| Il pedagogista Sugata Mitra affronta uno dei principali problemi della scuola – gli insegnanti e le scuole migliori non si trovano dove ce ne è più bisogno.
In una serie di esperimenti sul campo da New Delhi al Sudafrica all'Italia, ha dato ai bambini l'accesso al web in autogestione ed ha osservato risultati che potrebbero rivoluzionare la nostra idea di insegnamento. Translated into Italian by Gaetana Ariu |
13:26 – 24/06/11 – Fusione Fredda: Atene Annuncia la Nascita di Hyperion…
Tutti gli articoli e la bibliografia sulla Fusione Fredda.
[Traduzione italiana a cura di Davide Suraci] – 23 Giugno 2011. Giovedì, nel corso di una conferenza stampa ad Atene, la società greca Defkalion Green Technologies ha annunciato i suoi futuri prodotti basati sull'E-Cat di Andrea Rossi – il dispositivo che produce calore probabilmente tramite una reazione nucleare di tipo attualmente sconosciuto.
Il prodotto della Defkalion si chiama Hyperion e sarà disponibile in due modelli principali – uno è un box di 55.9 x 45.7 x 35.6 cm e con una potenza termica compresa tra i 5 e 30 kilowatt, l'altra più grande, per impianti di riscaldamento, con una potenza tra 1,15 e 3,45 megawatt.
Essi possono essere combinati con diversi tipi di turbine o microturbine a unità CHP – Combined Heat and Power. Defkalion sostiene che la tecnologia può ridurre il prezzo attuale dell'energia elettrica del 90 per cento.
Come nelle precedenti prove del catalizzatore di energia la reazione è accesa e mantenuta in attività da una resistenza elettrica. Secondo Defkalion l'energia in uscita da Hyperion è da 6 a 30 volte maggiore dell'energia di ingresso.
Gli impianti più grandi sono costruiti in contenitori da 6 metri di lunghezza. Tutti i modelli sono sotto continuo monitoraggio da parte di Defkalion attraverso la connettività cellulare.
Sul nuovo sito dell'azienda c'è una comunicazione stampa in cui viene descritto un abbozzo di unità più piccole.
Uno o più reattori E-Cat sono collocati all'interno di un contenitore isolato termicamente e schermato. Il calore viene trasportato con il glicole, attraverso un circuito chiuso termicamente, all'esterno dei box schermati.
All'esterno del box vi è un serbatoio di idrogeno (L'E-Cat è costituito essenzialmente da un reattore riempito con polvere di nichel e un catalizzatore – coperto da segreto industriale – in pressione con idrogeno).
C'è anche una centralina elettronica e una pompa per il circuito di riscaldamento chiuso, e ragionevolmente anche uno scambiatore di calore per il trasporto del calore ad un circuito secondario aperto.
Un involucro esterno racchiude tutti i componenti.
Defkalion afferma che le autorità competenti sono in procinto di rilasciare i certificati necessari UE in materia di sicurezza dei prodotti.
Defkalion, come precedentemente annunciato, prevede l'inizio della produzione per l'inizio del 2012, mentre un impianto di riscaldamento pilota da 1 MW, costituito da unità più piccole collegate in serie e in parallelo, sarà inaugurato, come previsto, nel quarto trimestre del 2011.
Defkalion conferma che il primo stabilimento è in costruzione nella città di Xanthi, Grecia, con una superficie di 65.000 metri quadrati e una capacità di produzione massima di 300.000 unità all'anno, mentre un secondo stabilimento due volte più grande è previsto nella stessa città.
Le due fabbriche in primo luogo realizzeranno l'assemblaggio di componenti per i prodotti Hyperion, mentre un terzo impianto, di proprietà dalla Defkalion Praxen – società a controllo cipriota, produrrà i reattori con le sue parti segrete.
Defkalion, a sua volta, venderà i diritti per produrre i prodotti di Hyperion ad imprese di altri paesi e quindi riceverà una royalty fissa per ogni prodotto venduto. Tuttavia, i reattori saranno ancora prodotti in Grecia.
Defkalion ha comunicato che si aspetta un ampliamento delle opportunità disponibili per delle fonti di energia più pulita, più verde ed economica, senza acquisire monopolii in qualsiasi mercato.
L'azienda spera anche di contribuire a che la Grecia diventi autosufficiente energeticamente e quindi ad una ripresa del paese da un'economia disastrata.
Allo stesso tempo Defkalion sottolineato che l'83% dei depositi europei nichel si trovano in Grecia.
Alla conferenza stampa è stato anche rivelato che gli investitori, fino ad allora sconosciuti, in Defkalion hanno sede in Canada e hanno una origine greca. L'investimento necessario per soddisfare i mercati della Grecia e dei Balcani è stato quantificato in circa 200 milioni di euro da Alexandros Xanthoulis, rappresentante degli investitori.
Dopo la conferenza stampa, l'inventore Andrea Rossi ha anche confermato che un accordo sulla ricerca commissionata nel catalizzatore di energia, per un valore di euro 500.000, è stato finalmente firmato con l'Università di Bologna Mercoledì scorso, dopo diverse settimane di trattative.
L'accordo, che formalmente è realizzato con la società srl EFA con la moglie di Rossi, Maddalena Pascucci (principale titolare) avrà una durata di due anni.
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Articolo originale in: NyTeknik
12:32 – 20/06/11 – La Valutazione dei Docenti Italiani (Rapporto OCSE-TALIS)…
Scarica il Rapporto Ufficiale OCSE – TALIS (Versione integrale in lingua italiana.)
[Sintesi del documento] Le ricerche condotte dallOCSE – PISA sono note a tutti. I risultati di tali indagini sugli apprendimenti hanno spesso come effetto una grande diffusione e il successivo alternarsi di punti di vista, di prese di posizione, di proposte e contro-proposte.
LOCSE ha condotto anche la ricerca TALIS i cui risultati, ai fini dellanalisi comparativa dei diversi sistemi di istruzione, rivestono uguale importanza. Eppure ai risultati di questa indagine non si è voluto attribuire uguale rilievo. Anche il Miur, che ha aderito al progetto e partecipato alle spese, non ha ritenuto di dare ampia diffusione ai risultati della ricerca che è rimasta dunque ignota ai più.
TALIS è una ricerca che parte da un preciso punto di vista quello dei docenti: in che modo gli insegnanti percepiscono la propria professione? I risultati sono stati raccolti in un database, la Uil Scuola ha scelto di esaminarne alcuni.
OCSE TALIS
Teachers And Learning International Survey
Indagine internazionale sullinsegnamento e lapprendimento
Sintesi della ricerca
Lindagine Ocse Talis, rappresenta in primo tentativo di analizzare, parametrandole, le dichiarazioni dei docenti in relazione al lavoro svolto a scuola. Non unindagine su dati, quindi ma sullo status.
Quella che viene esaminata è la percezione che gli insegnanti hanno della loro professione.
Un approccio nuovo, per una indagine internazionale sullinsegnamento e lapprendimento condotta in 23 paesi del mondo, Italia inclusa, che ha messo in un data base le dichiarazioni di un campione significativo di insegnanti e presidi di scuola superiore di primo grado.
La prossima edizione della ricerca sarà nel 2013 e opererà anche sui dati dellindagine Pisa 2012 con i risultati degli studenti. Lufficio studi e ricerche della Uil scuola ne ha messo a confronto i dati.
Misurare la soddisfazione:
Gli italiani al primo posto.
Sono gli insegnanti italiani quelli più soddisfatti del lavoro svolto in classe. Il 95% dei docenti di scuola media dichiara, infatti, di essere appagato del proprio lavoro anche in relazione al clima disciplinare in aula e al rapporto con gli studenti. Nella classifica internazionale gli italiani registrano 6 punti percentuali in più rispetto alla media (89,6%) seguiti dai colleghi sloveni, belgi, messicani, bulgari e austriaci.
Ad essere i meno soddisfatti sono gli australiani (82,4%) e poi gli ungheresi, i turchi, i brasiliani e i portoghesi.
Misurare il tempo:
In Italia troppa burocrazia e più tempo per tenere lordine in classe.
I docenti italiani lamentano di dover utilizzare il 14% del tempo per mantenere lordine in classe.
Più alto della media dei 23 paesi è anche il tempo che è sottratto allinsegnamento per espletare troppi adempimenti burocratici (8,8%). Una situazione che accomuna gli insegnanti italiani a quelli spagnoli.
Sono gli insegnanti brasiliani a faticare di più per mantenere lordine (17,8% del tempo passato in classe).
In Estonia, Lituania e Polonia ci vuole invece meno tempo: il 9% circa.
Il maggior peso negli adempimenti burocratici tocca agli insegnanti messicani con un carico di pratiche pari al 16,5% del tempo, quasi il doppio rispetto alla grande maggioranza degli altri paesi.
Misurare lefficacia.
Sono i norvegesi a sentirsi più bravi. Italiani al secondo posto.
Lindagine TALIS ha interrogato i docenti sulla percezione che loro hanno dell efficacia personale in relazione allattività educativa con i propri studenti. Sotto la lente di ingrandimento sono state messe una serie di variabili relative al lavoro daula, non sotto il profilo delle materie insegnate, ma su quello relazionale.
I docenti sono stati invitati ad esprimersi sulla loro personale percezione che:
linsegnamento produce significativi cambiamenti nella vita dei propri studenti;
si riesce a far progredire anche gli studenti più difficili e non motivati;
si ha successo con gli studenti nella propria classe;
si riesce a mettersi in relazione con gli studenti;
si crea una piacevole atmosfera di apprendimento;
non si deve perdere molto tempo allinizio della lezione, per avere degli studenti tranquilli;
non si perde tempo a causa di studenti che interrompono la lezione.
Lanalisi comparata dei dati mostra che è appannaggio dei docenti norvegesi la più positiva percezione complessiva circa lefficacia del loro lavoro, al secondo posto gli italiani mentre, allestremo opposto, si situano i professori coreani e quelli spagnoli.
Misurare la crescita.
attività di sviluppo professionale: sono ancora in pochi a seguirle ma sono tante le giornate impegnate
Tra i temi affrontati nella ricerca cè anche quello della partecipazione ad attività di sviluppo professionale: si va dai corsi / seminari alle conferenze o seminari di formazione, dai programmi di qualificazione (ad esempio un corso di laurea) alle visite di osservazione in altre scuole, dalla partecipazione ad una rete di docenti alla ricerca individuale, fino alle esperienze di tutoraggio, osservazione ed esercitazione con colleghi, come parte di un sistema di formazione formale, alla lettura di testi professionali, al dialogo fra colleghi.
E stato quindi chiesto agli insegnanti se hanno partecipato a tali attività negli ultimi 18 mesi e per quanti giorni: il risultato è che, in tutti i Paesi, la partecipazione a questo genere di attività è piuttosto ampia.
LItalia si colloca sotto la media per numero di insegnanti coinvolti.
Per quanto attiene invece al numero medio delle giornate impegnate in tali attività, si va da un minimo di 5,6 giorni dellIrlanda ad un massimo di 34 giorni del Messico, attestandosi la media di tutti i Paesi a 15,3 giorni medi nel periodo dei 18 mesi considerati. I docenti italiani, al quarto posto, si situano abbondantemente al di sopra della media con 26,6 giornate medie.
I risultati mostrano quindi che è ancora basso, rispetto al dato medio, il numero di insegnanti coinvolti in attività di sviluppo professionale. La durata di queste attività, per chi le svolge, è invece ben al di sopra del dato medio degli altri paesi.
Misurare i bisogni.
Forte e al passo con i tempi in Italia la domanda di formazione in servizio.
Linchiesta TALIS non si limita a registrare le dichiarazioni dei docenti circa le attività ma domanda anche quale siano le loro necessità d aggiornamento.
Tra i settori nei quali gli insegnanti dichiarano di avere maggiore bisogno di aggiornamento ci sono linsegnamento a studenti con bisogni speciali di apprendimento (31,3%) e lo sviluppo di competenze nelle tecnologie dellinformazione e della comunicazione, TIC, (24,7%).
I docenti italiani esprimono una diffusa domanda di formazione, superiore di 10 punti alla media dei colleghi delle altre nazioni. Per loro rappresentano delle priorità: linsegnamento a studenti con bisogni speciali (35,3%), lesigenza di migliorare la pratica didattica (34,9%), laccrescimento delle competenze nel proprio ambito disciplinare (34%).
Misurare il lavoro.
Ancora pochi gli insegnanti coinvolti nei processi di valutazione.
Una parte dellindagine Talis è dedicata alla valutazione degli insegnanti. Ricerca condotta non in modo generico ma basata sulla richiesta di precise esperienze di valutazione, sia interna che esterna, che i docenti hanno avuto negli ultimi cinque anni.
Il 13,8% dei docenti dei 23 paesi esaminati dichiara di non aver ricevuto alcun tipo di valutazione.
Per gli italiani questa percentuale è del 20%. Sono gli spagnoli, i danesi, i portoghesi, gli austriaci e gli irlandesi i meno valutati. Coreani, ungheresi, slovacchi e turchi sono quasi tutti sottoposti a processi di valutazione.
Per quanto riguarda la valutazione interna quasi la metà degli insegnanti italiani è impegnata almeno una volta lanno nelle pratiche di autovalutazione della scuola, livello simile alla media degli altri paesi.
Per quanto attiene alla valutazione esterna oltre il 60% dei nostri insegnanti non è mai stato coinvolto (negli altri paesi il livello di quanti non hanno ricevuto mai una valutazione è mediamente intorno al 30%).
L11, 3% è stato coinvolto una volta, il 14,6% da due a quattro volte, il 12,3 % una volta allanno, solo l1% più di una volta allanno.
Misurare il merito
E un grazie il riconoscimento più diffuso in Italia. Niente soldi né bonus.
Un ulteriore aspetto di osservazione della ricerca riguarda le ricadute della valutazione sulla vita professionale dei docenti: variazioni di retribuzione, bonus economico o altra forma di premio economico, cambiamento nelle prospettive di carriera, riconoscimento pubblico del preside e / o dei loro colleghi, opportunità di aggiornamento, cambiamenti nelle responsabilità lavorative che rendono il lavoro piùattraente, acquisizione di un ruolo nelle iniziative di aggiornamento o formazione.
Lincremento della retribuzione è assolutamente marginale per la media dei Paesi: si verifica nel 9,1% dei casi, mentre in Italia è dichiarato nel 2% (probabilmente riferibile alla conferma in ruolo dopo il periodo di prova e alla conseguente ricostruzione di carriera). Gli altri Paesi dellEuropa occidentale, con leccezione della Norvegia, si situano su percentuali analoghe o addirittura minori.
Altri premi di natura economica o bonus sono mediamente attribuiti all11% dei docenti, mentre la gratificazione immateriale – per il pubblico riconoscimento del preside e dei colleghi che riguarda il 36,4% degli insegnanti dei paesi presi in considerazione sale al 46,4% nel caso dellItalia.
Altre forme di riscontro nel nostro paese sono: il coinvolgimento attivo nelle iniziative di aggiornamento e/o di formazione dei colleghi (38,3%, la media degli altri paesi è 29,6) e il cambiamento nelle responsabilità lavorative che rendono il lavoro piùattraente (27,1%, la media degli altri paesi è 26,7%).
Che cosa pensano gli insegnanti di ciò che accade dopo la valutazione sulla propria scuola? Lindagine si occupa anche di questo: il 70% dei professori italiani pensa che la valutazione porti ad azioni di aggiornamento o formazione affinché i docenti migliorino il proprio lavoro. Il 40% sostiene che nella scuola la revisione del lavoro dei docenti ha scarso impatto sul modo in cui i docenti insegnano in classe. Il 33% pensa che la valutazione venga fatta soprattutto per finalità amministrative. Poco meno di un terzo (28%) è convinto che il persistente scarso rendimento di un docente sarebbe tollerato dagli altri.
E questo il quadro di insieme tracciato dallinsieme delle opinioni degli insegnanti italiani rispetto ai processi di valutazione. Una serie di dati che fotografa ciò che succede realmente: spesso la gratificazione è rappresentata solo da un riconoscimento pubblico, da un elogio. A questo sono abituati gli insegnanti italiani. A riconoscimenti immateriali e pochi soldi. E questo vale non solo in relazione alla valutazione ma sembra per lItalia restare ancorato, connaturato alla funzione docente.
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17:11 – 16/06/11 – Fusione Fredda: il Video-Report di Giacomo Guidi…
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11:38 – 15/06/11 – Fusione Fredda: Conferme da Brian Ahern.
[Servizio speciale a cura di Davide Suraci] – Brian Ahern, esperto di scienza dei materiali presso il MIT di Boston e “Senior” da 17 anni presso i laboratori USAF di Hanscom – Air Force Base, ha replicato – in modo del tutto indipendente – una reazione nucleare a bassa energia e in nanoscala ottenendo 8 Watts.
Brian Ahern ha riprodotto il lavoro del fisico giapponese Y. Arata in un ordine di grandezza più manipolabile e quindi gestibile. Per la precisione, il processo è stato attivato utilizzando 10 grammi di nano-polveri dei seguenti elementi e nei rapporti: Zr (Zirconio) 66%; Nikel 21%; Cu (Rame) 13%, ha prodotto 8 Watts di potenza per quattro giorni ininterrottamente e senza radiazioni rilevabili oltre quella già presente nel fondo naturale. Lo Zirconio si trasforma in diossido di zirconio dopo la cottura.
Secondo le ultime indiscrezioni, Brian Ahern sta tentando anche di replicare il funzionamento dell'Energy Catalyzer di Rossi e Focardi migliorandolo ulteriormente per ottenere un aumento dell'efficienza del processo.
La comunità di studiosi delle LENR (Reazioni Nucleari a Bassa Energia) sembra sempre di più orientata (come, del resto hanno dimostrato Rossi e Focardi) a lavorare su livelli di nanoscala.
La descrizione delle fasi del processo LENR che hanno generato 5 Watts in due giorni. (Comunicazione originale di Brian Ahern al CMNS)
Riportiamo, a beneficio degli interessati (testo originale in inglese), la sequenza di un analogo esperimento di Brian Ahern in cui sono stati ottenuti 5 Watts in un paio di giorni.
The description of steps taken to get 5 watts for a few days (Message of Brian Ahern to CMNS).
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01:18 – 07/06/11 – La Formazione Italiana del Gruppo di Ricerca sull'E-Cat!
Formazione del gruppo di ricerca del dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna:
- Ennio Bonetti – professore associato confermato di fisica della materia.
- Enrico Campari – professore associato confermato di fisica sperimentale.
- Loris Ferrari – professore associato confermato di fisica della materia.
- Giuseppe Levi – ricercatore confermato di fisica fisica nucleare e subnucleare.
- Mauro Villa – professore associato confermato di fisica sperimentale.
Questa è la composizione base del gruppo, che chiaramente si allargherà in seguito. (Fonte: 22passi.blogspot.com)
Articolo pubblicato da Loris Ferrari su SocialNews :
Fusione fredda: un'energia da matti!
(pubblicato su SocialNews di Maggio 2011 – link)
L'atteggiamento dello Scienziato non dovrebbe mai essere quello di negare a priori un Evento. Dovrebbe, piuttosto, essere quello di dichiarare, eventualmente, che non possiede, allo stato attuale, una spiegazione scientifica. La Scienza, insomma, è fatta meno per negare, che per affermare.
Nel ventennio successivo, i canali di informazione dei Matti hanno più volte riportato di anomale emissioni di energia, in condizioni diverse e difficilmente controllabili, con gradi diversi di attendibilità. Unico fattore comune a quasi tutte queste anomalie era il fatto che si verificavano in metalli idrogenati o deuterati: Palladio e Nichel, ad esempio. Questi metalli funzionano da spugne di Idrogeno (o Deuterio): lo catturano nella gabbia formata dai loro nuclei e ne assorbono l'unico elettrone fra quelli che formano i legami strutturali del metallo stesso (tecnicamente, elettroni di valenza).
A favore dei Sani, giocava fino a ieri il fatto che queste emissioni erano spesso elusive, di difficile ripetibilità, molto intense, magari, ma sostanzialmente imprevedibili. Quindi, difficilmente catalogabili come Fatti.
I Fatti vanno distinti dagli Eventi: i primi sono ripetibili e controllabili, i secondi avvengono e basta. Da Galileo in poi, lo Scienziato si occupa dei primi ed esita a parlare dei secondi. Nel corso della storia, però, molti Eventi sono stati ricondotti alla categoria dei Fatti: i fulmini, le meteore, le comete, le eruzioni vulcaniche, i terremoti. Persino la manna biblica (pare). Proprio per questo, l'atteggiamento dello Scienziato non dovrebbe mai essere quello di negare a priori un Evento.
Dovrebbe, piuttosto, essere quello di dichiarare, eventualmente, che esso non possiede, allo stato attuale, una spiegazione scientifica. La Scienza, insomma, è fatta meno per negare che per affermare.
Oggi, la situazione appare radicalmente mutata. Studi condotti da Sergio Focardi (Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna), prima in collaborazione con Francesco Piantelli (Università di Siena), poi proseguiti da solo, hanno reso possibile un'emissione di energia da Nichel idrogenato, moderata, ma tale da non potersi spiegare in semplici termini chimici. Di recente, poi, un'apparecchiatura inventata e brevettata da Andrea Rossi, sempre basata sul Nichel idrogenato, ha permesso di produrre una potenza termica molto maggiore, variabile da 25 a 40 Kwatt, a fronte di un'immissione di potenza elettrica nell'ordine di centinaia di watt.
Per intenderci: dalla potenza necessaria a tenere accese alcune lampadine ad incandescenza, si ottiene quella assorbita da 10 o 20 lavatrici. La durata delle emissioni supera certamente la decina di ore, né si è ancora rilevata traccia di esaurimento. L'effetto è riproducibile e controllabile.
Stabilito con precisione come avviene il fenomeno (ecco l'importanza della ripetibilità e della controllabilità), si confida che, prima o poi, emergerà anche il perché. Posto che lo si accerti, ciò che rende affascinante l'effetto è che non esistono, a tutt'oggi, spiegazioni convincenti: qual è il combustibile che produce l'eccesso di energia? In quanto tempo verrà consumato? C'entra davvero l'energia nucleare? Questa è la curiosità dello Scienziato, la prima e migliore molla possibile verso una ricerca seria. Poi c'è la possibilità di un enorme impatto economico-ambientale. Cosa chiedere di più? Per una volta, mi sembra davvero il caso di dare ascolto ai Matti.
Professore Associato di Fisica della Materia
Università di Bologna Alma Mater Studiorum
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Fonte: http://dibattiti.wordpress.com
19:20 – 04/06/11 – Giornalisti, Presidenti e Cantanti: I Re degli Ignoranti..
[Editoriale di Davide Suraci] – A proposito del dibattito sul referendum pro-contro nucleare svoltosi durante la trasmissione “Anno Zero” del 02/06/11 vorrei sottolineare alcuni interventi (in Italia li chiamano dibattiti) che dimostrerebbero l’inesistenza, nel BelPaese, di una consapevolezza del problema.
– Chicco Testa (presidente del Forum Italiano sul Nucleare): “LUI” sostiene la scelta nucleare anche col fatto che LUI è un produttore di energie alternative (pannelli solari)…In realtà le alternative, col suo sragionamento potrebbero non bastare e quindi quella del nucleare sarebbe una scelta obbligata…
– Obiezione: il Testa di Chicco sa benissimo che le industrie energetiche italiane si finanziano proprio con la bolletta-truffa che l’ENEL è riuscita a realizzare (grazie all’ignoranza degli italiani) per finanziare ufficialmente le energie alternative ma, di fatto, per sovvenzionare proprio il nucleare che, come tutte le grosse imprese, ha un ritorno finanziario immediato per pochi speculatori e un costo sociale enormemente superiore ai benefici, già in partenza, da presentare alle successive generazioni (oltre alle bollette energetiche sempre più care)…
– Celentano Adriano, con i suoi silenzi che dovrebbero far presagire qualcosa di intelligente e di saggio, ci rende edotti che bisognerebbe inventare le tegole solari se non fosse per il fatto che questi oggetti già esistono da diversi anni…
– Obiezione: un rappresentante-cantante, anche ignorante per la sua manifesta arretratezza cognitiva, avrebbero potuto almeno risparmiarcelo..
È stata poi la volta delle giovani generazioni politiche del PDL che sembravano piuttosto le de-generazioni dei loro genitori attuali (se questi sono i loro figli, tanto vale tenerci i loro padri..).
Non si sono viste né ascoltate persone altamente competenti in materia di dis-economicità e pericolosità della filiera nucleare;
– Inettitudine dei giornalisti e/o loro asservimento alle lobbies dell’energia? – Nessuno ha fatto cenno alle numerose scoperte scientifiche che non sono più allo stato di sperimentazione (vedi Energy Catalyzer di Rossi e Focardi) e alle potenzialità della fisica delle reazioni nucleari a bassa energia..
*L’abbaglio della globalizzazione, molto presto, si trasformerà in un ritorno al passato a causa dell’annientamento delle economie locali;
*L’energia del futuro dovrà essere prodotta e consumata sul posto (e le tecnologie ci sono);
*Dovremo re-imparare a conservare e ad utilizzare saggiamente il terreno, l’acqua, l’aria e a rispettare tutte le forme di vita anche in vista dell’inizio delle operazioni di salvataggio dell’ambiente in cui viviamo;
*Dovremo apprendere a riciclare tutta la materia e l’energia che ogni 15 secondi abbandoniamo nell’ambiente (in questo senso bisognerà riformare le scuole, gli insegnanti, gli allievi, le famiglie, le personi comuni).
*Senza queste premesse non potrà esserci uno sviluppo equo e solidale per tutti ma solo sfruttamento e dipendenza da un piccolo branco di delinquenti incravattati..
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Studi del Governo Federale Tedesco sulla Epidemiologia delle Leucemie Infantili.
PresaDiretta Nucleare – 19/09/2010 – Le centrali nucleari sono sicure per la salute di quelli che ci vivono attorno? Che fine fanno le centinaia di tonnellate di scorie radioattive prodotte? In questo interessante documentario la cronologia degli eventi e i fatti epidemiologici da radiazioni nucleari in corso in Germania e nel Regno Unito.
