scolastico nell'accertamento medico in CMV.

Cominciamo col dire che la circolare non è rivolta esclusivamente alla classe docente e dunque suona come l'ennesimo misconoscimento del fatto che la stessa è in assoluto la più esposta al problema dello SLC in quanto maggiormente esposta all'usura psicofisica.

Il primo pensiero è che la pubblicazione della circolare a ridosso del termine ultimo (31.12.10) per adottare dei provvedimenti contro lo SLC, ci induce a ritenere che non vi sarà un'ulteriore proroga. In fondo l'accordo europeo sulla lotta allo SLC risale all'8 ottobre 2004 e ritardi e proroghe hanno sempre posposto l'inizio del contrasto allo SLC.

Circa la definizione di SLC possiamo dire che non ci convincono appieno nè la formulazione dell'Accordo Europeo, nè l'affermazione della Commissione Consultiva Permanente sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro. Sostenere che lo SLC è quello causato da vari fattori propri del contesto e del contenuto del lavoro” è certamente riduttivo rispetto alla pratica lavorativa quotidiana. Facciamo un esempio banale. Il docente arriva in classe stressato per gravi motivi suoi (un lutto, una separazione, una malattia etc) e, avendo i nervi a fior di pelle, alza le mani su un alunno. Per quest'ultimo, conta assai poco, se non nulla, il fatto che lo stress sia prevalentemente di origine extraprofessionale, mentre conta enormemente il livello di stress complessivo che ha fatto alterare il suo docente. Quanto sopra non per attribuire alla scuola la responsabilità di tutto (ivi inclusi i fatti che si verificano fuori dalla stessa), ma per rendere consapevoli i docenti che nell'esercizio della loro professione (ad alto rischio di usura psicofisica) dovranno tenere sotto controllo anche la vita di relazione (stress extra-professionale) e la loro eredofamiliarità (biologia e predisposizione alle malattie). In altre parole – a meno di non prediligere una sterile definizione burocratica – il vero SLC non è lo stress determinato dal lavoro, bensì lo stress esercitato sul lavoro a prescindere dalla sua natura (professionale o extra-professionale).

La circolare vuole indicare un percorso metodologico che rappresenta il livello minimo di attuazione dell'obbligo di valutazione del rischio da SLC per tutti i datori di lavoro pubblici e privati. La valutazione dello SLC prende in esame non i singoli, ma gruppi omogenei di lavoratori (ad es. docenti e ATA). Per la valutazione preliminare occorre valutare degli indicatori oggettivi e verificabili riconducibili a: 1) Eventi sentinella (assenze, accertamenti medici, contenziosi, sanzioni, visite ispettive etc); 2) Fattori di contenuto del lavoro (incarichi, turnover personale, abbandoni scolastici etc); 3) Fattori di contesto del lavoro (conflitti interpersonali, trasferimenti etc). Solamente in caso di bisogno può essere presa in considerazione la “valutazione approfondita” ricorrendo a questionari, focus group, interviste semi-strutturate.

Infine la circolare indica il termine del 31.12.10 quale data di riferimento per l'avvio della valutazione e il contrasto dello SLC.

Scarica tutti i documenti correlati alla SLC.
Scarica la circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Registro Ufficiale Ministero – 0023692.18-11-2010.

Fonte: Burnout – di Vittorio Lodolo D'Oria.

17:35 – 06/12/10 – I Ragazzi di Casalecchio di Reno…

Courtesy TerritorioScuola

In sentenza d'appello nel 1997:il fatto non costituisce reato.

La cassazione 1998: comportamento egregio del pilota.

I militari hanno licenza di uccidere e di fare stragi di civili anche in tempo di pace e nella propria nazione.

Vittorio Gennari, padre di una vittima:

“Una delle offese più grandi fu proprio la decisione dell'Avvocatura dello Stato, che tra una scuola statale e l'Aeronautica difese i militari. Quel pilota non fu neppure messo a terra nell'attesa del giudizio. Hanno fatto tutti carriera. Di mia figlia mi è rimasto il tragico ricordo di quel che rimaneva del suo corpo, quello choc vissuto al centro di medicina legale dopo una mattinata trascorsa tra l'angoscia e la speranza di ritrovarla ancora viva”.

I ragazzi del G. Salvemini di Casalecchio di Reno vittime della strage di Stato del 1993:

Deborah Alutto, Laura Armaroli, Sara Baroncini, Laura Corazza, Tiziana De Leo, Antonella Ferrari, Alessandra Gennari, Dario Lucchini, Elisabetta Patrizi, Elena Righetti, Carmen Schirinzi e Alessandra Venturi.