11:31 – 08/06/10 – Elenco Nazionale delle Scuole con Problemi di Sicurezza.

Comunicato stampa ed elenco nazionale delle scuole con problemi di criticità in ordine alla sicurezza degli edifici

Cari firmatari della petizione contro le classi sovraffollate,

Ecco il documento segreto del Ministero dell’Istruzione (è stato pubblicato dal CODACONS), che elenca le scuole che presentano “gravi criticità”, e che quindi rappresentano un potenziale rischio per la salute di studenti, insegnanti e personale scolastico.

Sono 12.000 le scuole in Italia con gravi criticità, praticamente il 28% di tutte le scuole.

Regione per regione la situazione è la seguente:
Abruzzo 390; Basilicata 228; Campania 300 (dato incompleto); Calabria 1428; Emilia Romagna 467; Friuli 306; Lazio 1330; Liguria 271; Lombardia 1026; Marche 383; Molise 95; Piemonte 951; Puglia 974; Sardegna 541; Sicilia 1259; Toscana 772; Umbria 263; Veneto 1062.

Questo elenco è emerso con il Decreto Interministeriale MIUR del 23 settembre 2009, che individuava per l’anno scolastico 2009-2010 le scuole che dovevano essere destinatarie della riduzione del numero di alunni per classe, in quanto le aule erano sottodimensionate.

Nonostante la presenza del Decreto Interministeriale, il 23 settembre scorso le classi erano già formate in  soprannumero, con i tagli del Ministro Gelmini.

I parametri di criticità erano e lo sono ancora (minimo 45-50 mq netti per non più di 25 alunni + l’insegnante per classe).

Quindi se una scuola non è presente nell’elenco non significa che quella scuola è apposto in quanto, quelle inserite sono solo quelle con più gravi criticità.

Vi ricordo che l’art. 4 del DPR 81/09  (20 marzo) consente al dirigente scolastico di derogare in misura non superiore al 10% al numero massimo e minimo di alunni per classe previsto solo in caso di inderogabili necessità legate all’aumento degli alunni rispetto alle previsioni, previa autorizzazione del dirigente preposto dall’ufficio scolastico regionale).

Per “La Politeia”
Ioannis Lioumis

P.S: Domani martedì 8 giugno finisce la raccolta delle firme. La petizione sarà inviata alla corte costituzionale, e alla VII commissione cultura della Camera e commissione cultura del Senato mercoledì 9 giugno.

“Coordinamento insegnanti delle scuole secondarie Modenesi La Politeia” http://www.politeia.emr.it/petizione_contro_classi_affollate/

Vedi anche: 12:27 – 09/08/10 – Scuole a Rischio Amianto ma i Soldi per bonificarle spariscono

19:18 – 06/06/10 – Blocco degli Scatti stipendiali del Personale della Scuola.

Manovra Economica Finanziaria 2010: il giro di vite sulla scuola. Effetti blocco scatti stipendiali. Art. 9, decreto legge 78/2010.

La manovra economico-finanziaria 2010 è stata varata lunedì 31 maggio 2010 ed è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale serie generale n. 125 del 31 maggio 2010, supplemento ordinario, sotto la denominazione: DECRETO-LEGGE 31 maggio 2010, n.78 “Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica”.

L’art. 9, Contenimento delle spese in materia di impiego pubblico, del detto decreto colpisce in maniera pesante il personale della scuola. In particolare viene disposto:

  • – il blocco dei trattamenti economici dei singoli dipendenti per gli anni 2011-2013 ai livelli del 2010, con la sola aggiunta dell’indennità di vacanza contrattuale;
  • – il blocco dei posti dei docenti di sostegno sui livelli dell’anno scolastico 2009-2010, salvo deroghe per casi gravi;
  • – l’eliminazione, senza possibilità di recupero, del triennio contrattuale 2010-2012, fatta salva l’indennità di vacanza contrattuale, che non è pensionabile;
  • – l’eliminazione dalla progressione di carriera del personale della scuola (docenti ed ATA) degli anni 2010-2012.
  • – la rinegoziazione della Retribuzione Professionale Docente (RPD) e il CIA degli ATA al termine del triennio: si tratta di un chiara minaccia di ulteriore taglieggiamento degli stipendi del personale della scuola.

Il danno economico per tutto il personale è gravoso: proponiamo al riguardo un prospetto distinto per ordine e grado di scuole in cui sono evidenziati gli effetti degli incrementi stipendiali perduti dai docenti per effetto del decreto.

«Un furto legalizzato, questo Governo si vergogni». Così il coordinatore nazionale della f.g.u., Rino Di Meglio, ha commentato la manovra finanziaria del Governo , che colpisce in modo durissimo e discriminatorio il personale della Scuola.

13:20 – 02/06/10 – Cari Ragazzi del Coro di 'Bella Ciao…'

A proposito di: “Bella Ciao” a scuola, polemiche Roma, a famiglie lettera di … – TGCOM

Cari Ragazzi del Coro di Bella Ciao,

non so se oggi vengono ancora conferite le medaglie d’oro al valore ai reduci della resistenza ma se esiste un presidente della repubblica italiana che possa chiamarsi tale, dovrebbe avere il coraggio di premiare la vostra iniziativa in quanto rimarcante i veri valori su cui è stata fondata la Repubblica Italiana.

Abbiate sempre il coraggio di rimettere in discussione tutto ciò che potrebbe limitare i vostri diritti umani, sociali e civili.

Siate orgogliosi dei vostri genitori, dei vostri insegnanti e di tutti coloro che vi insegnano la vera libertà.

Cordiali saluti,
Davide Suraci
Redazione TerritorioScuola
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TerritorioScuola INFORMAZIONE, Didattica, Reti, Ricerche. 1999/2010

21:00 – 20/05/10 – Una Docente Particolare…

Assessore, insegnante di scuola e di università ma al lavoro nessuno la vede mai…

Una donna distinta. Una professoressa di storia dell’arte. Pochi finora avevano sentito parlare di Maria Teresa Verda in Scajola. Al massimo le cronache si occupavano di lei per la cerimonia promossa dall’Ordine della Visitazione (di cui fa parte con il marito Claudio), quando, alla presenza dell’amico cardinal Bagnasco, presiedeva la giuria che premiava con la “Penna d’oro” giornalisti come Joaquin Navarro Valls (allora portavoce del Vaticano) o Fedele Confalonieri. Ma adesso la signora Scajola ha preso la scena con un’intervista a Repubblica: “Se mio marito non parla ancora (dell’appartamento sul Colosseo, ndr), è per non creare problemi a persone molto più coinvolte di lui in questa vicenda”. Così marito e moglie, invece di parlarsi negli splendidi salotti della loro villa che domina Imperia, si ritrovano a discutere attraverso un balletto di dichiarazioni sul quotidiano: “In relazione a un’intervista asseritamente resa da mia moglie, preciso di non condividerne il contenuto. Non è assolutamente conforme al vero la circostanza che io abbia deciso di non presentarmi ai pm per ‘non creare problemi ai veri colpevoli’ o a ‘persone molto più coinvolte di me’”, taglia corto Scajola.

Intanto Maria Teresa Verda si ritrova sotto l’occhio dei cronisti. Poi si sa, con il marito in disgrazia, tanti decidono di togliersi i pesi dallo stomaco. E a Imperia qualcuno racconta una storia che molti sussurravano a bassa voce: “Chissà che cosa ne direbbe il ministro Brunetta, fustigatore dei costumi degli statali”, esordiscono alcuni insegnanti imperiesi. Colleghi, perché la signora Verda è professoressa. Almeno sulla carta, perché, stando ai documenti dell’istituto dove lavora, risulta in congedo da undici anni. Già, perché la signora Scajola ha anche lei una carriera politica. Del resto la famiglia Scajola ha un rapporto di incarichi politici pro capite da Guinness dei primati: dopo Claudio – sindaco di Imperia e poi ministro – anche il fratello Alessandro è stato primo cittadino del capoluogo, dove adesso è vice-sindaco il nipote Marco (che è anche consigliere regionale).

E così Verda è consigliere comunale e assessore di Aurigo, un paese difficile da trovare perfino sulle mappe. “Conta 344 abitanti”, spiega il centralinista del Comune. Ma è possibile parlare con l’assessore Verda? “Qui ci sono soltanto io”. Ma l’assessore viene spesso? “Una volta alla settimana”. Il sindaco, Piercarlo Gandolfo, conferma: “Maria Teresa Verda è mio assessore”. Al cronista che vorrebbe contattare la signora Scajola, il sindaco risponde secco: “E’ un’invasione della privacy. E poi non ho il suo numero, la vedo una volta alla settimana. Lei si occupa di cultura e turismo, organizza le nostre manifestazioni culturali”. Insomma, par di capire, un impegno non proprio pressante. Eppure, sostengono gli uffici scolastici provinciali di Imperia, Maria Teresa Verda da 11 anni ha ottenuto il congedo dal suo posto di insegnante per mandato elettorale. Meglio rivolgersi allora all’Istituto Statale D’Arte di Imperia per chiedere lumi.

La preside è fermissima: “La signora Verda è in congedo, ma non posso dirvi niente. C’è la privacy”. Negli uffici della scuola c’è chi dice di più: “Dai documenti del ministero risulta che Maria Teresa ha chiesto un anno di congedo il primo ottobre 1997, ma allora era insegnante presso un altro istituto. Poi è venuta da noi, almeno formalmente, perché dal primo settembre 1999 risulta di nuovo in congedo perché ha svolto compiti di consigliere comunale e poi di assessore”. E qualche collega della donna racconta: “A dire il vero non sappiamo neanche com’è fatta. In 11 anni non l’ho mai vista”. Un rapporto che starebbe per finire perché Maria Teresa Verda ha chiesto che siano calcolati i suoi “contributi figurativi” per andare in pensione. E all’istituto d’arte qualcuno trema: “Se la scuola dovesse pagare i contributi saremmo nei guai. Non abbiamo un euro”.

Niente di illegale, la legge prevede il congedo per mandato elettorale. Ma gli insegnanti della scuola non l’hanno presa proprio bene: “Stiamo organizzando una protesta per i tagli al nostro istituto, si parla di ridurre di organici. Chissà che cosa ne sarà della dottoressa Verda”. E c’è chi punta il dito sui tanti impegni della signora: “E’ in congedo come professoressa delle scuole superiori, ma intanto ha ottenuto una cattedra universitaria”. Maria Teresa Verda e Maurizio Scajola (fratello di Claudio) tengono corsi universitari nell’ateneo ligure, in un momento di crisi nera, di riduzione degli organici. Verda tiene lezioni di “Cultura ed economia nel ponente ligure”. Ma bisogna pur dire che all’ateneo costano poco: 17 studenti su 26 del corso godono di borse di studio offerte da Promuovitalia e Invitalia, agenzie legate al ministero per lo Sviluppo economico.

Da il Fatto Quotidiano del 20 maggio 2010

13:23 – 19/05/10 – Grecia: Assalto dei Docenti Precari alla TV Pubblica…

Courtesy TerritorioScuola


Vedi anche:

16:22 – 08/05/10 – Appello-Petizione Nazionale contro le Classi Sovraffollate.

Di Ioannis Lioumis

Cari firmatari della petizione contro le classi affollate.

Tira una brutta aria. La situazione è drammatica. In Grecia, una realtà a noi vicina, insegnanti precari assaltano la sede della tv pubblica.

Gente che subisce, che si interroga e che talvolta reagisce.

I docenti precari Greci hanno assaltato la TV pubblica, chiedendo una Tv veramente pubblica. Volevano interrompere i monologhi ossessivi e deliranti a favore dei tagli del Ministro della Pubblica istruzione, chiedendo che la parola passasse ai diretti interessati (insegnanti, alunni, genitori).

Alla fine sono riusciti a comunicare in diretta al (telespettatore) cittadino Ellenico, le loro preoccupazioni per il continuo smantellamento della scuola pubblica, ed esprimere la loro posizione contro:

i tagli e le riduzioni alle già misere risorse per l’istruzione (l’anno prossimo 17.000 insegnanti greci perdono il loro posto di lavoro) e
l’aumento degli alunni per classe (anche in grecia si arriverà a 30)

P.S: Ieri lunedì 17 maggio è stata consegnata e protocollata la petizione contro il sovraffollamento delle classi sottoscritta da 6.900 cittadini (fino ad oggi), presso il Comandante Provinciale dei Vigili del fuoco di Modena e l’assessore all’Istruzione e alla Cultura della Provincia di Modena. Giovedì pomeriggio la petizione sarà consegnata al Prefetto, e al Dirigente dell’ Ufficio Scolastico Provinciale di Modena. Sarà inviata invece alla corte costituzionale, e alla VII commissione cultura della Camera e commissione cultura del Senato, alla fine della prima settimana di giugno.

16:22 – 08/05/10 – Appello-Petizione Nazionale contro le Classi Sovraffollate.

Cari insegnanti (precari e di ruolo),

il giorno 27 aprile 2010 sul sito http://www.politeia.emr.it/petizione_contro_classi_affollate è iniziata la raccolta della firme contro l’aumento degli alunni per classe.

Mi raccomando firmate tutti (on line) e soprattutto fate firmare a tutti quelli che conoscete (insegnanti, genitori, alunni, e ogni libero cittadino) facendo circolare l’indirizzo di questo sito. Non dimentichiamoci che quasi la metà dei posti da tagliare nei prossimi 2 anni sono dovuti ai nuovi criteri per la formazione delle classi della 133.

Si è pensato di fare una raccolta di firme elettroniche per poter coordinare meglio questa petizione a livello nazionale ed anche per aver a portata di vista di tutti, politici e non, il nostro problema, il problema della scuola.

Si può anche scaricare dal sito il modulo per la raccolta delle firme in modo tradizionale laddove impossibile o difficile arrivarci per via telematica oppure perchè più semplice o più comodo.

Alla fine anche le firme ottenute per via tradizionale (modulo scaricato) sarano allegate a quelle stampate. Prima però consegnate la petizione con delle firme al D.S. della vostra scuola, e chiedete che l’oggetto della petizione (Diritti e obblighi nell’individuazione dei criteri per la formazione delle classi), sia messo come ordine del giorno da approvare al prossimo collegio docenti.

Sono sicuro che l’unico modo per far valere i propri diritti è quello di denunciare l’illegalità (evidenti contraddizioni tra le direttive del Ministero e la normativa esistente in materia di sicurezza e agibilità dei locali scolastici) e non subire passivamente le ingiustizie.

Pretendiamo dopo anni di onorato servizio sottopagato o precario, maggiore dignità di trattamento, mentre per quanto riguarda i nostri diritti (continuamente disattesi per i precari), maggiore rispetto anzi ASSOLUTO rispetto

Ioannis Lioumis

PS: La petizione sarà spedita alla corte costituzionale, e alla VIIª commissione cultura della Camera e commissione cultura del Senato.
Sempre su http://www.politeia.emr.it potete lasciare un commento, una denuncia oppure descrivere una vostra esperienza.

19:13 – 05/05/10 – Ventotene: parla Bruno, il papà di Sara Panuccio…

Sono il padre di Sara Panuccio, una delle due ragazze scomparse a Ventotene il 20 aprile 2010, a causa della frana del costone di Cala Rossano.

È giunto il momento, anche se mi è enormemente difficoltoso, di far conoscere il mio pensiero in merito alla vicenda che ha stravolto la vita della mia famiglia. Mi è d’obbligo uscire dal silenzio doloroso dopo aver ascoltato parti di servizi televisivi standardizzati ed ai quali siamo abituati nel nostro vivere quotidiano.
Questa è la mia testimonianza, che rendo nelle vesti di cittadino comune ancor prima che in quelle di padre, e che non è dettata quindi da interessi personali.

Dopo aver appreso la notizia, siamo stati elitrasportati sull’isola ed ancor prima di giungere abbiamo sorvolato la zona della tragedia. Passato il momento più tragico della mia vita, quello di dover vedere mia figlia mortae su questo non mi soffermo perché ognuno di voi può comprendere il dolore e lo stato d’animo -, siamo stati caricati su varie automobili e condotti al centro del paese, in untriste corteo. Ma mentre i genitori di Francesca son giunti direttamente a destinazione, io ho fatto fermare l’automobile in prossimità del luogo maledetto.

Disceso dalla vettura, sono andato in spiaggia tramite una scalinata daccesso invitante e mi sono avvicinato alla zona, che in quel momento era sorvegliata e perimetrata dalle forze dell ordine, come è prassi in questi casi. Mi è stato permesso laccesso.Volevo vedere, toccare e maledire quella che fino a quel momento nella mia testa, grazie alle notizie giunte, era la roccia che aveva tolto la vita a Sara e Francesca.

Quando ho toccato i massi ho scoperto con grande stupore che erano solo un insieme di terra che mi si è sbriciolata tra le mani. Non avevo mai visto il tufo prima di quel giorno, o forse pur avendolo osservato non mi ero mai posto il problema della sua fragilità.
Così, incurante dei richiami a fare attenzione, tesi a mettermi in guarda dal pericolo ( avevo appena visto mia figlia morta, come avrei potuto avere paura per me stesso? ), e dei divieti dei Carabinieri ad avvicinarmi oltre, sono giunto fin sotto al costone. Ho dato un paio di pugni neanche troppo violenti alla parete, e la conseguenza è stata quella di vederne franare un’altra piccola parte (ci sono vari testimoni), tra le urla e gli allarmi dei presenti ( “Attento“, “Torni qui“, “Si tolga“, “E’ pericoloso” ).
Ho dato le spalle al costone cercando lo sguardo del mio amico Valerio e, allontanandomi, ho visto ormeggiate in acqua a pochi metri molte barche. Solo successivamente ho saputo della presenza di un Circolo Velico.

Ho osservato molto attentamente il costone ed ho notato quanto segue:

  1. Non vi era alcuna rete di contenimento sulla parete;
  2. Non cera nessuna restrizione all’accesso nelle vicinanze delle pareti, sia a destra che a sinistra rispetto al punto della frana;
  3. Non vi era alcun cartello che segnalasse il pericolo di possibili crolli o invitasse a tenersi a distanza dalla parete;
  4. Sopra il costone cè la strada dove io mi son fermato con l’automobile e di lì passano mezzi pesantiquali ad esempio i camion. Quindi il tufo, già debole di suo, è soggetto a tremolio e sollecitazioni nocive alla stabilità della parete;
  5. La parete in più di un punto è cavernosa e quindi non compatta.

Ed ora le mie riflessioni.

L’economia dell’isola di Ventotene deriva i suoi maggiori introiti dal turismo scolastico:per il Lazio e per Roma in particolare è una delle destinazioni preferite per avvicinare i giovani alla conoscenza ed al rispetto della natura. Comprendo quindi l’interesse dell’amministrazione locale a far sì che questo flusso non venga mai interrotto.

So che è stato dato incarico ad alcuni geologi di periziare l’intero perimetro dell’isola, e che già in tempi passati sono stati lanciati allarmi da diversi studiosi ed anche da molti residenti circa il concreto pericolo di franositàin vari punti. A tutt’oggi pare che, dopo l’ultima relazione, quasi tutto il perimetro sia stato dichiarato inagibile o perlomeno messo in sicurezza,ad eccezione di pochi punti tra i quali la Caletta in oggetto (nelle cui vicinanze si fanno anche attività velica e commerciale legate al turismo stesso).

Oggi io domando che siano accertate le eventuali responsabilità o negligenze in relazione alla scomparsa di Sara e Francesca. Ho sentito usare da molti media l’espressionetragica fatalità, ma fatalità in italiano è il termine che si usa per riferirsi a un evento imprevedibile, quali ad esempio un incidente o un cataclisma naturale. Questo mi indigna come cittadino oltre che come padre di Sara. In questo caso, la fatalità si può riscontrare solo nei nomi e nel numero delle vittime:fosse successo in una domenica estiva, si sarebbe trattato di una strage,l’ennesima.

Viviamo in un paese nel quale si dovrebbe incominciare a pensare che ogni qualvolta accade una tragedia di questo tipo, anche a mille chilometri di distanza, sono sempre e comunque i nostri figli a morire. Oltre alla solidarietà per le vittime e per le loro famiglie, dovrebbe parimenti levarsi anche l’indignazione nei confronti di chi dovrebbe salvaguardare il cittadino e non lo fa (per lo stato e per i governi, di qualsiasi colore essi siano, questo è il primo dovere).

Bisogna dunque farsi sentinelle del proprio territorio, denunciare ed attivarsi in prima persona affinché, alle perdite di vite umane inevitabili, non se ne aggiungano anche altre, inutilmente e colpevolmente. Bisogna comprendere una volta per tutte che le nostre condotte non devono mai rendersi complici di un silenzio assassino, e nel conto mi ci metto anche io in prima persona.

Vi ringrazio per aver avuto la pazienza di leggere questo lungo scritto, ma la televisione ha tempi troppo brevi, che mal si addicono a lunghe riflessioni, magari costrette entro i tempi serrati tra uno spot e l’altro, e vi prego di condividerlo se credete, oltre che sul web, nei vostri posti di lavoro oppure ovunque lo riteniate opportuno.

Bruno Panuccio