19:02 – 30/09/10 – Consiglio di Stato: Bocciata Riduzione Ore Tecnici e Professionali.

Roma, 30 set. (Apcom) – Anche il Consiglio di Stato, dopo il Tar ed il Cnpi, si esprime negativamente sulla riduzione dell’orario settimanale delle lezioni nelle classi intermedie degli istituti tecnici e professionali decisa dal Miur nell’anno di avvio della riforma delle superiori: i giudici della VIa sezione di palazzo Spada hanno respinto l’appello di viale Trastevere contro l’ordinanza n. 3363, attraverso cui il 19 luglio il Tar del Lazio aveva sospeso, a seguito del ricorso presentato dallo Snals-Confsal, i decreti del 15 marzo scorso disponendo la riduzione di due ore nelle seconde, terze e quarte classi degli istituti tecnici e nelle seconde e terze dei professionali.

Nel formulare il giudizio il Consiglio di Stato ha preso atto del parere, fortemente critico, espresso il 26 agosto dal Consiglio nazionale della pubblica istruzione e ha ritenuto che l’amministrazione scolastica non possa “esimersi dal rideterminarsi sulla definizione dell’orario complessivo annuale delle lezioni delle seconde, terze e quarte classi degli istituti tecnici e delle seconde e terze classi degli istituti professionali”.

Non è chiaro, a questo punto, ad anno scolastico avviato e con gli organici ormai definiti, se il ministero dia seguito alle indicazioni di palazzo Spada: qualora dovesse farlo, ciò comporterà la rideterminazione delle circa 5mila cattedre soppresse, secondo stime sindacali, come conseguenza del decreto ministeriale di riduzione dell’orario.

Leggi anche: 09:14 – 23/07/10 – La Collezione di Ordinanze Sospensive del TAR Lazio su Organici, Orario, ATA.

13:20 – 30/09/10 – Sì alla Legge sulla Dislessia.

Di Claudio Tucci.

Una svolta per i 350mila bambini e ragazzi dislessici che vanno a scuola, e complessivamente per il milione e mezzo di italiani, anche adulti, con disturbi specifici di apprendimento (Dsa). La commissione Cultura del Senato ha approvato in via definitiva – e all’unanimità – la prima legge sulla dislessia mai varata in Italia, Disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico, prima firmataria la senatrice Pd Vittoria Franco, che pone fine a anni di discriminazioni nei confronti dei bambini dislessici, intelligenti quanto e più dei loro coetanei, ma con serie difficoltà, dovute alla malattia, nel leggere, scrivere, far di conto. «Una diagnosi precoce e una formazione specifica per gli insegnanti – ha commentato soddisfatta la senatrice Franco – consentiranno un intervento più efficace per evitare l’isolamento dei bambini e per permettere loro un sereno e proficuo inserimento nel mondo della scuola e nell’attività quotidiana».

A sostegno della legge si erano mobilitati alcuni genitori, che avevano lanciato ad agosto, su Facebook, un appello al Parlamento per l’approvazione veloce della legge, che aveva raggiunto quasi 4mila firme. Soddisfatti anche i pidiellini, il presidente della commissione, Guido Possa, e il capogruppo in commissione Istruzione al Senato Franco Asciutti che parlano di legge storica che riconosce anche la disgrafia/disortografia (difficoltà nelle manifestazioni grafiche) e la discalculia (difficoltà nello svolgimento di calcoli) come difficoltà specifiche di apprendimento.

Con la nuova legge gli insegnanti dovranno essere consapevoli del fatto che per valutare, in modo giusto e corretto, gli alunni dislessici e con disturbi di apprendimento servono criteri differenti: come per esempio, compiti più brevi, privilegio delle interrogazioni orali rispetto alle verifiche scritte, attenzione al contenuto dei temi più che agli errori ortografici, o alla capacità di risolvere un problema più che alla conoscenza mnemonica delle tabelline.

La legge prevede la necessità di una specifica preparazione per i docenti finalizzata anche ad acquisire la competenza per individuarne precocemente i segnali di disturbo.. Per questo fine vengono stanziati complessivamente due milioni di euro per il 2010 e il 2011. Altro aspetto importante disciplinato dalle nuove norme è quello che riguarda la diagnosi che dovrà essere effettuata nell’ambito dei trattamenti specialistici già assicurati dal Ssn (a legislazione vigente) e sarà comunicata dalla famiglia alla scuola di appartenenza dello studente.

10:36 – 30/09/10 – Proposta di Legge Bye Bye Gelmini.

ByeBye Gelmini
ByeBye Gelmini

Dal 30 Settembre al 2 Ottobre Roma sarà invasa da un esercito molto particolare, quello degli studenti UniOn. La nuova associazione studentesca sarà infatti presentata ufficialmente in una 2 giorni che comprenderà una variegata serie di incontri attraverso i quali sarà possibile conoscere l’associazione, apprenderne l’ identità culturale e le battaglie che essa intende portare avanti.

Nella stessa occasione verrà lanciato ufficialmente un percorso che, attraverso un’accorata discussione per una nuova riforma della scuola e dell’istruzione, si concluderà con una raccolta di firme per una proposta di legge popolare.

Che dire? Noi siamo pronti, adesso cari studenti tocca a voi !!!!

Programma:

Centro Congressi Cavour, Via Napoli 46, Roma.

30 SETTEMBRE.

Saluti comitato UniON.

30 settembre.

9.30 RI-FORMATI! Studenti, Riforma e altri enigmi.
Saluti – presentazione proposta di legge “Bye bye Gelmini”.
Francesco Pardi (senatore),
Luisa Capelli(docente universitario),

15.30 IN-FORMATI! Il virus democrazia negli Atenei.
Saluti delle associazioni.
Sonia Alfano, (europarlamentare).
Gioacchino Genchi (ex funzionario di Stato),
Salvatore Borsellino (fondatore movimento “Agende Rosse”).

1 ottobre.

9.30 MEDIAMONDI Rete e informazione negli Atenei.
Claudio Messora (blogger e giornalista).
Luigi De Magistris (europarlamentare).
Francesca Fornario (autrice satirica).

15.30 NON SOLO CREDITI Università e Cultura, un motore.
per i diritti.
Nicola Tranfaglia, (storico).
Amid Barole Abdu (mediatore interculturale).
Paolo Patané (presidente Arcigay).

Testo della proposta di Legge Bye Bye Gelmini. Scarica il Documento.

Fonte: http://www.studentiunion.it/

20:29 – 29/09/10 – Intervista a Lester Brown sullo Stato della Terra.

Fonte: Woodstock a 5 Stelle.

Il mondo è nelle nostre mani, le soluzioni per evitare una catastrofe ecologica esistono, applicarle è solo questione di volontà politica. Questa è un'ottima notizia. Il tempo che ci rimane per intervenire è però molto limitato, ci spiega Lester Brown uno dei più influenti ambientalisti del mondo. Se non interviene la nostra generazione, i nostri figli non ne avranno più la possibilità. Di questo si dovrebbe occupare la politica, non di puttane in Parlamento e della casa di Tulliani a Montecarlo. Le centrali elettriche a carbone vanno chiuse, ora e per sempre, sta già succedendo nel mondo, che si inizi anche in Italia. Organizzatevi, collegatevi ai movimenti internazionali che hanno già ottenuto la cancellazione di decine di centrali a carbone. Informatevi e agite per i vostri figli.

Intervista a Lester R. Brown, ambientalista, economista, scrittore:

Una coda di auto lunga cento miglia (espandi.jpg espandi | comprimi.jpg comprimi)
Salve Cesena e congratulazioni per il lancio di Woodstock Five-Star. Anche se non fisicamente, sono con voi con lo spirito. Il mio nome è Lester Brown. Lavoro alla ricerca e alla produzione di testi sulle questioni ambientali e sono il presidente dell'Earth Policy Institute, un istituto di ricerca ambientale no-profit a Washington, DC.

L'energia solare dell'Algeria (espandi.jpg espandi | comprimi.jpg comprimi)
Dobbiamo pensare a come porre un freno al nostro utilizzo di carburanti fossili, in primo luogo il carbone, ma anche il petrolio. Stiamo assistendo a una situazione in cui l'innalzamento del livello del mare, causato dallo scioglimento dei ghiacciai, da solo può inondare molte città costiere, ma anche tutte le risaie sul delta dei fiumi asiatici.

Chiudere tutte le centrali elettriche a carbone (espandi.jpg espandi | comprimi.jpg comprimi)
Nel complesso dell'intera economia possiamo ridurre drasticamente l'uso di energia e le emissioni di carbonio e nel frattempo stabilizzare il clima per le generazioni future. Spesso mi sono posto questa domanda: Visto tutti i problemi che affrontiamo nel mondo, come può uno essere ottimista? Come potete essere speranzosi per il futuro?

12:02 – 29/09/10 – L'Ignoranza degli Italiani…

Di Piero Ricca.

E se fosse l’ignoranza il primo problema della democrazia in Italia?

Sono allarmanti, ma non hanno generato un gran dibattito, i risultati di due indagini internazionali sull’istruzione primaria e la cultura diffusa degli italiani pubblicati a cura della ricercatrice Vittoria Gallina nei saggi: “La competenza alfabetica in Italia. Una ricerca sulla cultura della popolazione” (Franco Angeli 2000); “Letteratismo e abilità per la vita. Indagine nazionale sulla popolazione italiana” (Armando editore 2006).

Cosa dicono queste indagini? “Cinque italiani su cento tra i 14 e i 65 anni non sanno distinguere una lettera da un’altra, una cifra dall’altra: sono analfabeti totali. Trentotto su cento lo sanno fare, ma riescono solo a leggere con difficoltà una scritta semplice e a decifrare qualche cifra. Trentatré superano questa condizione, ma qui si fermano: un testo scritto che riguardi fatti collettivi, di rilievo anche nella vita quotidiana, è oltre la portata delle loro capacità di lettura e scrittura, un grafico con qualche percentuale è un’icona indecifrabile. Tra questi, il 12 per cento dei laureati. Soltanto il 20 per cento della popolazione adulta italiana possiede gli strumenti minimi indispensabili di lettura, scrittura e calcolo necessari per orientarsi in una società contemporanea“.

Sono parole del linguista Tullio De Mauro.
Sono numeri che spiegano molte cose.

Sia chiaro: la tendenza al declino delle competenze e all’analfabetismo di ritorno riguarda tutte le società occidentali. Ma in Italia il fenomeno ha un impatto maggiore. Tant’è vero che siamo in coda all’Europa per lettura di libri e giornali. Secondo l’Istat più della metà degli italiani non legge nemmeno un libro all’anno, mentre la tv generalista, pur in declino, rimane il mezzo di comunicazione dominante.

Inutile dire che l’homo videns, come l’ha definito Giovanni Sartori in un suo saggio, è assai più suggestionabile dalla propaganda e dalla demagogia rispetto alla minoranza ancora affezionata alla parola scritta. Tra i pochi intellettuali che denunciano il rischio per la tenuta della democrazia della de-alfabetizzazione di massa c’è proprio De Mauro, “La democrazia vive se c’è un buon livello di cultura diffusa”, mi ha detto nell’intervista che allego, “se questo non c’è, le istituzioni democratiche – pur sempre migliori dei totalitarismi e dei fascismi  –  sono forme vuote”. Prima ancora del deficit di informazione, dunque, alla radice del caso Italia c’è un problema di formazione, anzi meglio: di istruzione primaria. “Quanti di noi hanno la possibilità di ragionare sui dati di fatto – prosegue  De Mauro – partecipando alle scelte collettive con la possibilità di documentarsi sul senso di quelle scelte?

Vedi anche:

14:25 – 23/09/10 – Sistemi Educativi a Confronto: Italia vs Cuba…
AnalfabetismoEnhanced Wikipedia Global Search.
Analfabetismo – Documenti in formato pdf da scaricare.
Analfabetismo – Alcune Presentazioni in PowerPoint da scaricare.

15:58 – 25/09/10 – Sicurezza nelle Scuole: Perché il Volontariato è Importante.

Lamezia Terme da sempre si è distinta per l’impegno che ha profuso nel sociale: molte sono le associazioni che si adoperano, affinché molti problemi vengono portati all’attenzione di chi ha il compito (oltre che il dovere) di porre una soluzione.

Tra queste da anni si distingue Cittadinanzattiva, iniziando 30 anni fa il suo impegno nella tutela dei diritti degli ammalati, contribuendo in modo concreto a migliorare alcuni aspetti della nostra sanità pubblica, attraverso il Tribunale per i Diritti degli Ammalati.

Sulla stessa scia da quasi otto anni sta prendendo piede la Rete Scuola di Cittadinanzattiva, una rete appunto, del movimento che cerca con molta fatica ma con altrettanto impegno di promuovere la cultura della SICUREZZA degli edifici scolastici, attraverso il monitoraggio delle strutture presenti nel nostro territorio, effettuato dai nostri monitori civici, che vengono formati ogni anno. Persone che hanno scelto di mettersi a disposizione della società aiutando e collaborando con competenza, dedizione ma soprattutto serietà. Non si tratta di attività ispettiva, come molti erroneamente pensano, ma è una valutazione civica: un sistema di attività poste in atto dai cittadini per far valere, comunicare e definire il proprio punto di vista riguardo alle questioni di rilevanza pubblica e sociale, soprattutto quando riguardano la tutela dei diritti e la qualità della vita

Questa indagine che viene fatta in collaborazione di dirigenti scolastici ed enti locali, vuole evidenziare quelle situazioni di criticità a livello strutturale, di qualità, di prevenzione, di vigilanza e di organizzazione, delle nostre scuole e credeteci ce ne sono tante. Ma tanto è l’impegno che tutti ognuno per la sua parte, stiamo mettendo affinché si intervenga nelle situazioni più urgenti e si programmino gli interventi di messa in sicurezza o addirittura la costruzione di nuovi edifici: così come è successo con la ristrutturazione della Scuola dell’infanzia Leopardi, il trasferimento della Scuola primaria Donna Mazza, e lo stanziamento da parte del CIPE di €. 500.000,00 per la messa in sicurezza dell’ I.C. Fiorentino da noi segnalata lo scorso anno.

Anche quest’anno tutto si è svolto come sempre con la massima trasparenza e chiarezza: in tutta Italia sono stati monitorati 82 edifici scolastici ed in Calabria solo 14, 12 dei quali a Lamezia Terme. Un misero campione dicono i più, è vero anche perché questo dipende dalla poca disponibilità di alcuni Dirigenti a farci visitare le scuole; ma anche se il campione è esiguo ci fa capire che ogni anno abbiamo poco di nuovo.

E a queste scuole chiediamo: dove sono i certificati di agibilità? I certificati igienico-sanitari? Il certificato di prevenzione incendio? Le barriere architettoniche sono state completamente abbattute? I bagni per disabili? I laboratori e le aule computer sono sempre accessibili ai disabili? O sono sistemati ai piani superiori nonostante la scuola non sia dotata di ascensori o quando ci sono non funzionano? Gli idranti sono sempre collegati all’impianto idrico? Le porte sono tutte antipanico? Quante uscite di sicurezza sono sgombre da mobili o altro? Nelle scuole dell’infanzia i termosifoni sono protetti o incassati nel muro per evitare che i bimbi correndo possano sbattere contro? Le finestre sono scorrevoli o aprono all’interno dell’aula? Gli armadietti sono ben ancorati ai muri così da non cadere addosso agli alunni? Le finestre hanno vetri conformi? O un colpo di vento può frantumarli ferendo seriamente qualcuno? Purtroppo con questo tipo di domande potremmo continuare per un bel po’ e far capire che non basta far vedere una bella struttura per definirla effettivamente SICURA.

Vorremmo che i soggetti Incriminati rispondessero positivamente almeno alla metà di queste domande. Purtroppo siamo coscienti che non sono nelle condizioni di poterlo fare.

E ci indigna il fatto che della sicurezza delle scuole non interessi a molti: il problema principale è di proteggere e tutelare a tutti i costi l’immagine dei propri istituti. Eppure per la tragedia di Rivoli non è passato tanto tempo e non ha insegnato molto a parecchi!

Dobbiamo abituarci a guardare alle scuole come ad un bene comune da tutelare e consegnarle ai nostri figli nel migliore dei modi: esse non sono un bene privato.

La scuola è di tutti.

In ogni caso le nostre scuole non sono peggiori di altre , ma hanno ancora bisogno di tante cure ed attenzioni da parte di tutti noi: amministratori, genitori, insegnanti, dirigenti, semplici cittadini.

Ci è sembrato ingrato e semplice da parte di chi educa al vivere civile attaccare gratuitamente chi non vuole essere connivente, ma soprattutto non ci sembra giusto mortificare l’impegno di ognuno di noi il cui unico scopo è quello di mettere in luce delle criticità affinchè vengano risolte al più presto, senza danni per nessuno e senza chiedere in cambio nulla: a proprie spese.

Cittadinanzattiva ha sempre operato e risolto piccoli problemi in silenzio ed in punta di piedi facendosi notare solamente per gli argomenti concretamente affrontati.

Non abbiamo mai avuto bisogno di fare o creare scalpore.

Ma non saranno certamente questi incidenti di percorso che fermeranno l’impegno che Cittadinanzattiva ha preso nei confronti della comunità calabrese e soprattutto lametina.

L’indagine di quest’anno si concluderà con la Giornata Nazionale sulla Sicurezza delle Scuole a Novembre………..e a Gennaio 2011 ricomincerà il monitoraggio: saremo nuovamente presenti nelle scuole, come sempre a dare voce a chi non riesce a farsi sentire.

La Coordinatrice della Rete Scuola.

Annamaria Serratore.

23:56 – 24/09/10 – Adesso Chiudiamo anche Il Convitto per i Sordi. E poi?

Non abbiamo neppure i soldi per i nostri ragazzi sordi, che altro dire…

“La mia situazione lavorativa è diventata insostenibile: sono supplente dal 2006 come educatore nel Convitto sordi di Roma e io e altri 13 educatori siamo al lavoro senza contratto (pur avendo avuto la nomina dal ministero)…questo perché nel luglio scorso il nostro dirigente è stato trasferito in tre giorni…la motivazione?

Il Convitto non ha personalità giuridica e deve essere annesso alla scuola (Magarotto). Ad ora non abbiamo nessuno che ci firma i contratti, i nostri dati non vengono trasmessi al Tesoro e non saremo pagati…stiamo lavorando perché dobbiamo aver cura di ragazzi minorenni e per di più con handicap…è difficilissimo rimandarli tutti a casa (molti di loro vengono da molto lontano).

Siamo stati al CSA di Roma e per ben due volte al ministero della P.I., solo promesse di risoluzione…ma intanto senza un dirigente non avremo neanche più i detersivi per pulire i bagni delle camere dei ragazzi.

Abbiamo contattato l’Ente Nazionale Sordi (ENS) …diversi sindacati, ma la situazione resta invariata. Stamattina leggevo un discorso di Piero Calamandrei (ascolta gli audio) pronunciato nel 1950 a difesa della scuola pubblica…sono arrabbiata e forse l’unico modo per farmi ascoltare sarà salire su di un monumento romano…minacciare di buttarmi giù e vedrò accorrere tanti giornalisti pronti a scrivere.

Saluti cari da una di 10 educatrici avvilite.” Emma L.

Testo Integrale del Discorso di Piero Calamandrei a Difesa della Scuola Pubblica.