20:19 – 16/08/11 – Rossi-Defkalion: l'Accordo Continua…

Tutti gli articoli e la bibliografia sulla Fusione Fredda.

11 Agosto 2011 – Il processo di realizzazione della centrale per la produzione di energia elettrica a Xanthi (Grecia), che impiega la fusione Nichel-Idrogeno, continuerà come previsto dagli accordi originariamente pianificati fra Rossi e la Defkalion Green Technologies.(Fonte: Greek television Channel 6)

Questa notizia aggiorna il comunicato di Rossi dell'8 Agosto 2011.

Tutti gli articoli e la bibliografia sulla Fusione Fredda.

16:51 – 08/08/11 – Storia di un'Insegnante di Italiano in Germania…

Sabrina Ceraso è dovuta partire dalla Calabria per mancanza di lavoro ed ha avuto l'opportunità di insegnare italiano in Germania dove ha anche imparato molto sugli emigranti di prima, seconda e terza generazione.

Ecco la sua storia.

Il telefono squillò a lungo, ero in un'altra stanza avevo appena finito di chiacchierare con mia sorella, nella mia testa pensai probabilmente Alessandra si è dimenticata di dirmi qualcosa, invece fu una telefonata di quelle che ti cambiano la vita.

L'emozione mi lasciò senza parole. Con voce chiara si presentò il Dirigente del Consolato di Friburgo, alle dipendenze del Ministero degli Affari Esteri, mi contattava per una cattedra di italiano nella scuola primaria di Konstanz, città a sud della Germania al confine con la Svizzera. Un solo giorno per decidere, un'infinità di dubbi, un'occasione da prendere al volo.

La decisione all'apparenza poteva sembrare una forma di evasione dal sistema scolastico italiano, una scelta scaturita da aspettative deluse per via di manovre politiche per certi versi inaccettabili.

A causa dei bruschi tagli economici, non ero riuscita ad ottenere neanche uno stralcio di supplenza. Nonostante gli anni di servizio ero rimasta senza lavoro, una realtà tipicamente italiana che rende tutti noi, giovani insegnanti, precari nel mondo della scuola, ancora di più oggi senza abilitazione bisogna arrangiarsi!.

Eppure il motivo di questa scelta va al di là del legittimo desiderio di dare una svolta al mio lavoro; per me quest'esperienza ha rappresentato qualcosa di molto più profondo, un'opportunità come poche di mettersi in gioco unendo tutte le energie per sfidare se stessi.

Si trattava di avere la fortuna di poter rappresentare la nostra nazione, di far conoscere la nostra cultura, la nostra lingua, di approfondire le mie conoscenze linguistiche, di arricchirmi ogni giorno di esperienze nuove stando a contatto con persone diverse, dalle quali avrei imparato tanto.

In effetti, ho avuto la possibilità di osservare con i miei occhi posti differenti, scontrarmi con mentalità opposte alla mia, toccare con mano una realtà così lontana dall'Italia e dalla Calabria.

Sono giunta alla consapevolezza dell'immenso valore dell'emigrazione italiana in Germania, apprezzo gli enormi sacrifici di tutti coloro che con tanta amarezza hanno lasciato il loro paese adattandosi alla durezza e alla rigidità teutonica.

Ho capito inoltre, quanto l'Italia sia unica nel mondo nonostante i suoi difetti e l'idea di paese ricco e felice che ne hanno all'estero.

Intraprendere questo viaggio per me è stato come seguire una legge interiore, un qualcosa che ti infonde gioia per quello che fai, che ti rende felice ad ogni sguardo di un papà fiero delle parole d'italiano che il figlio pronuncia. Ti senti artefice di un piccolo miracolo della memoria.

Per non parlare poi, del sorriso di ogni bambino che ti racconta dell'Italia, delle vacanze al mare, delle storie narrate dai nonni, del desiderio di una vera pizza italiana.

Durante le lezioni gli sguardi assorti dei miei alunni erano rivolti con curiosità alle immagini delle nostre più belle città italiane: Roma, Firenze, Venezia, Palermo. Leggevo nei loro occhi il desiderio di conoscerne la storia, esprimevano chiaramente la voglia di entrare in contatto con l'arte, la musica, la letteratura italiana.

Conservo molti ricordi che rivedo davanti i miei occhi, sul fermo immagine riesco a scorgere profondi momenti di solitudine, la lontananza dagli affetti e dal proprio paese. Un enorme vuoto interiore che condividi e colmi attraverso le persone che incontri, attraverso le loro esperienze che diventano le tue.

Il giorno della partenza lo ricordo ancora, mi trovavo a Roma in aeroporto, quando incontrai il primo angelo che mi aiutò in questa mia avventura.

Il signor Lettera, ricordo il suo nome anche se non l'ho più rivisto. Mi fece compagnia per tutto il viaggio, mi raccontò della prima volta in cui da ragazzo per lavoro aveva scelto di lasciare il suo paesino in Abruzzo per raggiungere la Svizzera. Una storia di emigrazione come tante, ma che in periodo di crisi era divenuta ancora più triste.

Il signor Lettera padre di famiglia, con grande dignità mi confessò, di essere stato mandato in mobilità dall'azienda per la quale aveva lavorato per più di venti anni. Approfittando della scomoda situazione aveva deciso di scendere per qualche giorno in Italia per far visita ai suoi genitori.

Molto gentilmente si offrì di accompagnarmi alla stazione tedesca di Basilea, perché in territorio Svizzero sono presenti due linee ferroviarie rispettivamente quella tedesca la Badischer Bahnhof e quella svizzera Bahnhof SBB.

Io avrei dovuto prendere il treno nella stazione tedesca, in questo modo sarei arrivata direttamente nella città di Konstanz. Venne a prenderci la moglie, una distinta signora svizzera, mi guardò all'inizio con diffidenza, poi chiacchierando si dimostrò gentile e disponibile. Aspettarono con me fino all'arrivo del treno, ci scambiammo i numeri di telefono, promisi di avvisarli del mio arrivo a Konstanz. Dopo quella telefonata non ho più avuto loro notizie.

Sul treno si sedette accanto a me un ragazzo che dall'aspetto sembrava italiano, mi disse di parlare solo spagnolo, io purtroppo conosco soltanto poche parole, così cercai di fargli capire quella che era la mia richiesta e lui promise di aiutarmi dicendomi, che alla stazione di Konstanz sarebbe venuta a prenderlo la sua fidanzata e lei mi avrebbe indicato la fermata dell'autobus per raggiungere l'ostello in cui avrei alloggiato fino a quando non avrei trovato una stanza per la mia permanenza.

Riuscii a prendere l'autobus, quando scesi alla fermata pioveva a dirotto. Un signore mi mostrò l'ostello sulla riva del lago. Era un vecchio faro tutto illuminato con all'interno una gran confusione: scolaresche, giovani provenienti da svariate regioni della Germania, studenti universitari, uomini d'affari, donne anziane che avevano deciso di girare il lago in bicicletta.

Ero divertita da quell' atmosfera, ero l'unica italiana, dividevo la stanza con altre tre ragazze tedesche, osservavo i loro modi strani di mangiare, i loro sguardi inespressivi, facevo finta di leggere un libro, ma in realtà ero curiosa di ascoltare i loro discorsi.

La mattina seguente mi recai in centro città, in un negozio di telefonia. Con una Sim card tedesca telefonai al Consolato per informare del mio arrivo.

Parlai con il Dirigente, che con tono deciso mi disse: Bene Frau Ceraso, oggi alle due si terrà il primo collegio docenti, chiami la sua collega e si organizzi per venire a Friburgo. Mi dettò il numero della Sign.ra RosaMarina un nome un po' buffo dalle nostre parti, fortunatamente riuscii a contattarla.

Con un marcato accento veneto, mi diede un appuntamento e intorno alle undici partimmo in macchina, in compagnia di un'altra collega di nome Eva.

Attraversammo tutta la foresta nera, per interi chilometri vidi solo alberi, un paesaggio surreale. Iniziai ad immaginare i boschi di Hänsel e Gretel che avevo fantasticato da bambina, quei luoghi così verdi, ma allo stesso tempo così solitari, mi avevano trasmesso un senso di malinconia. Per fortuna arrivammo abbastanza puntuali in città, il tempo di un caffé e raggiungemmo la sede del Consolato.

Fu un'emozione indescrivibile, il momento in cui per la prima volta varcai la soglia di quell'enorme portone blindato, in alto si leggeva la scritta Consolato d'Italia, ricordo un'accoglienza squisita da farmi sentire come a casa (intendo in Italia ovviamente), i colleghi erano un po' sorpresi di vedere una ragazza forse dall'aspetto troppo giovane per il carico di lavoro che si prospettava. Mi raccomandarono di tenere duro, mi garantirono il loro sostegno in caso di necessità.

Alla fine del collegio, il Dirigente mi strinse la mano augurandomi un grande in bocca al lupo. Avevo firmato un contratto per il MAE, confessai a me stessa e al Dirigente a bassa voce, che in quell'istante si era appena realizzato un sogno.

Il giorno seguente impegnai tutto il mio tempo alla ricerca di un alloggio temporaneo. Non potendo restare all'ostello mi recai all'università. Strappai dalla bacheca alcuni bigliettini con i numeri di telefono di studenti che offrivano un alloggio, ne contattai qualcuno, ma per ottenere un appuntamento bisognava aspettare un'intera settimana.
A quel punto andai in centro per comprare il giornale e dare uno sguardo agli annunci. Non trovai niente di interessante, il tempo stringeva e l'indomani avrei dovuto lasciare l'ostello.

Le prime ombre del buio si addensavano sulla città, dai finestrini dell'autobus il mio sguardo fu attratto per un istante da un enorme insegna rossa, Pizzeria romana.

L'autobus si fermò un po' più avanti della pizzeria, scesi e percorsi la strada tornando indietro.

Mi fermai davanti la porta del ristorante, feci un gran respiro e con una buona dose di coraggio entrai. Silenzio, la pizzeria era vuota, mi salutò una cameriera alla quale chiesi se era possibile poter parlare con il proprietario.
Molto gentilmente andò a chiamarlo, uscì un ragazzo dalla porta della cucina, mi presentai con voce tremante e lui rispose: Fontana!.

Gli domandai se parlava italiano, rispose: No! mi dispiace, ma capisco italiano, mia moglie è italiana.

Scoprii in seguito che la moglie aveva origini Calabresi, sua mamma era nata a Catanzaro, una città che paradossalmente oggi vive l'esperienza speculare dell'immigrazione.

Nel frattempo cercavo di osservarlo per capire se potevo fidarmi e a quel punto chiesi: Ha per caso una stanza per me?
Sto cercando un alloggio
.
Lui mi guardò dalla testa ai piedi mi fece alcune domande e poi disse: Si! è al piano di sopra, se vuole gliela faccio vedere.

Salimmo dal retro del locale era un piccolo appartamento che avrei dovuto dividere con due ragazzi Kurdi. Decisi di accettare, la stanza era vuota ma pulita, a volte quando rivedo quell'immagine nella mia mente, non posso che pensare a quanto sia stato faticoso, soprattutto per i primi emigranti arrangiarsi in alloggi di fortuna è così difficile cominciare, ma Cesare Pavese ci insegna che è bello vivere perché vivere è cominciare, sempre in ogni istante.

In realtà, forse è da quello spazio vuoto che decisi di riempire, che ha avuto inizio la mia esperienza in Germania.
Serwar, il ragazzo Kurdo che si era affacciato dalla sua stanza, incuriosito della presenza di una giovane italiana, si offrì di cedermi il suo materasso, lui avrebbe dormito sul tappeto, mi spiegò che in Kurdistan rientra nella loro cultura. Quel gesto non lo dimenticherò mai, un giovane ragazzo della mia età appena conosciuto, proveniente dal lontano Oriente, un paese sicuramente non fortunato come il mio nella difficoltà mi aveva offerto tutto quello che poteva offrirmi in quel momento.

Ringraziai della disponibilità, risposi di non preoccuparsi, perchè sarei ritornata non appena il Signor Fontana avrebbe trovato un letto anche per me. Tornai in ostello per l'ultima notte e il mattino seguente traslocai in quella che fu la mia casa in Germania, mi piace definirla con questa espressione, perché mi sono sentita veramente accolta fin dal primo giorno.

Mi mancano tanto i miei amici Jusef e Serwar, mi aspettavano impazienti la sera dalla finestra, la cena pronta sul tavolo, il posto apparecchiato anche per me, contenti di farmi assaggiare i loro tipici piatti Kurdi, provavo grande tenerezza nei loro confronti, quella tristezza che spesso leggevo nei loro occhi, mi lasciava senza parole era come se la povertà del loro paese di origine continuasse a vivere dentro di loro.

Dentro di me, seppur consapevole che avrei potuto trovare una casa più comoda, non ho mai avuto il coraggio di abbandonare quella che è stata la mia seconda famiglia, era bello sentire il calore del focolare domestico in quella fredda atmosfera tedesca.

Quando i miei due amici invitavano anche i loro amici di altre nazionalità, mi sentivo avvolta in un universo senza confini, un magico incontro di culture, persone e mondi, così distanti ma così vicini.

Non dimenticherò mai il giorno della mia partenza, sentivo Serwer scappare continuamente in bagno. La sera prima era uscito con due suoi amici tedeschi e avevano bevuto, quando mi recai in cucina per salutalo era seduto su una sedia con la testa poggiata sul tavolo, lo guardai e gli dissi che lui non poteva imitare i ragazzi tedeschi, perché lui apparteneva ad un altro mondo.

Serwer mi abbracciò forte e guardandomi con occhi gonfi di lacrime, rispose queste parole: Beata te, tu sei Italiana, tu puoi tornare in Italia, io non potrò mai tornare al mio paese.

Alcune frasi le capisci solo con il tempo, quando ripensando ai tuoi vissuti, comprendi che la nostalgia, che si vive durante lunghi periodi di permanenza lontano dalla tua terra, non è solo dell'emigrante che ha costruito una rete di relazioni e di identità nel nuovo mondo, la nostalgia riguarda luoghi mai visti e radici negate.

L'esperienza d'insegnamento nella scuola tedesca non è stata facile, il sistema scolastico in Germania è molto selettivo per non definirlo classista, questo aspetto, infatti, rende estremamente difficile la promozione sociale di chi parte da condizioni culturali svantaggiate, e in molti casi a scuola i figli delle famiglie italiane hanno molte difficoltà.
Spesso, perché non parlano o non capiscono il tedesco, o perché parlano un tedesco dialettale e sgrammaticato, così finiscono per essere confinati nelle scuole che non danno accesso all'università.

Dalla mia esperienza ho percepito la sensazione di precarietà degli alunni italiani dovuta ad un'integrazione forse non avvenuta completamente pur essendo molti degli alunni cittadini tedeschi a pieno titolo. In diverse classi, ho avuto la sensazione che per alcuni, l'insegnamento della lingua italiana è percepito in maniera sbagliata, come se rappresenti solo un obbligo imposto dai genitori.

Mi è capitato di assistere a dialoghi in classe tra fratello e sorella che si esprimevano in tedesco, come se, oltre alla mancanza d'interesse esistesse un muro, un rifiuto che forse nasce da un bisogno di farsi accettare dagli altri ragazzi tedeschi.

Per questi ragazzi, figli di italiani, sentirsi integrati a tutti gli effetti all'interno della scuola tedesca spesso, vuol dire annullare la propria identità, vuol dire recidere i legami con le loro origini.

Un problema serio, che ho cercato di risolvere coinvolgendo i genitori, affinché con il loro aiuto in qualche modo, riuscissi ad aprire un dialogo tra padri e figli, alla luce di un rapporto più adulto ed evoluto.

Ho cercato di insegnare ai bambini, di smettere di pensare in categorie rigide ed impermeabili, di non curarsi dei pregiudizi, ma di sentirsi persone come gli altri, alle quali anzi è stato affidato un compito importante conservare il patrimonio culturale e linguistico del loro paese di origine.

Con questa visione ho spiegato come la lingua madre meglio consente di apprendere la lingua straniera, perchè costituisce la pietra miliare della propria identità etnica, e soprattutto oggi nello scenario attuale nell'ambito dell'Unione Europea, sarà per loro utile in futuro.

Ognuno di noi è una somma di identità, non ci esauriamo in una sola appartenenza: siamo spugne, pronte ad acquisire radici nuove che si intrecciano alle radici vecchie.

Tutti, consapevoli o meno, ci costruiamo nell'arco della vita un'identità. Essa, trae origine dal luogo o dai luoghi in cui si è vissuti, dalla fanciullezza, dalla famiglia, dall'educazione, dai maestri, dai compagni, dagli amici, dalle consuetudini, dalla lingua che si parla, dall'ambiente della scuola, del lavoro e dello svago, dai rapporti sociali, dal grado di integrazione con gli altri.

L'identità, si costruisce giorno per giorno e crea in ciascuno una mappa di persone e di luoghi, di rapporti con l'ambiente esterno, che indirizzano la propria vita e ne condizionano i comportamenti. L'identità è un'ancora, una boa, un riferimento indispensabile per non sentirsi perduti, estranei, alieni. La crisi identitaria, vissuta dagli emigranti in terra straniera è percettibile nella lenta, inesorabile deprivazione verbale che si instaura in chi è sempre sul confine tra lingua madre, lingua nazionale e lingua della comunicazione socializzata.

Gli italiani residenti all'Estero devono sentirsi più ricchi culturalmente, in quanto portatori di un patrimonio di conoscenze originario, e ripensando alla propria identità anche attraverso la memoria, dovrebbero riuscire a ricomporre pian piano i pezzi della propria famiglia, che si ricollegherà naturalmente al paese e all'intera comunità d'origine.

In questo modo, in ciascun emigrante, avrà origine una sorta di antropologia soggettiva, che non è consapevolezza dello sradicamento, ma è capacità critica dell'importanza della memoria delle origini, della centralità della cultura e del riscatto come bisogno concreto della comunità migrante.

Ho insegnato la lingua e la cultura italiana fin dal primo giorno con l'entusiasmo di chi crede nel profondo valore dello scambio culturale, nelle mie intenzioni c'è sempre stata la voglia di tornare in Italia con un bagaglio più ricco di conoscenze, così ho cercato di mettere ogni giorno, tutto l'impegno e l'amore che ho per il mio lavoro.

In alcuni momenti, non è stato semplice, potrei definirla veramente un'importante palestra di vita, e se l'imprevedibilità e il peso della precarietà che viviamo nell'attuale mondo della scuola, mi ha portato via dall'Italia, offrendomi questa opportunità, mi reputo fortunata per essermi sentita a volte, come un punto di riferimento per una ristretta comunità d'italiani che vive in un piccolo angolo di mondo.

Oggi ancora più di prima, ho imparato che bisogna stare al passo con i tempi, a tal punto che nell'era dell'insegnamento nel mondo globale, alla professione dell'insegnante sono richieste: maggiori competenze in tutti i campi del sapere è necessaria una forte dedizione allo scambio e al confronto oltre ad una grande capacità di riuscire con determinazione a vincere le nuove sfide.

Fonte: ItaliansInFuga (Intervista di Aldo Mencaraglia).

20:44 – 08/08/11 – Defkalion e Rossi non collaboreranno più?

Tutti gli articoli e la bibliografia sulla Fusione Fredda.

Secondo le recenti dichiarazioni di Andrea Rossi, inventore del dispositivo E-Cat, la dimostrazione dell’accensione del reattore da 1 MW che avrebbe dovuto aver luogo nel mese di ottobre 2011 ad Atene non è più confermata.

Lo stesso Andrea Rossi precisa che comunque la dimostrazione avverrà nel mese di ottobre ma negli Stati Uniti.

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10:51 – 25/07/11 – Storia delle Reazioni Piezonucleari: Conferenza del Prof. F. Cardone.

Le Reazioni Piezonucleari – Storia della Scoperta.

Video della Conferenza del Prof. Fabio Cardone – 14/04/2011, Politecnico di Torino.

Courtesy TerritorioScuola

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Storia delle LENR (Low Energy Nuclear Reactions).

Documenti e Video sulle Reazioni Piezonucleari.

E-book: VERSO IL NUCLEARE PULITO – Scoperta e Sfruttamento delle Reazioni Nucleari Ultrasoniche – Fabio Cardone (Energia nucleare e pressione, la cavitazione, la via italiana alle reazioni piezonucleari, le prospettive di sfruttamento delle reazioni nucleari ultrasoniche) [pdf].

Alberto Carpinteri – Le Reazioni Piezonucleari dovute alla Frattura Fragile (Video)

Processo e impianto per la produzione di reazioni piezonucleari endotermiche ed esotermiche mediante ultrasuoni e cavitazione di sostanze. (C.N.R. – Catalogo Brevetti e proprietà intellettuale) n° 1740 [pdf].

Apparecchiatura e procedimento per l'abbattimento della radioattività di materiali radioattivi mediante reazioni piezonucleari indotte da ultrasuoni e cavitazione. (C.N.R. – Catalogo Brevetti e proprietà intellettuale) n° 1741 [pdf].

Verso il Nucleare Pulito – Scoperta e sfruttamento delle reazioni piezonucleari dal 1989 al 2007 (Video parte prima e seconda).

16:31 – 24/07/11 – Fusione Fredda, da Sogno a Realtà: Convegno a Viareggio.

Cronaca del Convegno: “La Fusione Fredda da Sogno a Realtà”

PRIMO EVENTO IN TOSCANA:
23 Luglio 2011 – ore 16.00 – Villa Borbone – Viareggio (Lu)
LA FUSIONE FREDDA DA SOGNO A REALTA'

Scripto-cronaca e immagini a cura di Daniele Passerini, blogger del sito: Ventidue Passi d'Amore e Dintorni.

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Inizio dei lavori
Inizio dei lavori

14.33 – Per problemi di banda non sarà possibile trasmettere in streaming il convegno questo pomeriggio. Verrà registrato e messo on line nei prossimi giorni. A più tardi.

15.05 – Ho concordato con Mario Menichella di lasciare a Roy Virgilio lo spazio di intervento che mi era stato dedicato: sono curioso come tutti di conoscere le news su Piantelli. Io resto disponibile per la tavola rotonda, se ci saranno domande relative al ruolo che ha avuto il blog nel raccontare a tutti la storia in divenire dell'eCat.

15.40 – Quindici minuti all'inizio, la sala è già quasi piena.

16.03 – Visto che la sala è piena, il Prof. Marco Massai del Dipartimento di Fisica dell'Università di Pisa, moderatore del convegno, apre i lavori. Mario Menichella illustra ai presenti la storia recente dell'eCat.

16.13 – Riusciamo a contattare – via Skype – Andrea Rossi che si trova negli USA; risponde alle domande che gli pone di Mario Menichella; conferma che il lavoro per la realizzazione dell'impianto da 1 MW procede senza intoppi e che verranno rispettati i tempi di consegna previsti. Riguardo al brevetto europeo, spiega che spera che l'ingresso sul mercato a novembre dei primi eCat a uso industriale (patent pending) potrà dare una spinta alla concessione del brevetto. Per l'uso domestico e il rilascio delle certificazioni necessarie serviranno ancora un paio d'anni almeno. Andrea Rossi si congeda. Come lo aveva accolto con un grande applauso, allo stesso modo il pubblico lo saluta calorosamente.

16.32 – Inizia la proiezione dell'intervista realizzata da Mario Menichella al professor Sergio Focardi.

16.36 – Focardi ripercorre la sua lunga carriera accademica, i lavori in ambito di fisica particellare sperimentale fatti all'Università di Pisa, ENEA di Frascati e Brasimone, CERN di Ginevra e infine a Bologna.

16.40 – Dopo l'esperimento di Fleischmann e Pons – continua a ricordare Focardi – iniziò a collaborare con Piantelli e Habel alla fusione fredda. A Siena Piantelli poteva godere di finanziamenti che permisero l'effettuazione delle prime ricerche.

16.43 – I risultati raggiunti con Piantelli erano scientificamente interessanti, ma la loro scala (rapporto output/input = 2) era troppo piccola per potere pensare a produrre energia in modo economicamente vantaggioso.

16.45 – L'avvio della collaborazione con Rossi cambiò proprio la scala dell'effetto. Focardi spiega che le due innovazioni fondamentali introdotte da Rossi sono state l'uso della polvere al posto delle barrette di nichel e il catalizzatore segreto.

16.50 – Focardi si riferisce al noto articolo scritto con Rossi e pubblicato in rete dove si spiega che l'energia di uscita è stata misurata con diverse metodologie.

16.54 – Ricorda quando si recava da Bologna a Bondeno in treno e lo aspettava Rossi alla stazione; dopodiché andavano insieme a lavorare nel famoso capannone dove sono stati sviluppati i prototipi del reattore Ni-H Rossi-Focardi.

16.57 – Focardi ribadisce di non sapere a tutt'oggi spiegare il meccanismo (nucleare) che porta un atomo di Nichel a catturare un protone e trasformarsi in Rame, ma hanno trovato il Rame nei prodotti finali della reazione e questo è un fatto sperimentale.

17.03 – La temperatura di innesco della reazione è 60-70° C.

17.05 – Focardi spiega che in questi anni hanno fatto numerosi tipi di misurazione dell'energia prodotta, anche utilizzando circuiti idraulici chiusi.

17.08 – Focardi conclude dicendo che questa sorgente di energia può rivoluzionare il mondo: il Nichel è pressoché illimitato poiché il nucleo della terra (NiFe) è composto di Nichel (Ni) e Ferro (Fe). [ok, ma penso che potremo estrarre solo quello presente sulla crosta terrestre!].

17.09 – Un lungo applauso saluta la fine dell'intervista.

17.11 – Prende la parola Francesco Celani che ringrazia Delta Energie, gli organizzatori e il pubblico presente. Spiega di avere cominciato a interessarsi di fusione fredda con l'obiettivo di dimostrare che si trattava di un abbaglio, ma di essersi poi convinto che il fenomeno era reale, anche se difficile da riprodurre in un primo momento. Riconosce inoltre che il problema della fusione fredda, oltre a quello della riproducibilità, è che in mezzo a molte ricerche condotte seriamente ce ne sono state altre inaffidabili che finivano con gettare discredito anche sulle prime, proprio per evitare questo è nata la ISCMNS di cui attualmente è vicepresidente.

17.16 – Sottolinea che soprattutto in questo ambito di ricerca le critiche preconcette servono solo a gonfiare l'ego di chi le fa. Tocca affrontare la materia con vero metodo scientifico e scetticismo, ma lo scetticismo deve accompagnarsi alla costruttività, non alla negatività.

17.20 – Celani classifica le reazioni conosciute che forniscono energia in 4 tipi:

  1. chimiche
  2. fissione nucleare
  3. fusione nucleare
  4. LENR

17.23 – Racconta di un episodio in cui, durante un test di fusione fredda da lui condotto, si produsse un picco di energia inequivocabile e talmente alto, da dargli la certezza del fenomeno… il piccolo filo di palladio utilizzato presentava, a una successiva analisi al microscopio elettronico, modificazioni nanometriche importanti e non spiegabili dalle teorie correnti.

17.28 – Dopo avere parlato brevemente della fissione parla della fusione nucleare artificiale: calda, inerziale, fredda. La fusione fredda non avviene nel vuoto ma nella materia condensata, in particolare in un reticolo cristallino caricato di Idrogeno.

17.32 – Spiega come i principi della fusione fredda, ben noti e conosciuti in ambiti militari, siano utilizzati nella realizzazione di micro-bombe nucleari tattiche [vedi ad esempio qui e qui].

17.34 – Un punto di forza delle LENR è che producono radiazioni a bassa energia (non pericolose); un punto debole è che esistano centinaia di ipotesi di teorie per tentare di spiegarle, ma a tutt'oggi nessuna si è dimostrata risolutiva.

17.37 – Storicamente i filoni di ricerca principali nella fusione fredda sono due:

  1. Palladio-Deuterio (Flieschmann e Pons);
  2. Nichel-Idrogeno (Piantelli, Focardi, Habel).

17.40 – Ricorda che Fleischmann era il presidente della Società Internazionale degli Elettrochimici, non certo uno sprovveduto. Parentesi: pochi sanno che Pons è di origine italiana. L'annuncio che fecero nel 1989 non poteva essere gestita peggio: un disastro.

17.43 – In realtà il vero padre della fusione fredda è Yoshiaki Arata che cominciò a lavorarci sin dal 1958 con il deuterio in fase gassosa.

17.47 – Il primo insabbiamento clamoroso della fusione fredda risale già al 1989, ad opera della NASA. Solo nel 2003 si è scoperto che un report positivo di G. Fralick era rimasto “in un cassetto”.

17.50 – Altre prove della fusione fredda insabbiate si trovano ad esempio nelle ricerche di Giuliano Preparata all'ENEA. La collega De Ninno non ha potuto continuare quelle promettenti ricerche per totale taglio dei fondi.

17.53 – Arata è stato il primo, lavorando con polveri di Palladio, a capire che le reazioni di fusioni fredda aumentavano al ridursi della dimensioni delle particelle, ma fino a un certo punto: il range ideale è 5-15 nanometri. Misure più piccole diventano controproducenti,

17.56 – Celani illustra la ricerca che sta portando avanti con un gruppo di lavoro interdisciplinare, utilizzando depositi di nanoparticelle su fili lunghi e sottili di Pd in atmosfera gassosa di Deuterio ottenendo 400W/g a 500°C con buona riproducibilità. Ha lavorato anche con fili di Ni in atmosfera di Idrogeno ottenendo un rendimento altissimo pari a 1800W/g a 900°C per 5 giorni (!), ma ancora con difficoltà di replica.

18.01 – Anche Arata dal 2005 ha iniziato a utilizzare insieme a Pd e Zr anche il Ni. Queste ricerche sono state riprese negli USA da Brian Ahern che ha ottenuto 8W attorno a 500°C.

18.08 – Celani prende atto che i migliori ricercatori del settore finiscono col lavorare in laboratori militari (Los Alamos, Naval Research). Per questo viene naturale pensare che le campagne di denigrazione contro la fusione fredda da una parte, e gli investimenti militari sulla fusione fredda dall'altra siano due facce della stessa medaglia.

18.12 – L'interesse militare sembra giustificato soprattutto dalla possibilità di produrre trizio a costi molto bassi tramite la fusione (il trizio viene utilizzato per mantenere operative le testate termonucleari).

18.14 – Celani ha concluso il suo intervento. Prende la parola Massai e apre il dibattito con il pubblico. [Roy si è dovuto allontanare un momento, parlerà tra poco].

18.17 – Domanda dal pubblico: non è possibile che il catalizzatore di Rossi sia qualcosa di molto costoso che renda non economico il processo? Celani spiega che i catalizzatori per definizione hanno efficacia in quantità ridottissime. Massai obietta che il termine catalizzatore andrebbe riservato a fenomeni chimici. Celani risponde che l'ordine di grandezza nanometrico sembra cambiare le cose; inoltre esiste una sorta di effetto spillover in fisica…

18.21 – Prende la parola Roy Virgilio, appena rientrato in sala.

18.24 – Dette due parole sul suo libro, inizia a riferire le novità del gruppo di lavoro di Piantelli a Siena.

18.26 – La ricerca di Piantelli, dopo una pausa e la fine della collaborazione con Focardi, è ricominciata un paio di anni fa, grazie alla comparsa di un finanziatore, convinto a partecipare all'impresa dal funzionamento ininterrotto per due anni di due celle, sia pure con eccessi dell'ordine di poche decine di watt. Una nuova società Nichenergy [vd sito in costruzione www.nichenergy.com] è stata creata ad hoc 5 mesi fa [in evidente concorrenza alla Defkalion] e starebbe cedendo ad altre industrie i diritti per produrre diverse tipologie di reattore (di diverse dimensioni, più o meno potenti).

18.35 – La posizione di Piantelli è che non egli non è tenuto a pubblicizzare nulla; non intende fare dimostrazione tipo quelle che ha fatto Rossi; arriverà sul mercato con un prodotto maturo che si presenterà da sé [dunque alla fin fine la sua strategia è analogo a quello che ora segue Rossi].

18.37 – Piantelli non usa catalizzatori: solo Nichel e Idrogeno.

18.39 – Le prime celle che verranno messe in vendita saranno dell'ordine del Kw, dopodiché si effettuerà allo scale-up della tecnologia (realizzazione di reattori di dimensioni e potenza maggiori).

18.40 – Faccio un breve intervento, dopodiché prende la parola il giornalista di Focus, chiede a Menichella perché queste ricerche non siano state sottoposte a peer review e a Celani perché le misure sui gamma che effettuò il 14 gennaio vadano considerate un indizio a favore del reattore Rossi Focardi.

18.48 – La prima risposta ne implica diverse: difficoltà per la scienza non mainstream a sbarcare sulle “riviste”; cambio delle regole portato da internet; presenza di tecnologie sottoposte a segreto industriale. Inoltre Celani spiega che nella “cultura scientifica” vale la regola del “o pubblichi qualcosa o muori”, quindi pochi finiscono per sottoporre alle riviste articoli su effetti ancora non riproducibili al 100% che generalmente non vengono pubblicati.

18.53 – Rispetto alla misura sui gamma che prese a Bologna, Celani spiega che andò pronto a tutto… con 20 kg di strumentazione! I possibili trucchi potevano essere un cavo di alimentazione nascosto o del materiale radioattivo nel reattore. Con la sua strumentazione (a batteria, non attaccata alla rete) ha monitorato tutto il possibile. Entrambi i due rilevatori gamma che aveva portato a un certo punto hanno avuto un picco, mentre quello per rilevare disturbi elettromagnetici non aveva indicato nulla. Poco dopo Rossi ha annunciato che la reazione era partita.

18.58 – Identico segnale fu registrato quando la reazione fu bloccata.

19.06 – Dal pubblico chiedono a Roy se Piantelli non sia solo una copertura dietro cui agiscano altre persone e gruppi. Roy specifica che chiaramente ormai Piantelli, anche per l'età, non lavora più in prima linea, ma ha comunque un importante ruolo di supervisione. Inoltre aggiunge che Piantelli ha una teoria che, senza stravolgere i modelli attuali, è in grado di spiegare il fenomeno e che presto verrà pubblicata dall'Università di Siena.

19.10 – Dal pubblico prende la parola Milly Moratti, ricorda la “magnifica” figura di Giuliano Preparata e conferma, facendo riferimento anche alle ricerche di Srivastava, che le evidenze sperimentali della fusione fredda ormai ci sono.

19.13 – Sempre in riferimento alla teoria della coerenza di Giuliano Preparata, Celani spiega che funziona con materiale nanometrico (5-15 nanometri) e ha a che fare anche con il problema di Fermi, Pasta, Ulam (esistono tra l'altro degli studi di Fermi ancora secretati a fini militari).

19.21 – Altra risposta di Celani. La prova che la reazione sia nucleare, a oggi, ancora non viene da Rossi e Focardi, bensì dalle ricerche americane sulla produzione di Trizio. Le misure divulgate da Rossi (con produzione di vapore) non sono sufficientemente attendibili. Celani non ha dubbi sul fatto che l'eCat funzioni, gli unici dubbi che gli restano sono su quanto funzioni.

19.26 – Roy Virgilio ribadisce che non si sta parlando di fusione fredda (vedi teoria della coerenza di Preparata), ma di un altro tipo di LENR e ribadisce che Piantelli ha identificato una sequenza di eventi, molto complessa, in grado di spiegare con le teorie esistenti la produzione di energia da un sistema Ni e H.

19.44 – Il convegno si avvicina alla conclusione. è in corso il dialogo tra pubblico e relatori.

19.49 – Si chiede se esistano correlazioni tra terremoti e reazioni di fusione fredda. Celani risponde che è stata rilevata correlazione tra terremoti ed emissioni di trizio che potrebbe essere spiegata da fenomeni di fusione fredda.

19.51 – Su sollecitazione del pubblico si apre una parentesi  sulle ricerche di Carpinteri e Cardone (fusione piezonucleare). Un ricercatore dell'INFN presente riferisce che la ricerca di Cardone è stata confutata da altre ricerche con strumentazioni più accurate. Si apre un piccolo dibattito dove ognuno resta sulle proprie posizioni!

19.56 – Il convegno si conclude un po' a tarallucci e vino, spaziando su vari temi, con grande apprezzamento dei numerosi intervenuti.

Tutti gli articoli e la bibliografia sulla Fusione Fredda.

12:44 – 11/07/11 – Classifica delle Nazioni con i Migliori Studenti.

L'organizzazione per la cooperazione e sviluppo economico (OECD) ha creato la classifica riguardante prestazione degli studenti nelle varie nazioni appartenenti alla stessa.

Questa classifica evidenzia il livello raggiunto da studenti di 15 anni nelle aree di lettura, matematica e materie scientifiche.

L'importanza della classifica sta nel fatto che dimostra la qualità o meno del sistema scolastico e fornisce un'idea sul livello di concorrenza per posti di lavoro quando andate all'estero.

Essendo il mercato del lavoro sempre più globalizzato, il vostro concorrente sarà qualcuno che arriva dalla Finlandia oppure dalla Corea. Se costoro sono cresciuti in un sistema scolastico dove si raggiungono più alti livelli di prestazione, vi ritroverete svantaggiati rispetto a loro.

L'analisi della capacità di lettura degli studenti comprende tutte le diverse modalità e situazioni nelle quali gli studenti leggono e cerca di carpire l'abilità dello studente nel trovare nel testo particolari pezzi di informazione pratica.

È stato dimostrato che questo tipo di abilità di lettura fornisce una migliore previsione di benessere economico e sociale rispetto al numero di anni passati a scuola.

La Corea e la Finlandia sono le nazioni dell'OECD con la migliore prestazione ma sono entrambe superate da Shanghai-Cina, una zona economica non parte dell'OECD.

Altre nazioni che ottengono ottimi risultati per quello che riguarda la lettura includono Hong-Kong, Singapore, il Canada, la Nuova Zelanda, il Giappone e l'Australia.

La nazione appartenente all'OECD con il punteggio minore, il Messico, ottiene un punteggio di 425. Questo significa che la differenza tra la migliore e la peggiore nazione all'interno dell'OECD è di 114 punti, l'equivalente di due anni di scuola in più.

Per quello che riguarda le nazioni non appartenenti all'OECD la differenza è ancora maggiore: gli studenti del Kyrgyzstan forniscono prestazioni equivalenti a sei anni in meno di scuola rispetto ai loro colleghi di Shangai-Cina.

L'Italia di per sé viene posizionata giusto al di sotto della media OECD in tutti i fattori presi in considerazione.

I risultati nel campo della lettura vengono replicati grosso modo anche nei campi della matematica e delle materie scientifiche. Il raggiungimento di ottimi risultati in questo sondaggio sono un'ottima indicazione della capacità della nazione per quello che riguarda le aree di crescita economica e sviluppo sociale.

C'è da notare che in ogni nazione le studentesse ottengono sempre risultati migliori nella lettura degli studenti.

Viene anche fatto notare che i migliori sistemi scolastici riescono a fornire un'istruzione di alta qualità a tutti gli studenti. Esiste quindi una relativa minore variabilità tra gli studenti migliori e quelli peggiori.

Un aspetto interessante della prestazione degli studenti riguarda quelli che sono nati in una nazione diversa o sono figli di immigrati. Essi ottengono in media 52 punti in meno rispetto agli studenti che non hanno un background da immigrato.

Ecco la classifica:

1. Shanghai-Cina
2. Corea
3. Finlandia
4. Hong Kong – Cina
5. Singapore
6. Canada
7. Nuova Zelanda
8. Giappone
9. Australia
10. Olanda
11. Belgio
12. Norvegia
13. Estonia
14. Svizzera
15. Polonia
16. Islanda
17. Stati Uniti
18. Liechtenstein
19. Svezia
20. Germania
21. Irlanda
22. Francia
23. Taiwan
23. Taiwan
24. Danimarca
25. Regno Unito
26. Ungheria
27. Portogallo
28. Macao-Cina
29. Italia
30. Latvia
31. Slovenia
32. Grecia
33. Spagna
34. Repubblica ceca
35. Repubblica slovacca
36. Croazia
37. Israele
38. Lussemburgo
39. Austria
40. Lituania
41. Turchia
42. Dubai
43. Russia
44. Cile
45. Serbia
46. Bulgaria
47. Uruguay
48. Messico
49. Romania
50. Thailandia
51. Trinidad e Tobago
52. Colombia
53. Brasile
54. Montenegro
55. Giordania
56. Tunisia
57. Indonesia
58. Argentina
59. Kazakhstan
60. Albania
61. Qatar
62. Panama
63. Perù
64. Azerbaijan
65. Kyrgyzstan

Fonte: ItaliansInFuga

02:12 – 29/06/11 – Energia elettrica Verde: il Calore Convertito in Elettricità Utilizzando una Nuova Lega…

[Traduzione italiana di Davide Suraci]. I ricercatori della Facoltà di scienze e ingegneria dell'Università del Minnesota hanno recentemente scoperto un nuovo materiale in lega che converte il calore direttamente in elettricità. Questo rivoluzionario metodo di conversione dell'energia termica è nelle prime fasi di sviluppo, ma potrebbe avere un ampio impatto sulla generazione di energia elettrica ecologica dalle fonti di calore che normalmente si perdono durante numerosi tipi di trasformazioni energetiche.

I ricercatori sostengono che il materiale potrebbe essere utilizzato per catturare il calore dei gas di scarico di un'auto al fine di produrre elettricità per caricare la batteria in una vettura ibrida. Altri possibili utilizzi futuri includono la cattura del calore disperso dagli impianti industriali e lo sfruttamento delle differenze di temperatura negli oceani per produrre elettricità. Il team di ricerca sta studiando anche una possibile commercializzazione di questa tecnologia.

“Questa ricerca è molto promettente perché presenta un metodo completamente nuovo per la conversione dell'energia che non è mai stato fatto prima”, ha dichiarato il professore in ingegneria aerospaziale e meccanica, Richard James, dell'Università del Minnesota, che ha guidato il team di ricerca. “È anche il più recente modo ecologico per creare energia elettrica in quanto utilizza il calore di scarto per produrre elettricità senza anidride carbonica.”

Per creare il materiale, il team di ricerca ha combinato elementi a livello atomico per creare una nuova lega multiferroica, Ni45-Co5-Mn40-Sn10. Questa lega multiferroica combina materiali inusuali per proprietà elastiche, magnetiche ed elettriche. La lega Ni45-Co5-Mn40-Sn10 raggiunge lo stato multiferroico subendo una trasformazione di fase in cui si verifica un passaggio di stato solido<->solido altamente reversibile. Durante questa trasformazione di fase la lega subisce cambiamenti nella sua proprietà magnetiche che vengono sfruttate nel dispositivo di conversione di energia.

Durante una piccola dimostrazione in un laboratorio dell'Università del Minnesota, il nuovo materiale creato dai ricercatori inizia come un materiale non magnetico, poi acquisisce proprietà magnetiche quando la temperatura si alza di una piccola quantità. Quando questo accade, il materiale assorbe calore e produce spontaneamente energia elettrica in una bobina entro cui è avvolto. Una parte di questa energia termica è persa in un processo chiamato isteresi. Una scoperta fondamentale del team di ricerca è il modo sistematico per minimizzare l'isteresi nelle trasformazioni di fase. Il team di ricerca è stato recentemente pubblicato nel primo numero della nuova rivista scientifica Materials Advanced Energy.

Ecco alcuni video sul nuovo materiale che assume proprietà magnetiche quando riscaldato: UMN Energy Conversion.

Oltre al professor James, gli altri membri del gruppo di ricerca includono: l'Università del Minnesota (facoltà di ingegneria aerospaziale e meccanica), i ricercatori post-dottorato Vijay Srivastava e Kanwal Bhatti e lo studente Yintao Song. Il team sta lavorando anche con il dipartimento di ingegneria chimica e scienza dei materiali dell'Università del Minnesota diretto dal professor Christopher Leighton per creare una sottile pellicola di materiale che potrebbe essere utilizzata, ad esempio, per convertire parte del calore di scarto dei computers in energia elettrica.

“Questa ricerca attraversa tutti i confini della scienza e dell'ingegneria,” ha detto James. “Si prevede che interesserà l'ingegneria, la fisica dei materiali, la chimica, la matematica e altro ancora. “È richiesto a tutti noi nel collegio dell'università di scienze e ingegneria di lavorare insieme per pensare in modo nuovo.”

I finanziamenti per la ricerca nella fase iniziale della lega multiferroica provenivano da una Multidisciplinary University Research Initiative (MURI) sovvenzionata da parte del US Office of Naval Research (che coinvolge altre università tra cui il California Institute of Technology, la Rutgers University, la University of Washington e la University of Maryland), e da sovvenzioni di ricerca da parte del US Air Force e della National Science Foundation. La ricerca è anche provvisoriamente finanziata da una sovvenzione presso la University of Minnesota – Iniziativa per le Energie Rinnovabili e l'Ambiente.

Articolo originale in inglese su ScienceDaily: Generating 'Green' Electricity: Waste Heat Converted to Electricity Using New Alloy