12:42 – 15/06/10 – Gelmini Dixit…

Punti di Vista...
Punti di Vista...

Scrive Gelmini su una lettera alla Stampa (28/5): Per la prima volta da molti decenni è stata messa a punto una riforma delle superiori ampiamente condivisa e in linea con le esigenze della cultura e della società dei nostri tempi (…). La scuola e l'università devono tornare ad una visione rigorosa e orgogliosa del loro compito (…) anche se questo significa in molti casi abbandonare consuetudini alle quali in molti si erano attaccati. (…) O si cambia o non si è più in grado di reggere la sfida della modernità.

Esiste in queste poche righe la prova concreta del pericolo e della genialità del processo di comunicazione usato dai nostri governanti. Per analizzare a fondo questa abilissima collazione occorrerebbe un trattato. Qui mi limito a sottolineare alcuni punti.

1) La riforma non è affatto condivisa: delega (senza avere il requisito obbligatorio dell'urgenza) per la primaria, regolamenti che hanno collezionato pareri negativi dagli organi preposti ad emetterli per la superiore; la scuola italiana è stata riformata sottraendola programmaticamente al dibattito (parlamentare e del Paese) ed evitando di ascoltare le infinite critiche.

2) La visione rigorosa ed orgogliosa è un assunto suggestivo e nobile, che però rimane sospeso nel vuoto e nell'irrealtà: dal 2008 ad oggi la scuola è stata sottoposte ad un bersagliamento inedito per potenza e ostinazione di delegittimazione e indebolimento, dai tagli (8 miliardi per la scuola, 140mila posti di lavoro in meno) alle epiche diffuse con irresponsabile leggerezza (il fannullonismo, gli sprechi), strumentali a falcidiare il settore.

3) Le consuetudini: in quella vita da nababbi – ricca di soddisfazioni economiche, professionali e di riconoscimento sociale – che gli insegnanti hanno sinora potuto fare, hanno maturato abitudini insane: quelle garantite dalla nostra Costituzio-ne. Per esempio la libertà di insegnamento; il diritto al lavoro e allo studio per i nostri studenti; l'inclusione della diversabilità, messa nuovamente in forse dalla nuova manovra, nonostante il pronunciamento in febbraio della Corte Costituzionale. Solo alcuni tra i principi messi esplicitamente in discussione da questo governo e, direttamente, da questo ministro.

4) La sfida della modernità: battendo strade esattamente opposte a quelle dei più sviluppati Paesi europei, la modernità da noi significa disinvestimento. è un punto di vista curioso e inedito, che dimostra impreparazione culturale, sociale, economica e uno sguardo rattrappito e orbo sul nostro futuro. Come scuola e come Paese.

Sotto la sua teorica vena riformatrice (nella quale non è peregrino intuire una sottile ironia) si nasconde ancora la gestione di una comunicazione demagogica e ipocrita, che tende ad inverare realtà attraverso l'uso impudico delle parole. A mortificare ulteriormente le nostre intelligenze con proclami e parole in libertà che con la realtà non hanno nulla a che vedere; e che affondano nella convinzione che lo stato di torpore in cui il Paese versa garantirà ancora una volta l'impunità.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

13:27 – 14/06/10 – I.I.E.: Intelligenti, Italiani, Emigranti…

Intervista di Aldo MencaragliaItaliansinfuga

Andrea cura il blog Se continua così lascio, Diario di un Emigrante Italiano in America, vi invito a seguirlo per capire meglio la realtà di una delle mete più ambite dal talento globalizzato.

Andrea è partito nel 2007 verso San Francisco. Senza la valigia di cartone ma con lo zaino con il logo della multinazionale del software americana che ha apprezzato il suo operato in Italia tanto da invitarlo ad andare a Silicon Valley.

Che lavoro stai facendo a San Francisco?

Sono ingegnere ed ho un master in Business Administration conseguito a UC Berkeley. Sono dirigente in un'azienda di Software e dirigo il Technical Marketing.

Come lo hai trovato?

In America ci sono poiché l'azienda, americana, per cui lavoravo in Italia mi ha trasferito qui. Sono stato promosso ad una responsabilità World Wide che richiedeva la mia presenza nel quartier generale in Silicon Valley.

Con che visto sei residente negli USA?

Sono arrivato con un visto L1A , appositamente riservato ai manager di aziende americane. Dopo un paio d'anni l'azienda mi ha sponsorizzato per la Green card.

Quali professionalità consentono di essere competitivi sul mercato del lavoro di San Francisco?

Ti posso parlare di ciò che è richiesto in Silicon Valley. Ingegneri del software o comunque programmatori veramente in gamba. Se uno riesce ad ottenere un visto (e non è comunque facile) ed è un programmatore per cui le tecnologie object and web oriented non hanno segreti, qui guadagnare 100 mila dollari (o più) non è un problema.

Cosa consiglieresti a chi sta pensando di partire verso gli Stati Uniti all'avventura magari pensando di arrivare a fare il cameriere?

Di pensarci due volte. La concorrenza è spietata, i Messicani fanno questi lavori per pochi spiccioli. Se ci venite con l'intenzione di fare un lavoro modesto, fatelo solo se avete intenzione di conseguire una laurea in una buona università. Altrimenti vivrete meglio a fare il cameriere in Italia.

Quali stereotipi bisogna scordarsi prima di partire per gli Stati Uniti?

– Vado in America ed apro un ristorante italiano. Pensateci solo se siete ristoratori professionisti, l'improvvisazione non paga. Gli americani delle coste (NY e California) viaggiano e conoscono bene l'Italia ed il cibo di qualità.

– Che sia la terra delle opportunità per tutti. Forse lo è stato in passato, ma oggi l'America premia chi ha davvero talento e determinazione e si è preparato per realizzare le proprie idee.

Non è invece uno stereotipo che avendo talento e determinazione, qui il cielo è il limite. E vale la pena di continuare a venire in questo grande paese.

Grazie Andrea ed in bocca al lupo!

Fonte: Italiansinfuga

15:48 – 12/06/10 – Adesso la Scure dei Tagli sulle Persone Down…

Persone Down
Persone Down

Solo il 10% delle persone con sindrome di Down ha un lavoro retribuito, gli altri, dopo la manovra finanziaria del governo, possono anche morire di fame.

Pietro Vittorio Barbieri, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap (FISH), non crede ai suoi occhi. Legge e rilegge l’articolo 9 della manovra anti sprechi là dove si spiega che la soglia dell’handicap per cui è previsto il mantenimento dell’assegno di assistenza passerà dal 74% al 85%.

Quasi tutti i 38mila down italiani hanno un handicap riconosciuto del 75%, e resteranno quindi tagliati fuori dal contributo. Si tratta di 256 euro al mese. La finanziaria li ha cancellati così, in due righe. Secondo il governo, la misura è un efficace antidoto contro i falsi invalidi e le truffe allo Stato.

Paolo B.

Fonte: CittàNuova

23:48 – 11/06/10 – Insegnare in una Scuola Italiana in Cile…

Coloni modenesi a Capitan Pastene nel 1910: la Famiglia Castagna.
Coloni modenesi a Capitan Pastene nel 1910: la Famiglia Castagna.

Katy ci racconta la sua avventura che l’ha portata da una Laurea conseguita all’Accademia di Belle Arti ad insegnare in una scuola italiana in Cile.

Quale e’ il tuo background accademico e professionale?

Mi sono laureata all’Accademia delle Belle Arti, poi ho lavorato diversi anni in scuole di vario ordine e grado realizzando laboratori teatrali e artistici.

Come hai fatto a trovare il lavoro di insegnamento in una scuola italiana? Quale e’ stato il percorso che ti ha portata in Cile?

Semplicemente inviando il curriculum.

Stanca della situazione lavorativa in Italia ed anche del fatto che, comunque, era deprimente trovarsi in un Paese che non mi rappresentava minimamente, ho inviato il mio curriculum alle scuole italiane private di mezzo mondo.

Mi hanno chiamata dalla Scuola Italiana di Santiago del Cile. Primo colloquio fine Novembre 2007 (in Italia, ovviamente)…… poi non ho saputo nulla fino a metà Gennaio, quando mi hanno chiamata per un secondo colloquio. Il 22 Febbraio sono partita per il Cile ed ho iniziato a lavorare, come insegnante di Arti Visive, presso questa scuola meravigliosa.

Quali sono i prerequisiti per insegnare come fai tu?

La laurea, ovviamente, ed un’innata capacità di adattamento.

Cosa offre il Cile che l’Italia non offre?

Beh, io dico sempre che è come viaggiare in prima classe, se un giorno dovessi tornare ad insegnare in Italia, mi ritroverei catapultata in turistica! La Scuola in cui lavoro è, sia dal punto di vista della struttura, sia dal punto di vista didattico, avanti anni luce rispetto alle migliori scuole italiane. Il Cile è un paese in continua evoluzione: l’arte, la cultura, sono in continua espansione, mentre in Italia continuiamo a vivere ancorati ad un passato glorioso, qui c’è la percezione d’un glorioso futuro!

Che consigli daresti a chi vuole seguire le tue orme?

Il consiglio è quello di scappare. A tutti quelli che mi dicono che ho avuto coraggio ad andare in un posto così lontano, senza conoscere nessuno, rispondo che ci vuole piu’ coraggio per restare in Italia che per andarsene…..

Grazie Katy ed in bocca al lupo!

Fonte: Italiansinfuga

23:28 – 11/06/10 – Laureati (non mediocri) Emigranti Australia Cercansi…

Drive on Left in Australia
Drive on Left in Australia

Siete un laureato e state pensando di emigrare in Australia. Ecco per voi il sondaggio che vi dirà quanto i vostri coetanei australiani alle prese con il primo lavoro guadagnano.

A 4 mesi dal completamento del corso di laurea, su 65.000 laureati australiani della leva 2007:

  • l’84,5 per cento, ha trovato lavoro a tempo pieno;
  • il 10,5 per cento sta lavorando part-time mentre cerca lavoro a tempo pieno;
  • il 5 per cento sta ancora cercando lavoro.

Questi sono i migliori risultati per quello che riguarda l’impiego di laureati australiani dal 1990.

Il salario tipico del laureato australiano sotto i 25 anni di età alle prese con il primo lavoro in Australia è di 43.000 dollari lordi annuali.

Questa cifra rappresenta l’80 per cento del salario medio di tutti i maschi australiani con lavoro a tempo pieno.

Da notare che i laureati maschi iniziano la loro vita lavorativa con un salario medio di 45.000 dollari mentre le femmine iniziano con un salario medio di 42.000 dollari lordi annuali. Questa differenza può spiegarsi, in parte, con le diverse scelte di corso universitario di maschi e femmine.

Le lauree che offrono i salari più alti sono Odontotecnica ($70.000), Ingegneria Mineraria ($60.000), Geologia e Ingegneria Chimica ($55.000). A parte Odontotecnica, potete notare che i salari più alti sono legati al settore minarario, uno dei più forti dell’economia australiana.

Per quello che riguarda le probabilità di impiego più basse, i corsi di laurea che offrono meno prospettive ai giovani australiani sono Arte (solo il 66,3 per cento trova lavoro entro 4 mesi), Scienze Naturali (73%) e Sociologia (74%). I salari guadagnati da questi laureati sono anche tra i più bassi, circa 40.000 dollari lordi annuali.

Avete cifre per fare il confronto con i laureati italiani? Lasciatemi un comment!

Visitate inoltre il post sui salari in Australia, indipendentemente dall’educazione.

Fonte: Italiansinfuga

18:52 – 09/06/10 – La Meglio Gioventù…

Courtesy TerritorioScuola

Leggi le News per Emigrare Presto e Bene..: ITALIANSINFUGA!

Ve lo ricordate il film “La meglio gioventù”, Marco Tullio Giordana? Quella scena in cui avviene il dialogo tra il professore e lo studente:

Professore di Patologia: – lei ha una qualche ambizione?

Studente: – ma… non…

Professore incalzante: – E Allora vada via… Se ne vada dall’Italia, lasci l’Italia finché è in tempo. Cosa vuole fare: il chirurgo?

Studente: – non lo so, non ho ancora deciso…

Professore: – Qualsiasi cosa decida, vada a studiare a Londra, a Parigi! Vada in America, se ha le possibilità. Ma lasci questo Paese. L’Italia è un Paese da distruggere; un posto bello e inutile, destinato a morire…

Studente: – Cioè secondo lei tra un poco ci sarà un’apocalisse?

Professore: – e magari ci fosse, almeno saremmo tutti costretti a ricostruire. Invece qui rimane tutto immobile, uguale, in mano ai dinosauri. Dia retta, vada via…

Studente: – E allora professore perché rimane?

Professore: – Come perché? Mio caro, Io sono uno dei dinosauri da distruggere…

11:31 – 08/06/10 – Elenco Nazionale delle Scuole con Problemi di Sicurezza.

Comunicato stampa ed elenco nazionale delle scuole con problemi di criticità in ordine alla sicurezza degli edifici

Cari firmatari della petizione contro le classi sovraffollate,

Ecco il documento segreto del Ministero dell’Istruzione (è stato pubblicato dal CODACONS), che elenca le scuole che presentano “gravi criticità”, e che quindi rappresentano un potenziale rischio per la salute di studenti, insegnanti e personale scolastico.

Sono 12.000 le scuole in Italia con gravi criticità, praticamente il 28% di tutte le scuole.

Regione per regione la situazione è la seguente:
Abruzzo 390; Basilicata 228; Campania 300 (dato incompleto); Calabria 1428; Emilia Romagna 467; Friuli 306; Lazio 1330; Liguria 271; Lombardia 1026; Marche 383; Molise 95; Piemonte 951; Puglia 974; Sardegna 541; Sicilia 1259; Toscana 772; Umbria 263; Veneto 1062.

Questo elenco è emerso con il Decreto Interministeriale MIUR del 23 settembre 2009, che individuava per l’anno scolastico 2009-2010 le scuole che dovevano essere destinatarie della riduzione del numero di alunni per classe, in quanto le aule erano sottodimensionate.

Nonostante la presenza del Decreto Interministeriale, il 23 settembre scorso le classi erano già formate in  soprannumero, con i tagli del Ministro Gelmini.

I parametri di criticità erano e lo sono ancora (minimo 45-50 mq netti per non più di 25 alunni + l’insegnante per classe).

Quindi se una scuola non è presente nell’elenco non significa che quella scuola è apposto in quanto, quelle inserite sono solo quelle con più gravi criticità.

Vi ricordo che l’art. 4 del DPR 81/09  (20 marzo) consente al dirigente scolastico di derogare in misura non superiore al 10% al numero massimo e minimo di alunni per classe previsto solo in caso di inderogabili necessità legate all’aumento degli alunni rispetto alle previsioni, previa autorizzazione del dirigente preposto dall’ufficio scolastico regionale).

Per “La Politeia”
Ioannis Lioumis

P.S: Domani martedì 8 giugno finisce la raccolta delle firme. La petizione sarà inviata alla corte costituzionale, e alla VII commissione cultura della Camera e commissione cultura del Senato mercoledì 9 giugno.

“Coordinamento insegnanti delle scuole secondarie Modenesi La Politeia” http://www.politeia.emr.it/petizione_contro_classi_affollate/

Vedi anche: 12:27 – 09/08/10 – Scuole a Rischio Amianto ma i Soldi per bonificarle spariscono