18:24 – 07/03/10 – Obbligo Scolastico Addio…

Apprendistato
Apprendistato

È legge. Manca solo l’accordo con le regioni per poter andare legalmente a lavorare a 15 anni.

Nel disegno di legge approvato al Senato viene stabilito che l’obbligo scolastico terminata la terza media può essere assolto anche attraverso il contratto di apprendistato. Ma come si può paragonare l’apprendistato a un percorso di istruzione e di formazione? Quale lavoro si può immaginare per un ragazzino o una ragazzina di 15 anni?

Questa è solo l’ultima delle malefatte sulla scuola dell’attuale governo che, a partire dai tagli e dal peggioramento delle condizioni del fare scuola – per tutti, dall’elementare alle superiori – e dalla cancellazione di tutte le sperimentazioni e di tutte le innovazioni sta compiendo un vero e proprio “massacro” della scuola pubblica. Le scuole sono senza soldi e non sono in grado di approvare i bilanci, molti edifici scolastici cadono a pezzi e sono insicuri. La realtà è sotto gli occhi di tutti.

Per queste ragioni il Cidi aderisce allo sciopero generale del prossimo 12 marzo, perché non è possibile che in questo paese protestino solo i maestri dell’orchestra di Sanremo.

Oltre la crisi. la scuola e la politica.

“Portare la conoscenza, la ricerca e quindi la scuola oltre la crisi è un obiettivo di medio e lungo periodo su cui costruire le azioni di governo del Paese, un obiettivo a cui il mondo della cultura e della politica non possono sottrarsi”. Con un documento pubblicato sul sito il Cidi promuove una raccolta di firme, per chiedere “alle forze politiche che non si riconoscono nelle scelte di governo della scuola pubblica, di proporre un’alternativa progettuale alla deriva in atto, proponendo politiche educative nazionali a cui ispirare le scelte che dovranno essere poi tradotte nei prossimi anni sul territorio in leggi regionali in materia di istruzione e formazione”. Firmate e fate firmare.

22:39 – 03/03/10 – Sicurezza nelle Scuole: la Politica dello scaricabarile

di Adele Dentice

La messa in sicurezza delle scuole è spesso assente nei dibattiti politici o televisivi se non in occasione di qualche tragico avvenimento come l'episodio di San Giuliano di Puglia; quando i riflettori e l'attenzione pubblica si spengono il problema continua ad essere sottovalutato e si continua a sostenere la politica dello scarica barile permessa dal caos normativo che caratterizza questa materia.

Per sciogliere questa ingarbugliata matassa bisogna partire dal recente testo Unico Sulla Sicurezza dlgs 81/08 che contraddice ciò che viene stabilito dalla l.626 (art.5) che, supportata dai D.M. 18 dicembre 1975, del 26 agosto del 1992 e la legge n.23/1996 e dall’art. 12 della legge n. 820 del 1971, determina il numero massimo di alunni che possono essere affidati a un solo insegnante e che non può essere superiore a 25: appare chiaro quindi che l'aumento del numero massimo porta ad una situazione di palese illegalità. La evidente condizione “contra legem” determinata dall’alto numero di studenti in spazi limitati, viene ulteriormente aggravata dalla presenza di alunni con disabilità, e dalla carenza di personale Ata, senza contare che soprattutto in mancanza di copertura nelle classi con supplenti, in caso di assenza dei titolari, la scuola non può garantire adeguatamente la sorveglianza dei minori. È più che evidente che, riducendo drasticamente le aree di transito, soprattutto nelle fasi di deflusso dalle aule in caso di emergenza, il livello di rischio aumenta notevolmente anche perché il processo di evacuazione si accompagna ad una condizione emotiva di forte agitazione e nervosismo.

In caso di malaugurato incidente la posizione del Dirigente scolastico, responsabile della sicurezza, viene alleggerita dal TU 81/08 che da la possibilità di andare in deroga al parametro di 26 persone in aula con una dichiarazione scritta( un' eventuale diffida può essere fatta solo entro luglio,per chi non è dell'ambiente è il mese in cui si decide dell' organico di fatto secondo una sentenza del TAR Veneto ad un ricorso dello SNALS).

Il Dirigente rimane però responsabile della razionalizzazione della spesa (comma 5 dell'art. 64 della legge 133) e del rispetto dei parametri relativi alla formazione delle classi conseguenti ai tagli (comma 6 dell'art.4 dello Schema di Regolamento), per cui nella logica della contrazione della spesa pubblica è legittimato a riempire come un uovo le classi, producendo un' efficace lavoro di vigilanza se poi qualcuno si fa “male”, la dichiarazione scritta lo tutela da ogni responsabilità civile e penale, oltre che di coscienza!

Merita attenzione anche come le aule stipate di persone possano avere una ricaduta negativa sulla salute dei bambini e dei giovani infatti il sovraffollamento delle classi abbassa la qualità dell’aria, scadente per carenza di ossigeno, a cui si somma la presenza di sostanze tossiche come la formaldeide presente nelle vernici e nelle suppellettili che spesso superano la soglia di sicurezza. L'inquinamento indoor, che non va confuso con l'aria viziata, è un misto di tossine che compromettono la salute dei giovani, i quali vivono molte ore in questi ambienti malsani. Le aule sovraffollate, quindi, oltre ad essere inigieniche ed insicure, causano negli alunni/utenti anche uno scarso rendimento scolastico e il quadro normativo è in merito molto generico e superficiale.

È prioritario in materia di sicurezza l'aspetto relativo alle strutture fatiscenti e pericolose che accolgono i nostri ragazzi, i dati ufficiali parlano di oltre 45.000 istituti scolastici a rischio di chiusura se si volessero applicare alla lettera tutte le normative sulla sicurezza. Il governo aveva garantito uno stanziamento di 300 milioni di euro per il 2008 con 100 milioni in più per il 2009 oltre un 5% del Fondo per le infrastrutture strategiche e 20 milioni di euro annui accantonati dai risparmi delle spese della politica. Una bella cifra se fosse vero, in realtà per il 2009 sono stati stanziati 77mln di euro per la messa in sicurezza degli edifici con un taglio di 23mln di euro rispetto alle previsioni, una misura ingiustificata se non fosse che la salute e la sicurezza sono considerati come un mero costo aggiuntivo che la legge impone.

All'ormai consueta riduzione dei finanziamenti, in particolare se si tratta di scuola, si accompagna una farraginosa burocrazia che parte dallo Stato e passando attraverso le Regioni fino alle province e ai Comuni (che hanno subito tagli considerevoli con le ultime leggi Finanziarie) arriva alle singole istituzioni scolastiche.

Gli obblighi maggiori sono dei comuni e delle province che in quanto proprietari degli istituti hanno il compito del monitoraggio, di accedere ai finanziamenti e di procedere con le gare di appalto per eseguire gli interventi di messa in sicurezza, lasciando alle scuole il compito di vigilanza. In caso di finanziamenti insufficienti sono le Amministrazioni che dovrebbero procedere alla denuncia per cui risulta evidente quindi che l'inadempienza e il rimbalzo delle responsabilità rende legittimo il sospetto di una volontà tesa a sostenere gli istituti dati in convenzione a strutture private e cooperative si attua così la politica dello scarica barile per privilegiare le strutture private.

16:28 – 02/03/10 – Il Coro Bipartisan della Svendita dell'Istruzione…

di Adele Dentice

Lo snaturamento del carattere pubblico della scuola e dell’Università non passa solo attraverso l’assunzione di modelli organizzativi e dal coinvolgimento dei privati nelle scelte strategiche; la logica della privatizzazione attraversa tutto ciò che riguarda il “diritto allo studio” (sostegno dei meritevoli privi di mezzi art.34 della Costituzione).

La negazione del diritto è inequivocabile nel nuovo assetto dell’Università quando si annuncia che il merito è determinato solo dal sacrificio individuale (DDL 10/ 2009); non si parla più quindi di diritto ma di “promozione dell’eccellenza” che si può realizzare attraverso il “mero” prestito (art 4c.7) amministrato dalla CONSAP (art 4 c.4) ,una SpA controllata dal Ministero dell’economia che si occupa di servizi assicurativi e del fondo Vittime della Strada.

La trasformazione delle Scuole e delle Università in fondazioni di Diritto Privato, favorita dal PD che ha proposto di incentivare i privati nel Governo delle Università e già pensata dagli anni 90 da Berlinguer e successivamente da Bersani, è stata definita dall’associazione dei Rettori CRUI come una occasione unica e irripetibile, così come importate è la presenza nei CdA della presenza di soggetti esterni legati all’Industria (il 40% 19-febbraio 2009); l’unico limite è determinato dalla scarsità dei fondi , ma saranno i privati a compensare il deficit economico e le Università saranno pronte alla loro Svendita, così come le Scuole Secondarie Superiori, ormai già trasformate in comunità aperte in concorrenza tra loro e piegate al mercato

Il processo riformistico, che si è abbattuto sulla scuola e sull’Università, ha travalicato lo stretto contingente politico accomunando governi e partiti di diverso orientamento politico, pensiamo alla madre di tutte le riforme, la legge Bassanini, a quella sull’autonomia, alla legge sulla parità scolastica, alla riforma del Titolo V° della Costituzione. In questo senso la Gelmini oggi non può vantarsi di una riforma epocale della scuola, perché la Storia è cambiata diversi anni fa, nel periodo in cui la rossa Emilia Romagna introdusse per la prima volta i finanziamenti pubblici alle scuole private (con la Legge regionale Rivola, poi riconfermata e peggiorata dalla Legge regionale Bastico ). Esempio subito seguito dalle amministrazioni periferiche comunali e provinciali, che iniziarono ad erogare finanziamenti alle scuole private.

Tutti atti preparatori alla famigerata legge sulla parità scolastica del governo D’Alema che ha liberato finanziamenti dello Stato alle scuole paritarie, dando il via alla destrutturazione della scuola pubblica e trasferendo la responsabilità politica della formazione e dell’istruzione dallo Stato al privato con il colpevole silenzio assenso delle rappresentanze sindacali.

Questo è stato il vero cambiamento epocale!

E oggi quale futuro si prospetta per la scuola e i suoi lavoratori:

i tagli hanno indebolito scuole prestigiose , mentre le scuole di periferia o meno in portanti sono state messe in seria difficoltà, senza soldi non si possono fare più corsi di recupero , né provvedere adeguatamente alla manutenzione e alla pulizia dei locali (tagli del 25% si possono pulire a giorni alterni!),

per gli operatori poi si aprono scenari di precarietà , licenziamenti , nel migliore dei casi mobilità,

e per gli studenti? Per loro rimane la scuola di eccellenza ovviamente privata, inaccessibile alla maggior parte delle famiglie, la fascia intermedia si dirigerà verso i licei mentre le scuole professionali destinate ai proletari e stranieri , impoverite tra l’altro di ore e discipline perchè «Il numero delle ore di lezione si riduce in tutti gli indirizzi per rendere più sostenibile il carico orario delle lezioni per gli studenti” intanto , già dai 16 anni , gli studenti potranno usufruire di contratti di apprendistato nelle aziende, così queste ultime saranno libere di licenziare e attingere manovalanza a costo zero.

Una scuola scadente, sporca e razzista, già perché c’è il capitolo del tetto massimo del 30% di studenti stranieri per lo più con un basso tasso di alfabetizzazione a causa dell’assenza di servizi rivolti a questi ragazzi , quindi con un aumento dell’emarginazione e dell’esclusione sociale; altro che integrazione!

Di fronte a questo disastro e vicini ad uno sciopero a ridosso delle elezioni, che non scongiurerà le migliaia di licenziamenti, ci si chiede dov’è andato a finire il popolo della scuola, gli studenti, i genitori e quella volontà di lotta emersa dallo sciopero del 30 ottobre 2008; dove sono andate a finire quelle risposte forti che dovevano far indietreggiare il Governo; tutto si è andato disperdendo nella burocrazia dei sindacati sia di quelli filo-governativi, sia della CGIL che ha alimentato, colpevolmente, le illusioni dei lavoratori dando per certo interventi della magistratura che avrebbero “bloccato le riforme”.

Così il movimento si è lasciato ingoiare da settarismi e dalla resistenza individuale, mentre tutto veniva celermente approvato e messo a regime, approfittando dell’immobilismo della categoria che si è lasciata ingannevolente guidare dall’opposizione di facciata, su cui si è collocato quel mondo politico e sindacale responsabile di gettato acqua sulla protesta raccogliendo poche briciole buone solo a dividere.

13:27 – 02/03/10 – Mozione Collegio Docenti ITIS 'G.B. Pininfarina' di Moncalieri (TO)

Altro esempio di boicottaggio: Mozione del Collegio Docenti dell’ITIS G.B. Pininfarina di Moncalieri (TO).

Al Ministero dell’Istruzione

All’Ufficio Scolastico Regionale

I docenti dell’ITIS, riuniti in collegio il giorno 3 febbraio 2010, a distanza di un anno tornano in questa sede ad esprimere il profondo allarme e la grave preoccupazione sulla situazione della scuola pubblica e in particolare dell’istruzione tecnica.

Le annunciate riduzioni di risorse economiche e di personale dello scorso anno scolastico si sono trasformate in realtà che stanno portando alla riduzione dell’offerta formativa e alla dequalificazione della scuola pubblica, senza nulla cogliere dalle osservazioni e dalla protesta di chi nella scuola vive e lavora.

Non può sfuggire la contraddizione nelle dichiarazioni propagandistiche ministeriali, che divulgano come miglioramento ed innovazione quelle misure di razionalizzazione contenute nei provvedimenti: la pesante riduzione del personale legata alle leggi 133/08 e 169/08; la riduzione con surrettizie alchimie contabili dei Fondi di Istituto necessari per la qualità dell’offerta formativa; l’azzeramento o quasi dei fondi per le supplenze e la diminuzione ai minimi termini delle risorse per il funzionamento delle scuole delineano in concreto una esclusiva volontà di risparmio.

Anche sulla riforma dell’istituto tecnico il Ministero dimostra di ritenere fondamentale il rispetto delle scadenze e del modello che si è prefissato, piuttosto che di cogliere l’importanza di un processo di confronto con il personale della scuola sui percorsi, sull’importanza delle attività laboratoriali, sui programmi e sugli orari.

Ancora una volta si risponde alla difficoltà di capire la fisionomia di un nuovo percorso di studi, peraltro non ancora ufficiale, con un vuoto slittamento delle iscrizioni oltre ragionevoli termini.

In questo clima di estrema incertezza, in cui si collocano anche i destini nebulosi dei corsi serali, si propone per giunta un disegno di legge nel quale l’attività di apprendistato varrebbe a tutti gli effetti come assolvimento dell’obbligo di istruzione.

L’elevamento dell’obbligo a 16 anni, oggi legge del Paese, è stato il raggiungimento di un obiettivo di grande civiltà, di uguaglianza sociale, ed anche l’innalzamento dei livelli di istruzione in conformità a quanto previsto dai trattati europei.

L’assolvimento dell’obbligo di istruzione al di fuori della scuola vanificherebbe ancora una volta il ruolo fondamentale di questa nella formazione di un cittadino responsabile e consapevole.

Il Collegio Docenti dell’ITIS “G.B. Pininfarina” ritiene che le azioni citate, alcune delle quali già operanti, non rispondano a criteri di miglioramento del sistema scolastico, ma hanno già avuto ed avranno ricadute sempre più negative per gli studenti, le famiglie e la scuola italiana nel suo complesso.

Per questi motivi invita il Ministro della Pubblica istruzione ad un riesame dei provvedimenti che preveda un confronto con i docenti e le organizzazioni rappresentative, sia culturali che sindacali, del mondo della scuola.

Il Collegio chiede, inoltre, che la proposta di riforma sia rielaborata nell’ottica di un reale potenziamento e rilancio dell’istruzione tecnica, che veda i docenti coinvolti da protagonisti e riaffermi il principio che soltanto l’investimento su cultura e formazione possa garantire al Paese un futuro democratico e pacifico. Approvata con voti: favorevoli 137, astenuti 10, contrari 3

Fonte: TerritorioScuola Collegio Docenti.

Vedi anche: Download fac-simile del documento del CdD (Pronto per la compilazione)

Mozione CdC ISI Caduti della Direttissima – Castiglion de’ Pepoli (BO)

13:10 – 02/03/10 – Mozione Collegio Docenti I.S.I. 'Caduti della Direttissima' Castiglion de' Pepoli (BO)

Boicottare le decisioni ministeriali troppo affrettate? Ecco come hanno deciso di fare a Castiglion de’ Pepoli.

Download fac-simile del documento del CdD (Pronto per la compilazione)

Castiglion de’ Pepoli, Bologna, 24/02/10.

Il collegio dei docenti del I.S.I. “Caduti della Direttissima”, ritiene grave che il Ministero intenda dare avvio al riordino della scuola superiore già a settembre 2010, senza che si sia concluso l’iter previsto dalla Legge 133/08 e siano stati pubblicati tutti i regolamenti previsti dalla Legge.

Rileva che allo stato non risultano pubblicati in G.U. i regolamenti di riordino con il visto della Corte dei Conti e la firma del Presidente della Repubblica, che ha il compito di emanare i decreti applicativi.

Rileva inoltre che non è noto neppure il regolamento che definisce gli obiettivi di apprendimento legati ai nuovi indirizzi e quadri orari e quello relativo all’articolazione delle cattedre.

Rileva che la situazione di incertezza sulla distribuzione delle iscrizioni ai nuovi indirizzi e la prevista emanazione del regolamento sulla revisione delle nuove classi di concorso solo a settembre metterà a rischio il posto di lavoro di molti colleghi.

Valuta la CM n. 17 del 18 febbraio 2010 che da avvio alle iscrizioni per l’anno 2010/11 illegittima perché:

è mancante dei necessari presupposti legislativi;

viola l’autonomia delle Istituzioni scolastiche alle quali vengono assegnati i nuovi indirizzi in modo “automatico” dal MIUR, senza che gli organi scolastici abbiano potuto presentare all’USR e alla Regione le loro motivate proposte, così come previsto dall’art. 13 c. 5 dello schema di regolamento di revisione dei licei, approvato dal CdM il 04/02/10, e dagli altri schemi di regolamento;

invade le competenze sulla definizione del piano dell’offerta formativa territoriale che attengono alla provincia e della Regione, mettendo in discussione il necessario legame fra la scuola e l’ambito sociale in cui opera;

costringe il nostro Istituto a dare avvio alle iscrizioni in una situazione di totale incertezza sul suo futuro; costringe i genitori ad una scelta dei nuovi indirizzi totalmente al buio.

Per tali motivi il Collegio delibera:

a) di non compiere alcun atto applicativo di tali provvedimenti se non quelli relativi all’organico aggiuntivo, che consentono di evitare la creazione di soprannumerari;

b) di invitare il Consiglio di Istituto, ai sensi del DPR 275/99, di valutare la possibilità di presentare ricorso contro l’assegnazione degli indirizzi prevista dal Ministero;

c) di invitare il comune di Castiglion de’ Pepoli, la Provincia di Bologna e la Regione Emilia Romagna a presentare ricorso contro l’invasione delle competenze in materia di programmazione territoriale dell’offerta formativa.

d) Ad inviare tale delibera agli altri istituti bolognesi, al Dirigente dell’USR, al Presidente della Provincia e della Regione, nonché agli organi di stampa.

Fonte: TerritorioScuola Collegio Docenti.

Download fac-simile del documento del CdD (Pronto per la compilazione)

11:28 – 01/03/10 – Riforma Gelmini: epocale, nuovissima e già da rattoppare?

di Vincenzo Pascuzzi

“L’italiano una lingua in coma” (1) titola La Stampa del 19 febbraio scorso. Così esordisce Paola Mastrocola nel suo articolo: “Ora che la riforma della scuola superiore è passata e molto denaro, grazie ai tagli operati, rimpinguerà le casse dello Stato, potremo finalmente spendere un po’ di quei risparmi per cercare di riparare i guasti che le riforme precedenti, scriteriate perlopiù e accecate spesso dall’ideologia, hanno prodotto”.

Traspare, senza equivoci o dubbi, il sollievo, la soddisfazione della Mastrocola per l’approvazione della riforma e per il “molto denaro che rimpinguerà le casse“ e poi viene lanciata l’idea di come utilizzare una parte dei risparmi. La riforma, si lascia intendere, è buona, valida, come già realizzata e attuata. Viene perciò chiarito che lo scopo – unico o preponderante della riforma – era quello di “rimpinguare le casse”. Fatto ciò, adesso occupiamoci un po’ di didattica, della preparazione degli alunni, del “disastro linguistico in atto”! Seguono considerazioni su come fare: un test linguistico tra le medie e le superiori e, per chi non lo supera, un corso di recupero intensivo e pomeridiano di grammatica della durata di 3-6 mesi. Fatti i conti, ce la potremmo cavare con poco: appena 50-100 euro annui per alunno!

Quello che sorprende – ovvio che la responsabilità è della Gelmini e solo minima e marginale quella della Mastrocola – è che sia stata fatta (così assicurano tutti) una riforma sbandierata  come “epocale” senza che si sia partiti proprio dalla situazione e dai bisogni didattici, senza aver prioritariamente identificato gli obiettivi didattici condivisi, chiari e misurabili. Senza aver puntato, ad esempio, a ridurre almeno del 5% (da oltre il 20% al 15%) la dispersione scolastica (2). Solo ora qualcuno se ne accorge e sottopone il problema al ministro!

Per la cronaca, la stessa mattina del 19 febbraio tale “GIUPPE” (è un nick name), sul forum de La Stampa replica sbrigativo e piccato alla Mastrocola ipotizzando che sia in atto un pirandelliano gioco delle parti tra l’insegnante-scrittrice e l’avvocato-ministro (3).

Più meditato, tre giorni dopo il 22 febbraio, e sempre su La Stampa l’intervento di Marco Rossi-Doria: “Ripristiniamo l’esame di quinta elementare” (4).  Il maestro napoletano condivide l’analisi sintetica della Mastrocola e la proposta di un test prima del biennio delle superiori. Aggiunge la necessità di un altro esame: “Bisogna ripristinare per tutti – italiani e stranieri – l’esame di quinta elementare”. Non dice nulla riguardo alla sorte di chi non superasse questa prova.

Il giorno dopo, 23 febbraio, interviene anche il direttore de La Stampa in risposta alle lettere ricevute, tre delle quali pubblicate (conviene leggerle). “La sfida: dominare l’italiano come fosse un videogioco” (5)  è il titolo del suo breve intervento. La risposta di Mario Calabresi è semplice e si articola in due osservazioni ragionevoli e condivisibili: “è impensabile tornare indietro” e poi “dovremmo sfruttare di più computer e software per giocare con la lingua e migliorarne l’apprendimento”. Anche queste osservazioni, che implicano scelte e soldi, e che andavano eventualmente proposte prima dell’elaborazione della riforma, appaiono adesso come delle toppe. Ciò però non può essere rimproverato a Calabresi in quanto giornalista e perciò non direttamente coinvolto né responsabile delle attività del Miur, epocali o meno che le si voglia considerare.

Torniamo alla Mastrocola, che intervistata da “ilsussidiario.net” il 25 febbraio (6), conferma le sue valutazioni sullo stato disastroso dello studio e della padronanza della lingua italiana nelle elementari e vorrebbe fare anche di più della proposta di Rossi-Doria: “fosse per me reintrodurrei, oltre all’esame di quinta elementare, anche quello di seconda” e poi “monitorerei in maniera assai più assidua gli apprendimenti effettivi di anno in anno”. Scontata, oltre che ridondante,  la evocazione del ’68 come causa principale, avita e un po’ stantia, del degrado attuale. Ugualmente scontata la tranquilla omissione di qualsiasi riferimento al più recente operato (quello che hanno fatto e quello che non hanno fatto) degli ultimi ministri P.I.: la Moratti per 5 anni e la stessa Gelmini per 2, dopo la breve parentesi di Fioroni. In conclusione dell’intervista, la Mastrocola rivela quello che farebbe se fosse lei ministro: “la prima operazione sarebbe una riforma totale delle scuole elementari”!

Il 26 febbraio, la palla torna ancora a La Stampa che riporta l’intervista al presidente dell’Invalsi (7). Piero Cipollone, ben disponibile e sollecito, offre i servigi del suo istituto per collaborare al test da effettuare dopo la 3ª media e prima del biennio superiore.

La disponibilità dell’Invalsi viene prontamente accolta dalla Mastrocola che così scrive, su La Stampa del 27 febbraio (8): “già a settembre [2010] tutti i ragazzi potrebbero accedere ai Nuovi Licei corredati di scheda-test con punteggio, e venir quindi adeguatamente iscritti d’ufficio alla cura intensiva di grammatica italiana. Meraviglioso! Aspettiamo soltanto la risposta (e l’impegno finanziario) del ministro”.

Riguardo agli interventi sintetizzati, può essere utile fare alcune osservazioni critiche e formulare alcune domande. Vediamo quelle essenziali:

1) Sembra assodato che, secondo ministro e governo la riforma è ormai “fatta”, nel senso di già definita completamente. Ora si tratta solo di attuarla a partire dal prossimo settembre. È perciò poco probabile che possa essere modificata sia pure parzialmente. Ancor meno probabile è l’erogazione di finanziamenti (9) (10) (11) (12).

2)  Ha senso, in un clima di preoccupazione ed allarmismo tanto esaltati, proporre di aspettare ben otto anni per effettuare un test d’italiano e poi intervenire con corsi di recupero pomeridiani, quando i ragazzi hanno già scelto la scuola superiore?

3)  Lo scopo dell’Invalsi non dovrebbe essere quello di monitorare il funzionamento del sistema scuola attuale in modo che il Miur possa poi intervenire e migliorarlo. Ha senso valutare tutti i ragazzi con unico test essenziale, mirato, breve, senza alcuna relazione con le specifiche realtà scolastiche e individuali? Ha senso escludere, ignorare le valutazioni dei docenti d’italiano della 3ª media che conoscono i ragazzi da almeno un anno? Ha senso ignorare i docenti d’italiano del 1° superiore, cioè coloro che devono uniformare e formare la classe? Non si rischia di contrapporre le valutazioni Invalsi con le altre? L’Invalsi non rischia di diventare un intruso o un alibi?

4) E poi come la mettiamo con le altre materie? Con matematica e inglese in particolare, che sono indicate come “bestie nere” (13)?
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(1) L’italiano una lingua in coma – Paola Mastrocola – 19.2.2010
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scuola/grubrica.asp?ID_blog=60&ID_articolo=1286&ID_sezione=255&sezione=

(2) All’Italia il record europeo dell’abbandono scolastico – Corrado Giustiniani – 24.2.2010
http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=26816&sez=HOME_SCUOLA&npl=&desc_sez=

(3) Per maggiore correttezza con i lettori de La Stampa – Giuppe – 19.2.2010
http://www.lastampa.it/forum/Forum3.asp?chiuso=False&pg=6&IDmessaggio=5895&IDforum=674

(4) Ripristiniamo l’esame di quinta elementare – Marco Rossi-Doria – 22.2.2010
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=7009&ID_sezione=&sezione=

(5) La sfida: dominare l’italiano come fosse un videogioco – Mario Calabresi – 23.2.22010
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=273&ID_articolo=206&ID_sezione=627&sezione=

(6) Mastrocola: torniamo all’esame di 5ª elementare contro il declino dei cervelli – 25.2.2010
http://www.ilsussidiario.net/News/Educazione/2010/2/25/SCUOLA-Mastrocola-torniamo-all-esame-di-5-elementare-contro-il-declino-dei-cervelli/69262/

(7) Un test per le superiori – Flavia Amabile – 26.2.2010
http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=124&ID_articolo=868&ID_sezione=&sezione=

(8) Ministro ridia la lingua agli studenti – Paola Mastrocola – 27.2.2010
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=7032&ID_sezione=&sezione=

(9) Scuola/ Riforma e tagli, nuovo anno porterà 25.600 posti in meno – Matilde Giovenale –25.2.2010
http://www.aprileonline.info/notizia.php?id=14265

(10) Per la scuola primaria il MIUR annuncia tagli agli organici ancora più consistenti del previsto. – Flc Cgil – 26.2.2010
http://www.flcgil.it/notizie/news/2010/febbraio/per_la_scuola_primaria_il_miur_
annuncia_tagli_agli_organici_ancora_piu_consistenti_del_previsto

(11) Scuola, si sta smontando l’intero sistema educativo – Senatrice Maria Teresa Bertuzzi – 28.2.2010
http://www.estense.com/gelmini-maria-teresa-bertuzzi-028297.html

(12) Scuole senza un soldo, alunni pagano recupero – 26.2.2010
http://www.leggonline.it/articolo.php?id=48995

(13) Piovono 5 in condotta al 1°quadrimestre. Matematica e inglese le bestie nere – 28.2.2010
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=92999&sez=HOME_SCUOLA