16:31 – 24/07/11 – Fusione Fredda, da Sogno a Realtà: Convegno a Viareggio.

Cronaca del Convegno: “La Fusione Fredda da Sogno a Realtà”

PRIMO EVENTO IN TOSCANA:
23 Luglio 2011 – ore 16.00 – Villa Borbone – Viareggio (Lu)
LA FUSIONE FREDDA DA SOGNO A REALTA'

Scripto-cronaca e immagini a cura di Daniele Passerini, blogger del sito: Ventidue Passi d'Amore e Dintorni.

Tutti gli articoli e la bibliografia sulla Fusione Fredda.

Inizio dei lavori
Inizio dei lavori

14.33 – Per problemi di banda non sarà possibile trasmettere in streaming il convegno questo pomeriggio. Verrà registrato e messo on line nei prossimi giorni. A più tardi.

15.05 – Ho concordato con Mario Menichella di lasciare a Roy Virgilio lo spazio di intervento che mi era stato dedicato: sono curioso come tutti di conoscere le news su Piantelli. Io resto disponibile per la tavola rotonda, se ci saranno domande relative al ruolo che ha avuto il blog nel raccontare a tutti la storia in divenire dell'eCat.

15.40 – Quindici minuti all'inizio, la sala è già quasi piena.

16.03 – Visto che la sala è piena, il Prof. Marco Massai del Dipartimento di Fisica dell'Università di Pisa, moderatore del convegno, apre i lavori. Mario Menichella illustra ai presenti la storia recente dell'eCat.

16.13 – Riusciamo a contattare – via Skype – Andrea Rossi che si trova negli USA; risponde alle domande che gli pone di Mario Menichella; conferma che il lavoro per la realizzazione dell'impianto da 1 MW procede senza intoppi e che verranno rispettati i tempi di consegna previsti. Riguardo al brevetto europeo, spiega che spera che l'ingresso sul mercato a novembre dei primi eCat a uso industriale (patent pending) potrà dare una spinta alla concessione del brevetto. Per l'uso domestico e il rilascio delle certificazioni necessarie serviranno ancora un paio d'anni almeno. Andrea Rossi si congeda. Come lo aveva accolto con un grande applauso, allo stesso modo il pubblico lo saluta calorosamente.

16.32 – Inizia la proiezione dell'intervista realizzata da Mario Menichella al professor Sergio Focardi.

16.36 – Focardi ripercorre la sua lunga carriera accademica, i lavori in ambito di fisica particellare sperimentale fatti all'Università di Pisa, ENEA di Frascati e Brasimone, CERN di Ginevra e infine a Bologna.

16.40 – Dopo l'esperimento di Fleischmann e Pons – continua a ricordare Focardi – iniziò a collaborare con Piantelli e Habel alla fusione fredda. A Siena Piantelli poteva godere di finanziamenti che permisero l'effettuazione delle prime ricerche.

16.43 – I risultati raggiunti con Piantelli erano scientificamente interessanti, ma la loro scala (rapporto output/input = 2) era troppo piccola per potere pensare a produrre energia in modo economicamente vantaggioso.

16.45 – L'avvio della collaborazione con Rossi cambiò proprio la scala dell'effetto. Focardi spiega che le due innovazioni fondamentali introdotte da Rossi sono state l'uso della polvere al posto delle barrette di nichel e il catalizzatore segreto.

16.50 – Focardi si riferisce al noto articolo scritto con Rossi e pubblicato in rete dove si spiega che l'energia di uscita è stata misurata con diverse metodologie.

16.54 – Ricorda quando si recava da Bologna a Bondeno in treno e lo aspettava Rossi alla stazione; dopodiché andavano insieme a lavorare nel famoso capannone dove sono stati sviluppati i prototipi del reattore Ni-H Rossi-Focardi.

16.57 – Focardi ribadisce di non sapere a tutt'oggi spiegare il meccanismo (nucleare) che porta un atomo di Nichel a catturare un protone e trasformarsi in Rame, ma hanno trovato il Rame nei prodotti finali della reazione e questo è un fatto sperimentale.

17.03 – La temperatura di innesco della reazione è 60-70° C.

17.05 – Focardi spiega che in questi anni hanno fatto numerosi tipi di misurazione dell'energia prodotta, anche utilizzando circuiti idraulici chiusi.

17.08 – Focardi conclude dicendo che questa sorgente di energia può rivoluzionare il mondo: il Nichel è pressoché illimitato poiché il nucleo della terra (NiFe) è composto di Nichel (Ni) e Ferro (Fe). [ok, ma penso che potremo estrarre solo quello presente sulla crosta terrestre!].

17.09 – Un lungo applauso saluta la fine dell'intervista.

17.11 – Prende la parola Francesco Celani che ringrazia Delta Energie, gli organizzatori e il pubblico presente. Spiega di avere cominciato a interessarsi di fusione fredda con l'obiettivo di dimostrare che si trattava di un abbaglio, ma di essersi poi convinto che il fenomeno era reale, anche se difficile da riprodurre in un primo momento. Riconosce inoltre che il problema della fusione fredda, oltre a quello della riproducibilità, è che in mezzo a molte ricerche condotte seriamente ce ne sono state altre inaffidabili che finivano con gettare discredito anche sulle prime, proprio per evitare questo è nata la ISCMNS di cui attualmente è vicepresidente.

17.16 – Sottolinea che soprattutto in questo ambito di ricerca le critiche preconcette servono solo a gonfiare l'ego di chi le fa. Tocca affrontare la materia con vero metodo scientifico e scetticismo, ma lo scetticismo deve accompagnarsi alla costruttività, non alla negatività.

17.20 – Celani classifica le reazioni conosciute che forniscono energia in 4 tipi:

  1. chimiche
  2. fissione nucleare
  3. fusione nucleare
  4. LENR

17.23 – Racconta di un episodio in cui, durante un test di fusione fredda da lui condotto, si produsse un picco di energia inequivocabile e talmente alto, da dargli la certezza del fenomeno… il piccolo filo di palladio utilizzato presentava, a una successiva analisi al microscopio elettronico, modificazioni nanometriche importanti e non spiegabili dalle teorie correnti.

17.28 – Dopo avere parlato brevemente della fissione parla della fusione nucleare artificiale: calda, inerziale, fredda. La fusione fredda non avviene nel vuoto ma nella materia condensata, in particolare in un reticolo cristallino caricato di Idrogeno.

17.32 – Spiega come i principi della fusione fredda, ben noti e conosciuti in ambiti militari, siano utilizzati nella realizzazione di micro-bombe nucleari tattiche [vedi ad esempio qui e qui].

17.34 – Un punto di forza delle LENR è che producono radiazioni a bassa energia (non pericolose); un punto debole è che esistano centinaia di ipotesi di teorie per tentare di spiegarle, ma a tutt'oggi nessuna si è dimostrata risolutiva.

17.37 – Storicamente i filoni di ricerca principali nella fusione fredda sono due:

  1. Palladio-Deuterio (Flieschmann e Pons);
  2. Nichel-Idrogeno (Piantelli, Focardi, Habel).

17.40 – Ricorda che Fleischmann era il presidente della Società Internazionale degli Elettrochimici, non certo uno sprovveduto. Parentesi: pochi sanno che Pons è di origine italiana. L'annuncio che fecero nel 1989 non poteva essere gestita peggio: un disastro.

17.43 – In realtà il vero padre della fusione fredda è Yoshiaki Arata che cominciò a lavorarci sin dal 1958 con il deuterio in fase gassosa.

17.47 – Il primo insabbiamento clamoroso della fusione fredda risale già al 1989, ad opera della NASA. Solo nel 2003 si è scoperto che un report positivo di G. Fralick era rimasto “in un cassetto”.

17.50 – Altre prove della fusione fredda insabbiate si trovano ad esempio nelle ricerche di Giuliano Preparata all'ENEA. La collega De Ninno non ha potuto continuare quelle promettenti ricerche per totale taglio dei fondi.

17.53 – Arata è stato il primo, lavorando con polveri di Palladio, a capire che le reazioni di fusioni fredda aumentavano al ridursi della dimensioni delle particelle, ma fino a un certo punto: il range ideale è 5-15 nanometri. Misure più piccole diventano controproducenti,

17.56 – Celani illustra la ricerca che sta portando avanti con un gruppo di lavoro interdisciplinare, utilizzando depositi di nanoparticelle su fili lunghi e sottili di Pd in atmosfera gassosa di Deuterio ottenendo 400W/g a 500°C con buona riproducibilità. Ha lavorato anche con fili di Ni in atmosfera di Idrogeno ottenendo un rendimento altissimo pari a 1800W/g a 900°C per 5 giorni (!), ma ancora con difficoltà di replica.

18.01 – Anche Arata dal 2005 ha iniziato a utilizzare insieme a Pd e Zr anche il Ni. Queste ricerche sono state riprese negli USA da Brian Ahern che ha ottenuto 8W attorno a 500°C.

18.08 – Celani prende atto che i migliori ricercatori del settore finiscono col lavorare in laboratori militari (Los Alamos, Naval Research). Per questo viene naturale pensare che le campagne di denigrazione contro la fusione fredda da una parte, e gli investimenti militari sulla fusione fredda dall'altra siano due facce della stessa medaglia.

18.12 – L'interesse militare sembra giustificato soprattutto dalla possibilità di produrre trizio a costi molto bassi tramite la fusione (il trizio viene utilizzato per mantenere operative le testate termonucleari).

18.14 – Celani ha concluso il suo intervento. Prende la parola Massai e apre il dibattito con il pubblico. [Roy si è dovuto allontanare un momento, parlerà tra poco].

18.17 – Domanda dal pubblico: non è possibile che il catalizzatore di Rossi sia qualcosa di molto costoso che renda non economico il processo? Celani spiega che i catalizzatori per definizione hanno efficacia in quantità ridottissime. Massai obietta che il termine catalizzatore andrebbe riservato a fenomeni chimici. Celani risponde che l'ordine di grandezza nanometrico sembra cambiare le cose; inoltre esiste una sorta di effetto spillover in fisica…

18.21 – Prende la parola Roy Virgilio, appena rientrato in sala.

18.24 – Dette due parole sul suo libro, inizia a riferire le novità del gruppo di lavoro di Piantelli a Siena.

18.26 – La ricerca di Piantelli, dopo una pausa e la fine della collaborazione con Focardi, è ricominciata un paio di anni fa, grazie alla comparsa di un finanziatore, convinto a partecipare all'impresa dal funzionamento ininterrotto per due anni di due celle, sia pure con eccessi dell'ordine di poche decine di watt. Una nuova società Nichenergy [vd sito in costruzione www.nichenergy.com] è stata creata ad hoc 5 mesi fa [in evidente concorrenza alla Defkalion] e starebbe cedendo ad altre industrie i diritti per produrre diverse tipologie di reattore (di diverse dimensioni, più o meno potenti).

18.35 – La posizione di Piantelli è che non egli non è tenuto a pubblicizzare nulla; non intende fare dimostrazione tipo quelle che ha fatto Rossi; arriverà sul mercato con un prodotto maturo che si presenterà da sé [dunque alla fin fine la sua strategia è analogo a quello che ora segue Rossi].

18.37 – Piantelli non usa catalizzatori: solo Nichel e Idrogeno.

18.39 – Le prime celle che verranno messe in vendita saranno dell'ordine del Kw, dopodiché si effettuerà allo scale-up della tecnologia (realizzazione di reattori di dimensioni e potenza maggiori).

18.40 – Faccio un breve intervento, dopodiché prende la parola il giornalista di Focus, chiede a Menichella perché queste ricerche non siano state sottoposte a peer review e a Celani perché le misure sui gamma che effettuò il 14 gennaio vadano considerate un indizio a favore del reattore Rossi Focardi.

18.48 – La prima risposta ne implica diverse: difficoltà per la scienza non mainstream a sbarcare sulle “riviste”; cambio delle regole portato da internet; presenza di tecnologie sottoposte a segreto industriale. Inoltre Celani spiega che nella “cultura scientifica” vale la regola del “o pubblichi qualcosa o muori”, quindi pochi finiscono per sottoporre alle riviste articoli su effetti ancora non riproducibili al 100% che generalmente non vengono pubblicati.

18.53 – Rispetto alla misura sui gamma che prese a Bologna, Celani spiega che andò pronto a tutto… con 20 kg di strumentazione! I possibili trucchi potevano essere un cavo di alimentazione nascosto o del materiale radioattivo nel reattore. Con la sua strumentazione (a batteria, non attaccata alla rete) ha monitorato tutto il possibile. Entrambi i due rilevatori gamma che aveva portato a un certo punto hanno avuto un picco, mentre quello per rilevare disturbi elettromagnetici non aveva indicato nulla. Poco dopo Rossi ha annunciato che la reazione era partita.

18.58 – Identico segnale fu registrato quando la reazione fu bloccata.

19.06 – Dal pubblico chiedono a Roy se Piantelli non sia solo una copertura dietro cui agiscano altre persone e gruppi. Roy specifica che chiaramente ormai Piantelli, anche per l'età, non lavora più in prima linea, ma ha comunque un importante ruolo di supervisione. Inoltre aggiunge che Piantelli ha una teoria che, senza stravolgere i modelli attuali, è in grado di spiegare il fenomeno e che presto verrà pubblicata dall'Università di Siena.

19.10 – Dal pubblico prende la parola Milly Moratti, ricorda la “magnifica” figura di Giuliano Preparata e conferma, facendo riferimento anche alle ricerche di Srivastava, che le evidenze sperimentali della fusione fredda ormai ci sono.

19.13 – Sempre in riferimento alla teoria della coerenza di Giuliano Preparata, Celani spiega che funziona con materiale nanometrico (5-15 nanometri) e ha a che fare anche con il problema di Fermi, Pasta, Ulam (esistono tra l'altro degli studi di Fermi ancora secretati a fini militari).

19.21 – Altra risposta di Celani. La prova che la reazione sia nucleare, a oggi, ancora non viene da Rossi e Focardi, bensì dalle ricerche americane sulla produzione di Trizio. Le misure divulgate da Rossi (con produzione di vapore) non sono sufficientemente attendibili. Celani non ha dubbi sul fatto che l'eCat funzioni, gli unici dubbi che gli restano sono su quanto funzioni.

19.26 – Roy Virgilio ribadisce che non si sta parlando di fusione fredda (vedi teoria della coerenza di Preparata), ma di un altro tipo di LENR e ribadisce che Piantelli ha identificato una sequenza di eventi, molto complessa, in grado di spiegare con le teorie esistenti la produzione di energia da un sistema Ni e H.

19.44 – Il convegno si avvicina alla conclusione. è in corso il dialogo tra pubblico e relatori.

19.49 – Si chiede se esistano correlazioni tra terremoti e reazioni di fusione fredda. Celani risponde che è stata rilevata correlazione tra terremoti ed emissioni di trizio che potrebbe essere spiegata da fenomeni di fusione fredda.

19.51 – Su sollecitazione del pubblico si apre una parentesi  sulle ricerche di Carpinteri e Cardone (fusione piezonucleare). Un ricercatore dell'INFN presente riferisce che la ricerca di Cardone è stata confutata da altre ricerche con strumentazioni più accurate. Si apre un piccolo dibattito dove ognuno resta sulle proprie posizioni!

19.56 – Il convegno si conclude un po' a tarallucci e vino, spaziando su vari temi, con grande apprezzamento dei numerosi intervenuti.

Tutti gli articoli e la bibliografia sulla Fusione Fredda.

13:26 – 24/06/11 – Fusione Fredda: Atene Annuncia la Nascita di Hyperion

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[Traduzione italiana a cura di Davide Suraci] – 23 Giugno 2011. Giovedì, nel corso di una conferenza stampa ad Atene, la società greca Defkalion Green Technologies ha annunciato i suoi futuri prodotti basati sull'E-Cat di Andrea Rossi – il dispositivo che produce calore probabilmente tramite una reazione nucleare di tipo attualmente sconosciuto.

Il prodotto della Defkalion si chiama Hyperion e sarà disponibile in due modelli principali – uno è un box di 55.9 x 45.7 x 35.6 cm e con una potenza termica compresa tra i 5 e 30 kilowatt, l'altra più grande, per impianti di riscaldamento, con una potenza tra 1,15 e 3,45 megawatt.

Essi possono essere combinati con diversi tipi di turbine o microturbine a unità CHPCombined Heat and Power. Defkalion sostiene che la tecnologia può ridurre il prezzo attuale dell'energia elettrica del 90 per cento.

Come nelle precedenti prove del catalizzatore di energia la reazione è accesa e mantenuta in attività da una resistenza elettrica. Secondo Defkalion l'energia in uscita da Hyperion è da 6 a 30 volte maggiore dell'energia di ingresso.

Gli impianti più grandi sono costruiti in contenitori da 6 metri di lunghezza. Tutti i modelli sono sotto continuo monitoraggio da parte di Defkalion attraverso la connettività cellulare.

Sul nuovo sito dell'azienda c'è una comunicazione stampa in cui viene descritto un abbozzo di unità più piccole.

Uno o più reattori E-Cat sono collocati all'interno di un contenitore isolato termicamente e schermato. Il calore viene trasportato con il glicole, attraverso un circuito chiuso termicamente, all'esterno dei box schermati.

All'esterno del box vi è un serbatoio di idrogeno (L'E-Cat è costituito essenzialmente da un reattore riempito con polvere di nichel e un catalizzatore – coperto da segreto industriale – in pressione con idrogeno).

C'è anche una centralina elettronica e una pompa per il circuito di riscaldamento chiuso, e ragionevolmente anche uno scambiatore di calore per il trasporto del calore ad un circuito secondario aperto.

Un involucro esterno racchiude tutti i componenti.

Defkalion afferma che le autorità competenti sono in procinto di rilasciare i certificati necessari UE in materia di sicurezza dei prodotti.

Defkalion, come precedentemente annunciato, prevede l'inizio della produzione per l'inizio del 2012, mentre un impianto di riscaldamento pilota da 1 MW, costituito da unità più piccole collegate in serie e in parallelo, sarà inaugurato, come previsto, nel quarto trimestre del 2011.

Defkalion conferma che il primo stabilimento è in costruzione nella città di Xanthi, Grecia, con una superficie di 65.000 metri quadrati e una capacità di produzione massima di 300.000 unità all'anno, mentre un secondo stabilimento due volte più grande è previsto nella stessa città.

Le due fabbriche in primo luogo realizzeranno l'assemblaggio di componenti per i prodotti Hyperion, mentre un terzo impianto, di proprietà dalla Defkalion Praxen – società a controllo cipriota, produrrà i reattori con le sue parti segrete.

Defkalion, a sua volta, venderà i diritti per produrre i prodotti di Hyperion ad imprese di altri paesi e quindi riceverà una royalty fissa per ogni prodotto venduto. Tuttavia, i reattori saranno ancora prodotti in Grecia.

Defkalion ha comunicato che si aspetta un ampliamento delle opportunità disponibili per delle fonti di energia più pulita, più verde ed economica, senza acquisire monopolii in qualsiasi mercato.

L'azienda spera anche di contribuire a che la Grecia diventi autosufficiente energeticamente e quindi ad una ripresa del paese da un'economia disastrata.

Allo stesso tempo Defkalion sottolineato che l'83% dei depositi europei nichel si trovano in Grecia.

Alla conferenza stampa è stato anche rivelato che gli investitori, fino ad allora sconosciuti, in Defkalion hanno sede in Canada e hanno una origine greca. L'investimento necessario per soddisfare i mercati della Grecia e dei Balcani è stato quantificato in circa 200 milioni di euro da Alexandros Xanthoulis, rappresentante degli investitori.

Dopo la conferenza stampa, l'inventore Andrea Rossi ha anche confermato che un accordo sulla ricerca commissionata nel catalizzatore di energia, per un valore di euro 500.000, è stato finalmente firmato con l'Università di Bologna Mercoledì scorso, dopo diverse settimane di trattative.

L'accordo, che formalmente è realizzato con la società srl EFA con la moglie di Rossi, Maddalena Pascucci (principale titolare) avrà una durata di due anni.

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Articolo originale in: NyTeknik

Defkalion Green Technologies

17:11 – 16/06/11 – Fusione Fredda: il Video-Report di Giacomo Guidi…

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Questo video è stato realizzato da Giacomo Guidi e descrive la storia dei fatti degli ultimi anni su questa importante e rivoluzionaria scoperta scientifica. Gli autori hanno come obiettivo quello di seguire tutte le vicende e di aggiornarle in questo documentario in una memoria collettiva che verrà pubblicata nella primavera 2012.

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11:38 – 15/06/11 – Fusione Fredda: Conferme da Brian Ahern.

[Servizio speciale a cura di Davide Suraci] – Brian Ahern, esperto di scienza dei materiali presso il MIT di Boston e “Senior” da 17 anni presso i laboratori USAF di Hanscom – Air Force Base, ha replicato – in modo del tutto indipendente – una reazione nucleare a bassa energia e in nanoscala ottenendo 8 Watts.

Brian Ahern ha riprodotto il lavoro del fisico giapponese Y. Arata in un ordine di grandezza più manipolabile e quindi gestibile. Per la precisione, il processo è stato attivato utilizzando 10 grammi di nano-polveri dei seguenti elementi e nei rapporti: Zr (Zirconio) 66%; Nikel 21%; Cu (Rame) 13%, ha prodotto 8 Watts di potenza per quattro giorni ininterrottamente e senza radiazioni rilevabili oltre quella già presente nel fondo naturale. Lo Zirconio si trasforma in diossido di zirconio dopo la cottura.

Secondo le ultime indiscrezioni, Brian Ahern sta tentando anche di replicare il funzionamento dell'Energy Catalyzer di Rossi e Focardi migliorandolo ulteriormente per ottenere un aumento dell'efficienza del processo.

La comunità di studiosi delle LENR (Reazioni Nucleari a Bassa Energia) sembra sempre di più orientata (come, del resto hanno dimostrato Rossi e Focardi) a lavorare su livelli di nanoscala.

La descrizione delle fasi del processo LENR che hanno generato 5 Watts in due giorni. (Comunicazione originale di Brian Ahern al CMNS)

Riportiamo, a beneficio degli interessati (testo originale in inglese), la sequenza di un analogo esperimento di Brian Ahern in cui sono stati ottenuti 5 Watts in un paio di giorni.

The description of steps taken to get 5 watts for a few days (Message of Brian Ahern to CMNS).

Ames National Laboratory processed metal alloy foils via arc melting
followed by melt spinning. This is the Yamaura process employed by Arata
and others. The foils were baked in ordinary air at 445C for 28 hours.

The brittle, oxidized foils were placed in a tumble mill for 24 hours.

This resulted in 30 grams of black powder with a median grain size of about
40 microns.Presumably, each grain has about one million nanoscale islands of
NiCu inside.

The 30 grams occupies about 7 ml inside the 50 ml dewar. The system was
vacuum baked at 220C for 24 hours and cooled to room temperature.

H2 gas was added at 200psi. The pressure dropped only to about 185 psi over
twenty minutes. In these replication experiments the exothermic reactions
have had peak temperatures above 220C with substantial loading above 3.0 H/M
ratios. This time the temperature only rose by 2 degrees C.

The system was heated with a band heater to high temperature. There was no
controller. A rheostat was set at an arbitrary position and the system comes
to a an arbitrary temperature.The average power input was 90 watts.

After several hours the hydrated system was evacuated overnight at a
constant high temperature at 530C. The next day H2 gas was again added at
100psi and the temperature rose by 40C to 570C and came back down to 530C
after two hours. At the end of the day the dewar was again evacuated while
still at 530C overnight.

The third day repeated the same procedure. H2 gas was added at 100psi and
the temperature rose by 44C to 574C. However, this time it did not come back
to the initial temperature. It remained at the elevated temperature
overnight.

On the fourth day H2 gas was again added at 100psi and the system rose by
50C to 580C and again stayed at the elevated temperature indefinitely.

A rough calibration suggests that the 30 grams of hydrated nanopowder is
putting out 5 watts of excess power.

Yesterday Peter Gluck suggested that the relationship between loading and
excess power may be a myth. This seemed to be true for electrolysis with Pd
and heavy water where loading levels exceeding 0.9 D/M were a prerequisite
for observing excess power.

My loading level with this nanopowder sample as less than 0.1 H/M.

This 5 watt excess is very much less than Rossi, but it is a real and
repeatable experiment There was no radiation above the background level.

[IT] Fusione Fredda (Risorse Enhanced Wiki sulla Fusione Fredda – report scientific, download documenti, ppt, video and molte altre risorse)

[EN] Cold Fusion (Enhanced Wiki Resources on Cold Fusion – scientific reports, download documents, ppt, video and more)

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01:18 – 07/06/11 – La Formazione Italiana del Gruppo di Ricerca sull'E-Cat!

Formazione del gruppo di ricerca del dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna:

  • Ennio Bonetti – professore associato confermato di fisica della materia.
  • Enrico Campari – professore associato confermato di fisica sperimentale.
  • Loris Ferrari – professore associato confermato di fisica della materia.
  • Giuseppe Levi – ricercatore confermato di fisica fisica nucleare e subnucleare.
  • Mauro Villa – professore associato confermato di fisica sperimentale.

Questa è la composizione base del gruppo, che chiaramente si allargherà in seguito. (Fonte: 22passi.blogspot.com)

Articolo pubblicato da Loris Ferrari su SocialNews :

Fusione fredda: un'energia da matti!

(pubblicato su SocialNews di Maggio 2011 – link)

L'atteggiamento dello Scienziato non dovrebbe mai essere quello di negare a priori un Evento. Dovrebbe, piuttosto, essere quello di dichiarare, eventualmente, che non possiede, allo stato attuale, una spiegazione scientifica. La Scienza, insomma, è fatta meno per negare, che per affermare.

Dai giorni della malaugurata fusione fredda di Fleischmann e Pons (1989), la comunità scientifica si è divisa. Una minoranza (che per comodità chiameremo i Matti) insiste ad affermare che qualcosa accadeva, in quegli esperimenti, e che quel qualcosa, anche se molto inferiore a quanto proclamato inizialmente, valeva la pena studiare. Una larga maggioranza (i Sani) afferma, invece, la totale inconsistenza del fenomeno.

Nel ventennio successivo, i canali di informazione dei Matti hanno più volte riportato di anomale emissioni di energia, in condizioni diverse e difficilmente controllabili, con gradi diversi di attendibilità. Unico fattore comune a quasi tutte queste anomalie era il fatto che si verificavano in metalli idrogenati o deuterati: Palladio e Nichel, ad esempio. Questi metalli funzionano da spugne di Idrogeno (o Deuterio): lo catturano nella gabbia formata dai loro nuclei e ne assorbono l'unico elettrone fra quelli che formano i legami strutturali del metallo stesso (tecnicamente, elettroni di valenza).

Perché si parla di emissioni anomale? Perché la potenza prodotta in questi eventi appare molto più elevata di quanto ci si aspetta dalle reazioni chimiche. Reazioni nucleari, allora? No, perché semplici calcoli ed evidenze sperimentali su nuclei nudi (non facenti parte di una struttura solida) mostrano che tali reazioni nucleari sono talmente improbabili da non fornire alcun effetto pratico. Un bel dilemma, dunque. Sempre che non si pensi ad una gigantesca truffa trans-nazionale dei Matti, o ad una loro totale imperizia nell'effettuare le misure.

A favore dei Sani, giocava fino a ieri il fatto che queste emissioni erano spesso elusive, di difficile ripetibilità, molto intense, magari, ma sostanzialmente imprevedibili. Quindi, difficilmente catalogabili come Fatti.

I Fatti vanno distinti dagli Eventi: i primi sono ripetibili e controllabili, i secondi avvengono e basta. Da Galileo in poi, lo Scienziato si occupa dei primi ed esita a parlare dei secondi. Nel corso della storia, però, molti Eventi sono stati ricondotti alla categoria dei Fatti: i fulmini, le meteore, le comete, le eruzioni vulcaniche, i terremoti. Persino la manna biblica (pare). Proprio per questo, l'atteggiamento dello Scienziato non dovrebbe mai essere quello di negare a priori un Evento.

Dovrebbe, piuttosto, essere quello di dichiarare, eventualmente, che esso non possiede, allo stato attuale, una spiegazione scientifica. La Scienza, insomma, è fatta meno per negare che per affermare.

Tornando all'argomento specifico, la situazione, fino a pochi anni fa, era che le emissioni anomale di energia si presentavano come Eventi (un po' come le Madonnine che piangono lacrime di sangue), il che le esponeva al dubbio sulla loro autenticità (un Fatto è sicuramente reale, un Evento può essere simulato e manipolato) o, comunque, all'impossibilità pratica di accertare la concatenazione cause-effetti, che prevede, come condizione essenziale, la ripetibilità dell'esperimento.

Oggi, la situazione appare radicalmente mutata. Studi condotti da Sergio Focardi (Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna), prima in collaborazione con Francesco Piantelli (Università di Siena), poi proseguiti da solo, hanno reso possibile un'emissione di energia da Nichel idrogenato, moderata, ma tale da non potersi spiegare in semplici termini chimici. Di recente, poi, un'apparecchiatura inventata e brevettata da Andrea Rossi, sempre basata sul Nichel idrogenato, ha permesso di produrre una potenza termica molto maggiore, variabile da 25 a 40 Kwatt, a fronte di un'immissione di potenza elettrica nell'ordine di centinaia di watt.

Per intenderci: dalla potenza necessaria a tenere accese alcune lampadine ad incandescenza, si ottiene quella assorbita da 10 o 20 lavatrici. La durata delle emissioni supera certamente la decina di ore, né si è ancora rilevata traccia di esaurimento. L'effetto è riproducibile e controllabile.

In pratica, si è passati dall'Evento al Fatto, dal si dice al si misura. Un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna (Ennio Bonetti, Enrico Campari, Giuseppe Levi, Mauro Villa ed io), oltre a Sergio Focardi (in pensione come Professore Emerito) possono ora studiare l'apparecchiatura di Rossi in modo continuativo ed approfondito. Ci si offre, per la prima volta, una concreta possibilità di vederci chiaro.

Stabilito con precisione come avviene il fenomeno (ecco l'importanza della ripetibilità e della controllabilità), si confida che, prima o poi, emergerà anche il perché. Posto che lo si accerti, ciò che rende affascinante l'effetto è che non esistono, a tutt'oggi, spiegazioni convincenti: qual è il combustibile che produce l'eccesso di energia? In quanto tempo verrà consumato? C'entra davvero l'energia nucleare? Questa è la curiosità dello Scienziato, la prima e migliore molla possibile verso una ricerca seria. Poi c'è la possibilità di un enorme impatto economico-ambientale. Cosa chiedere di più? Per una volta, mi sembra davvero il caso di dare ascolto ai Matti.

Loris Ferrari

Professore Associato di Fisica della Materia

Università di Bologna Alma Mater Studiorum

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Fonte: http://dibattiti.wordpress.com

19:20 – 04/06/11 – Giornalisti, Presidenti e Cantanti: I Re degli Ignoranti..

[Editoriale di Davide Suraci] – A proposito del dibattito sul referendum pro-contro nucleare svoltosi durante la trasmissione “Anno Zero” del 02/06/11 vorrei sottolineare alcuni interventi (in Italia li chiamano dibattiti) che dimostrerebbero l’inesistenza, nel BelPaese, di una consapevolezza del problema.

Chicco Testa (presidente del Forum Italiano sul Nucleare): “LUI” sostiene la scelta nucleare anche col fatto che LUI è un produttore di energie alternative (pannelli solari)…In realtà le alternative, col suo sragionamento potrebbero non bastare e quindi quella del nucleare sarebbe una scelta obbligata…

Obiezione: il Testa di Chicco sa benissimo che le industrie energetiche italiane si finanziano proprio con la bolletta-truffa che l’ENEL è riuscita a realizzare (grazie all’ignoranza degli italiani) per finanziare ufficialmente le energie alternative ma, di fatto, per sovvenzionare proprio il nucleare che, come tutte le grosse imprese, ha un ritorno finanziario immediato per pochi speculatori e un costo sociale enormemente superiore ai benefici, già in partenza, da presentare alle successive generazioni (oltre alle bollette energetiche sempre più care)

Celentano Adriano, con i suoi silenzi che dovrebbero far presagire qualcosa di intelligente e di saggio, ci rende edotti che bisognerebbe inventare le tegole solari se non fosse per il fatto che questi oggetti già esistono da diversi anni…

Obiezione: un rappresentante-cantante, anche ignorante per la sua manifesta arretratezza cognitiva, avrebbero potuto almeno risparmiarcelo..

È stata poi la volta delle giovani generazioni politiche del PDL che sembravano piuttosto le de-generazioni dei loro genitori attuali (se questi sono i loro figli, tanto vale tenerci i loro padri..).

Non si sono viste né ascoltate persone altamente competenti in materia di dis-economicità e pericolosità della filiera nucleare;

Inettitudine dei giornalisti e/o loro asservimento alle lobbies dell’energia? – Nessuno ha fatto cenno alle numerose scoperte scientifiche che non sono più allo stato di sperimentazione (vedi Energy Catalyzer di Rossi e Focardi) e alle potenzialità della fisica delle reazioni nucleari a bassa energia..

*L’abbaglio della globalizzazione, molto presto, si trasformerà in un ritorno al passato a causa dell’annientamento delle economie locali;
*L’energia del futuro dovrà essere prodotta e consumata sul posto (e le tecnologie ci sono);
*Dovremo re-imparare a conservare e ad utilizzare saggiamente il terreno, l’acqua, l’aria e a rispettare tutte le forme di vita anche in vista dell’inizio delle operazioni di salvataggio dell’ambiente in cui viviamo;
*Dovremo apprendere a riciclare tutta la materia e l’energia che ogni 15 secondi abbandoniamo nell’ambiente (in questo senso bisognerà riformare le scuole, gli insegnanti, gli allievi, le famiglie, le personi comuni).

*Senza queste premesse non potrà esserci uno sviluppo equo e solidale per tutti ma solo sfruttamento e dipendenza da un piccolo branco di delinquenti incravattati..

Tutti gli articoli e la bibliografia sulla Fusione Fredda.

Studi del Governo Federale Tedesco sulla Epidemiologia delle Leucemie Infantili.

PresaDiretta Nucleare – 19/09/2010 – Le centrali nucleari sono sicure per la salute di quelli che ci vivono attorno? Che fine fanno le centinaia di tonnellate di scorie radioattive prodotte? In questo interessante documentario la cronologia degli eventi e i fatti epidemiologici da radiazioni nucleari in corso in Germania e nel Regno Unito.

12:26 – 18/05/11 – Energy Catalyzer Ottiene Fiducia da Partners Statunitensi.

Tutti gli articoli e la bibliografia sulla Fusione Fredda.

[Traduzione e adattamento in lingua italiana a cura di Davide Suraci.] – Andrea Rossi, l'inventore dell'Energy Catalyzer, ha raggiunto un accordo con una società statunitense. L'accordo si basa su molti anni di contatti con persone legate al Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti.

Il nuovo accordo delinea i piani commerciali nel Nord e Sud America per l'Energy Catalyzer – il dispositivo che sembra produrre grandi quantità di energia attraverso una finora sconosciuta e non pienamente compresa reazione nucleare.

In base all'accordo, una società di nuova costituzione, Ampenergo, riceverà una parte delle royalties su tutte le vendite di licenze e prodotti basati sul catalizzatore di energia nelle Americhe.

I collegamenti alle autorità statunitensi sono evidenti.

I fondatori di Ampenergo sono Karl Norwood, Richard Noceti, Roberto Gentile e Craig Cassarino.

Due di loro hanno anche fondato la società di consulenza LTI – Leonardo Technologies Inc., che per 10 anni ha lavorato con contratti, pari a diversi milioni di dollari, per la Difesa degli Stati Uniti e dei servizi energetici e con un recente contratto con DOE pari a 95 milioni di dollari.

Roberto Gentile è stato anche Assistente del Segretario dell'Energia per l'Energia Fossile presso il Dipartimento per l'Energia U.S. durante i primi anni del 1990.

Tre dei soci fondatori hanno conosciuto Andrea Rossi dal 1996 e hanno lavorato con lui in precedenza. Rossi è anche co-fondatore di LTI, ma ha venduto la sua partecipazione nella fine del 1990.

Formalmente, l'accordo è stato fatto tra Ampenergo e la società americana di Rossi, Leonardo Corporation (da non confondere con LTI).

Craig Cassarino, vice presidente della Ampenergo, quando ha firmato il contratto?

Cassarino: abbiamo firmato due mesi fa.

Perché si forma una nuova società?

Cassarino: l'abbiamo formata perché ci sono diverse persone coinvolte oltre alla partnership LTI. Abbiamo anche voluto separare la nostra attività di consulenza di business da quella dello sviluppo. Al momento abbiamo quasi un centinaio di dipendenti in LTI e, dal punto di vista commerciale, abbiamo tenuto separate la parte della consulenza da quello dello sviluppo della società.

Quanto si paga per il contratto?

Cassarino: Purtroppo questo è riservato.

Avete pagato nulla a Rossi ancora?

Cassarino: Sì abbiamo.

Quanto?

Cassarino: Mettiamola così, è stata una parte importante dell'equazione.

Hai cercato nuovi finanziamenti?

Cassarino: assolutamente, abbiamo delle trattative in corso con alcune aziende molto grandi, qui negli Stati Uniti e Sud America, alcune società di investimenti, perché non si tratta solo di una tecnologia che stiamo creando nel settore. Ci sono molte componenti che hanno veramente bisogno di unirsi per costruire questa matrice, molti dei quali necessitano di un coordinamento strategico definito, per la transizione verso una nuova fonte di energia. Questo è ciò che rende questo molto eccitante. I soldi non sono mai abbastanza per fare in modo che tutto ciò accada.

Quali altri sviluppi?

Cassarino: come si inizia a guardare alle varie applicazioni in cui l'Energy Catalyzer potrebbe essere utilizzato che si tratti di spazio, per fare impianti di riscaldamento o di produzione di energia, ogni applicazione ha le sue sfide ingegneristiche particolari. Questo è ciò che noi vediamo come pianificazione strategica e di come questo settore verrà avviato. Mettiamola in questo modo, se questo viene fatto correttamente, ha il potenziale per cambiare il mondo. Sai, è tutto, dal problema dell'anidride carbonica nell'atmosfera, al fornire energia a basso costo per le persone del mondo che non possono permettersi di mettere il cibo sulla loro tavola.

Quando potrebbero comparire i primi prodotti sul mercato americano?

Cassarino: Speriamo di ottenere qualcosa qui si spera, da tardo autunno o all'inizio del prossimo anno (2012) come nostro primo prodotto da offrire. Non stiamo andando sulla stessa strada, come i greci (Defkalion Green Tehcnologies) che sono orientati verso il riscaldamento domestico; in realtà non stiamo realmente guardando a questi come a dei prodotti consumer.

Quale sarebbe il vostro primo tipo di prodotto?

Cassarino: penso che questo sia una centrale da 1 megawatt (come quella prevista in Grecia – ndr) per il riscaldamento e per la produzione di energia elettrica è probabilmente il primo, che del tipo a isola o mobile.

E la Rossi Leonardo Corporation fabbricherebbe i prodotti inizialmente?

Cassarino: sì, penso che probabilmente abbia senso. Stiamo già discutendo su come possiamo iniziare a commercializzarlo. Ma certamente sarebbe stato il primo produttore.

Ci sono delle applicazioni diverse dal riscaldamento o dalla produzione di energia in futuro?

Cassarino: oh sì, una delle società di cui stiamo parlando vede questa realtà come un combustibile ad alta densità. È possibile usare la vostra immaginazione sugli sviluppi estremi (dai viaggi nello spazio ai rifornimenti per le linee del fronte sui campi di battaglia). Credo che le applicazioni siano illimitate, anche se non ci ho ancora pensato.

Che tipo di problemi ti aspetti, come ad esempio la replica amatoriale?

Cassarino: lo abbiamo pensato, ma non siamo arrivati così in profondità da giungere ad una conclusione sul come gestire tutto questo. E penso che tu abbia ragione, penso che una volta la magia sarà fuori dalla scatola, ci saranno un sacco di persone che cercheranno delle variazioni sul tema e quelle sono cose che in realtà non sono controllabili dal punto di vista di chiunque.

Uno dei problemi a cui abbiamo pensato circa la reazione nucleare, in qualunque modo essa avvenga, ma non è radioattivo in modo che sia diverso – nessuno abbia davvero avuto l'opportunità di iniziare a guardare a questo.

Quando qualcuno di voi ha mostrato il primo E-Cat?

Cassarino: E 'stato due anni e mezzo fa, fra la fine del 2008 e l'inizio del 2009. Rossi ha invitato Bob e uno dei nostri scienziati che lavora per noi presso il National Labs per andare a Bologna dove aveva la sua fabbrica. Naturalmente, come potete immaginare, quando abbiamo iniziato a parlare di questo, c'era un sacco di scetticismo.

Sai, proprio perché abbiamo conosciuto Andrea per quasi 15 anni, sappiamo quali sono le sue capacità, sapevo che aveva lavorato su questo, e uno degli scienziati con cui eravamo impegnati aveva lavorato in questo settore, LENR (Low Energy Nuclear Reactions), per 20 anni. Quindi sono stati dei veri credenti e osservando tutto questo descrivendone la sua scienza intrinseca, credevano di avere realizzato qualcosa.

Hai qualche dubbio che questo, alla resa dei conti, non funzioni?

Cassarino: abbiamo fatto tre manifestazioni qui negli Stati Uniti, e queste erano senza pubblico. Abbiamo avuto un gruppo di scienziati che hanno capito esattamente ciò che stava succedendo e ci hanno aiutato in realtà a organizzare le dimostrazioni.

Ovviamente non abbiamo ancora capito che cosa stia succedendo dentro, ma lui ha un'idea e noi crediamo in essa.

Come reagiranno le persone?

Cassarino: Ovviamente ci sono alcune persone molto importanti con cui abbiamo discusso e queste non rappesentano solo il governo, ma ci stiamo confrontando anche con le grandi aziende con cui stiamo parlando. E ci sono due lati della storia.

Uno, vogliono fare in modo che questa cosa funzioni indiscutibilmente. D'altra parte ci sono altri che disprezzando, dicono: 'Oh, io non ci credo', e poi tutto ad un tratto passano la linea e diventano consapevoli che avevano l'opportunità di favorire il lancio di questa innovazione e non l'hanno saputa raccogliere, essi la perdono. Così stanno cercando di camminare su questa linea sottile.

Perché avete conservato il silenzio?

Cassarino: abbiamo voluto fare in modo che tutto fosse a posto. Questo fatto è enorme e non vogliamo andare solo “là fuori” per annunciarlo al mondo. Noi vogliamo essere preparati per questo evento.

E, strategicamente, è davvero partnership con le aziende giuste. Sai che non si tratta solo di soldi, non si tratta solo di tecnologia, non si tratta solo di aziende e delle loro capacità: è cercare di capire anche come tutti questi pezzi si possano incastrare.

Articolo originale in lingua inglese: Energy Catalyzer gets U.S. partner.

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