19:26 – 15/05/11 – RAINews24 Video: Nuova Inchiesta sulla Fusione Fredda…

Tutti gli articoli e la bibliografia sulla Fusione Fredda.

L'Inchiesta di RAINews24 sulla fusione fredda trasmessa oggi, 15 Maggio 2011.

Quali prospettive energetiche dopo la scoperta Rossi-Focardi? Ne discutono lo stesso professore Sergio Focardi, il professore di Fisica Francesco Celani, Stefano Borrini della società italiana brevetti insieme ai giornalisti e curatori del blog “Petrolio”, Pietro Cambi e Debora Billi e al giornalista di Rainews Angelo Saso che sull’argomento ha realizzato un’inchiesta.

Conduce Maurizio Torrealta.

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17:05 – 08/05/11 – Interviste di Melis all'Ing. Andrea Rossi sull'Energy Catalyzer.

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Prima Parte Radio 24 – puntata di Mister Kilowatt del 04/05/11.[audio:http://www.territorioscuola.com/download/fusione-fredda/0002-110504-mrkilowatt.mp3]
Per ascoltare la prima parte clicca sul player.

Seconda parte dell'intervista di Maurizio Melis all'Ing. Andrea Rossi. Trasmessa su Radio24 – puntata di Mister Kilowatt del 05/05/11.
N.B.: per ascoltare l'audio del testo sotto trascritto, clicca sul player sottostante.
[audio:http://www.territorioscuola.com/download/fusione-fredda/110505-mrkilowatt.mp3]

Buonasera da Maurizio Melis. Questa sera proseguiremo con l'intervista ad Andrea Rossi, l'inventore di questa controversa tecnologia, l'E-Catalyzer, una sorta di caldaia il cui principio di funzionamento sarebbe riconducibile a delle reazioni nucleari a bassa energia, ovvero la cosiddetta fusione fredda, cosa che è stata confermata almeno da tre fisici di valore che hanno potuto esaminare da vicino l'apparato, sebbene essi stessi per primi non siano in grado di spiegare esattamente il funzionamento del dispositivo. Nell'intervista di ieri abbiamo capito che l'energia così prodotta costerebbe un centesimo [di euro] per kWh, cioè circa un quinto del costo delle fonti tradizionali, e che saremmo vicini alla commercializzazione dell'apparato.

Proseguiamo quindi a questo punto con l'intervista, dando per cominciare il bentornato a Rossi. Rossi, buonasera.

Buonasera, buonasera a tutti voi.

Senta, Lei ha lavorato da solo o c'è un team alla base di tutto questo lavoro?


C'è un team, c'è un team di specialisti.

Quante persone più o meno?


Beh, che ci abbiano lavorato, direi una ventina di persone.

…che sono a conoscenza anche abbastanza dei dettagli della cosa, insomma?


Sì, salvo la parte interna vera e propria del reattore, sulla qualche per il momento… almeno fino a quando non verrà concesso il brevetto, perché noi siamo in una fase di Patent Pending. Allora: se avremo la protezione brevettuale potremo anche dischiudere il segreto industriale. Se non viene garantita la protezione brevettuale, dovremo mantenere il segreto.

Ecco, senta: a questo proposito c'è chi sostiene che la domanda di brevetto sia un po' troppo generica, un po' troppo ampia, cioè che Lei voglia più brevettare la reazione nucleare che non il dispositivo. Lei cosa risponde?


Mah, guardi: la legge sui brevetti è estremamente complessa. Diciamo che i nostri avvocati brevettuali hanno ritenuto di trovare una formula che, nel rispetto delle leggi vigenti in materia brevettuale, ci consenta la massima copertura possibile per quanto riguarda i principi base, mantenendo la possibilità di far rimanere segreto industriale alcuni fondamentali particolari.

A che punto è quindi la procedura di registrazione? Si vede la luce?


La domanda di brevetto è del Giugno o Luglio del 2008. Quindi, adesso a Giugno, Luglio saranno tre anni. Quando si brevetta qualcosa di complesso, posso assicurarle che i tempi di brevettazione, e lo sanno tutti gli esperti del settore, vanno dai tre ai sei anni.

Senta, sono in molti i ricercatori soprattutto a sostenere che se Lei volesse ottenere un avvallo definitivo da parte della comunità scientifica dovrebbe fare un test di lunga durata in campo neutro, cioè fuori dai suoi laboratori. Per esempio dando l'apparecchio, senza permettere di aprirlo, ad un laboratorio universitario. Lei non sente l'esigenza di eliminare questo alone di dubbio, che comunque rimane, comprensibilmente, su questa tecnologia?


Questa operazione verrà sicuramente fatta dall'Università di Bologna e dall'Università di Uppsala in Svezia.

Questo però dopo l'impianto da 1 MW o prima?


Questo dipende da come riesco ad organizzare io il mio tempo. Quindi, sicuramente entro l'anno. Come poi riuscirò a organizzarmi in modo da fare bene tutto, perché qua bisogna fare bene tutto, in quanto se si inciampa la caduta è brutta.

Lei è in trattativa con delle società in qualche modo. Le chiedo anche se ci sono delle società italiane coinvolte.



No. Guardi, in Italia noi sicuramente manterremo la ricerca, la ricerca e sviluppo in collaborazione con l'Università di Bologna. Per quanto riguarda la produzione e l'installazione, almeno per i primi anni lo sviluppo inizierà in Grecia e negli Stati Uniti d'America.



Ecco, in Grecia, dove verrà costruita tra l'altro questa centrale da 1 MW. Come nasce questo rapporto con la Grecia?

Nasce dal fatto che un ex professore di fisica nucleare dell'Università di Bologna, Christos Stremmenos, ha saputo di questa cosa, se ne è appassionato, è venuto con altri esperti e hanno fatto dei test. A quel punto lui ha convinto un gruppo industriale finanziario greco a fare questa operazione.

D'accordo. La commercializzazione della tecnologia, Lei quando prevede…?


A Novembre.

Quindi sui brevetti, pensate che per Novembre sarà chiusa la vicenda, immagino?


Mah, vede: no, perché il brevetto rimane Patent Pending, con tutti i diritti di un Patent Pending, ma noi con la commercializzazione partiamo indipendentemente perché non possiamo aspettare, altrimenti rischiamo di non partire mai. Quindi noi partiamo e Lei giustamente dice: ma uno allora se lo compra, se lo apre e te lo copia, sì però lo fa a suo rischio e pericolo, perché se poi il brevetto viene concesso, glielo facciamo sequestrare.

Dunque Rossi, non posso fare a meno di fare una domanda sulla vicenda della Petroldragon, l'azienda da Lei creata alcuni anni fa sulla base di un brevetto che serviva a trasformare i rifiuti in combustibile. Diciamo per semplificare in petrolio, poi Lei se vuole aggiunga tutti i dettagli che ritiene. A un certo punto però Lei è stato accusato di non sapere come smaltire, o di aver smaltito, diciamo, in modo irregolare una notevole quantità di rifiuti. Ci sono stati dei processi, si sono anche conclusi questi processi. Ci sono state molte assoluzioni ma c'è stata anche qualche condanna. Le chiedo se Lei vuole, insomma, dire qualcosa su questa vicenda.


è stata un'esperienza tremenda. Ho commesso degli errori, li ho pagati. Comunque siccome la domanda che Lei giustamente… è inevitabile che in Italia la lingua vada a battere…

Sì, soprattutto in Italia è impossibile non farla.


…allora abbiamo fatto un sito apposta che è www.ingandrearossi.com, dove abbiamo messo tutti gli articoli contro, tutte le disamine… voglio dire, in quel lavoro c'era molto di buono, però c'erano anche molti errori. Ho fatto molte fesserie, le ho pagate carissime, molto probabilmente la cosa avrebbe potuto essere gestita in un altro modo, in modo da salvare… insomma: lì è stato un po' buttato via il bambino assieme all'acqua sporca.

La tecnologia intende?


La tecnologia, i posti… e soprattutto i posti di lavoro.

Che fine ha fatto la tecnologia per estrarre combustibili dai rifiuti?


Non lo so… ma, guardi: mi risulta che sia stata ripresa in altre parti del mondo e funzioni, però non me ne occupo nel modo più assoluto.

Grazie, grazie Andrea Rossi e grazie di avere accettato questa intervista.


Grazie a voi.

Beh, una considerazione prima di lasciarci: siamo davanti una vicenda molto intricata, difficile da inquadrare dal punto di vista scientifico e resa indubbiamente ancora più scivolosa dal passato di Rossi. Tuttavia le conferme di alcuni fisici, alcuni dei quali di valore internazionale e del tutto estranei alla vicenda non possono pesare meno delle ombre sul passato di Rossi, ecco: perché io ritengo che fosse giusto parlare di questa vicenda che invece ha trovato pochissimo spazio sui media. Ora non resta che aspettare Ottobre e tenere gli occhi puntati sulla Grecia per vedere come poi realmente andrà a finire.

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13:19 – 05/05/11 – 170 Moduli Energy Catalyzer già pronti per l'installazione…

Courtesy TerritorioScuola

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[Traduzione e adattamento in lingua italiana a cura di Davide Suraci].

5 Maggio 2011 – Oggi abbiamo appreso da Andrea Rossi che 170 dei 300 moduli Energy Catalyzer necessari per l'impianto di 1MW in Grecia sono già stati realizzati.

Rossi è un instancabile lavoratore da 18 ore al giorno, alzandosi alle 5 del mattino, seguendo costantemente le attività della sua fabbrica per contribuire a realizzare i moduli E-Cat con cui si inaugurerà l'apertura del primo impianto a fusione, o “Catalyzer Farm”.

L'impianto, che verrà aperto nel mese di ottobre di quest'anno, sarà composto da 300 moduli E-Cat collegati tra loro. L'obiettivo è semplice: “produrre calore”.

Il 3 Maggio la tecnologia di Rossi è stata descritta da un servizio di RAI News24. Purtroppo non è accessibile a chiunque non conosca l'italiano. Tuttavia, ha fatto diffondere una maggiore consapevolezza (almeno in Italia) che siamo di fronte ad una nuova fonte di energia primaria.

In un'altra intrigante sessione di domande e risposte sul suo sito web, a Rossi è stato chiesto: “Hai mai osservato l'interno della camera di reazione, attraverso una qualche finestra, quando è operativo? Se c'è un movimento di elettroni nel nichel, a seconda della quantità spostata, ci dovrebbero essere dei salti di energia che produrranno un'area illuminata da fotoni visibili. L'area in cui si trova il nichel dovrebbe essere illuminata”.

Rossi ha dato una risposta molto interessante: “Sì, ho le informazioni su quello che ho visto e sono riservate..”

Nel frattempo, i media battono il record del silenzio sulla storia Rossi – che è probabilmente la più grande storia dell'esistenza umana. Anziché della notizia, convenientemente dimenticata, che siamo alla vigilia di una rivoluzione energetica che interesserà ogni donna, uomo e bambino, veniamo informati in diretta dalla CNN della seconda morte di Osama Bin Laden. La prima morte avvenne nel 2002 per insufficienza renale, la seconda sembra dovuta alle conseguenze dell'essere stato scongelato.

Articolo originale in inglese: 170 E-Cat Fusion Modules Now Ready For Installation(Thursday, May 5, 2011) – Free Energy Truth.

23:45 – 03/05/11 – La Magia del Signor Rossi…

Storia dell'invenzione che promette di cambiare il mondo – Inchiesta di Angelo Saso. Fonte: RAINEWS24.

In Grecia c'è chi è disposto a scommetterci 200 milioni di euro, negli Stati Uniti sarebbe già iniziata la produzione industriale, a novembre potrebbe già essere sul mercato. L'Energy Catalyzer, inventato dall'italiano Andrea Rossi, è ancora un prototipo misterioso ma promette una rivoluzione nel nostro modo di produrre energia.

L'E-Cat nessuno sa spiegare come funzioni, ma sembra trasformare pochi grammi di nickel, un po' d'idrogeno e un ingrediente segreto in abbondanti kilowattora. Rossi attende ancora il rilascio di un brevetto, ma test positivi e testimoni esperti sembrano confermare che Deve trattarsi di un processo di tipo nucleare.

E poi, come dice a Rainews il Presidente del Comitato energia della Reale Accademia di Svezia, Sven Kullander: Se davvero funziona vale il Nobel. Una bufala? Un'allucinazione collettiva? Oppure un'innovazione radicale? L'inviato di Rainews Angelo Saso ha raccolto le voci dei protagonisti e degli esperti per svelare i retroscena di questa invenzione che promette di cambiare il mondo.

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22:01 – 23/04/11 – La Foglia Artificiale del MIT è 10 Volte più Efficiente di quella vera…

Foglia di Tiglio (fonte: Wikipedia)
Foglia di Tiglio (fonte: Wikipedia)
La foglia artificiale del MIT è dieci volte più efficiente di quella vera.

[Traduzione e adattamento in lingua italiana a cura di Davide Suraci] – Parlando al Meeting Nazionale della American Chemical Society in California, Daniel Nocera, professore del MIT, afferma di aver creato una foglia artificiale, realizzata con materiali stabili e poco costosi, che imita il processo fotosintetico naturale.

Il dispositivo è una cella solare avanzata, non più grande di una carta da gioco, che viene lasciata galleggiare in una vaschetta d'acqua. Poi, proprio come una foglia naturale, utilizza la luce solare per scindere l'acqua nelle sue due componenti principali, ossigeno e idrogeno, che sono immagazzinati in una cella a combustibile da utilizzare per la produzione di elettricità.

La foglia di Nocera è stabile – continuativamente per almeno 45 ore senza una diminuzione di attività nelle prove preliminari – e realizzata con materiali ampiamente disponibili e poco costosi – come il silicio, componenti elettronici e catalizzatori chimici. È anche potente: almeno dieci volte più efficiente di una foglia naturale nel realizzare la fotosintesi.

Con un solo gallone (litri 3,78) di acqua, sostiene Nocera, il chip potrebbe produrre abbastanza elettricità per alimentare una casa in un paese in via di sviluppo per un giorno intero. Fornire ogni casa del pianeta di una foglia artificiale significhebbe soddisfare il nostro bisogno di 14 terrawatt con un solo gallone di acqua al giorno.

Tali affermazioni sono impressionanti, ma non sono solo una terra promessa, un pensiero concettuale. Nocera ha già firmato un contratto con una società per commercializzare la sua idea rivoluzionaria. Il colosso indiano Tata Group ha stretto un accordo con il professore del MIT per costruire una piccola centrale elettrica, le dimensioni di un frigorifero, in circa un anno e mezzo.

Questa non è naturalmente la prima foglia artificiale in assoluto. Il concetto di emulazione della natura nel processo di generazione di energia è stato studiato per decenni e molti scienziati hanno cercato di creare delle foglie artificiali nel frattempo. La prima, realizzata più di dieci anni fa da John Turner del National Renewable Energy Laboratory, è stata efficiente nell'emulare la fotosintesi ma è stata costruita con materiali rari e estremamente costosi. È stata anche molto instabile e aveva una durata di vita di appena un giorno.

Per adesso, Nocera sta orientando le sue prospettive verso i paesi in via di sviluppo.

“Il nostro obiettivo è di fornire ogni casa di una propria centrale elettrica”, ha detto. “Possiamo immaginare che entro breve termine i villaggi in India e in Africa, potranno accedere all'acquisto di un conveniente sistema di alimentazione di base basato su questa tecnologia”.

Articolo originale di Mark Brown su Wired: MIT’s artificial leaf is ten times more efficient than the real thing.

12:44 – 23/04/11 – Energy Catalyzer Rossi: mentre Roma si ferma Uppsala raccoglie il 'Testimone'

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Le prestigiose Università Svedesi di Uppsala e di Stoccolma si apprestano a verificare e a validare l'Energy Catalyzer di Rossi e Focardi, mentre dall' Italia continua ancora l'emigrazione di cervelli..

Da un'intervista all'Ing. Andrea Rossi – Rossi: “We will give to the University of Uppsala and to the University of Stockholm our devices to allow them to use the same devices 24 hours per day, to get data regarding the energy production. We trust them, and we know they are really neutral, without binds with competitors of any kind. I personally know them and I have in them total trust.”

Rossi: “Daremo all'Università di Uppsala e all'Università di Stoccolma i nostri dispositivi per consentire loro di utilizzare gli stessi per 24 ore al giorno, per ottenere i dati riguardanti la produzione di energia. Abbiamo fiducia in loro e sappiamo che sono realmente neutri, senza relazioni con concorrenti di qualsiasi tipo. Personalmente li conosco ed ho in loro totale fiducia “.

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00:46 – 10/04/11 – Sergio Focardi: Parla il Padre della Fusione Fredda (Ni-H)

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[Fonte: Città del Capo – Radio Metropolitana] – Il professor Sergio Focardi racconta ai microfoni di Città del Capo – Radio Metropolitana la storia della fusione fredda: dai fallimentari esperimenti di Fleischmann e Pons alle sue intuizioni utilizzando Nickel e Idrogeno. La diffidenza della scienza ufficiale e infine, tre anni fa, l'incontro con l'ing. Rossi e la creazione del prototipo: l'Energy Catalyzer che, secondo Focardi, produce fino a 200 volte l'energia immessa e che sta per essere prodotto in serie.

Focardi 1 – La Storia.

Nella prima parte dell'intervista Focardi ci racconta la storia dei suoi studi e sperimentazioni: dai fallimenti di Fleischmann e Pons col deuterio e il palladio alle sue intuizioni assieme al fisico Piantelli utilizzando Nickel e Idrogeno. Poi lo scetticismo dei suoi colleghi scienziati e una sorta di ostracismo che dura fin quasi ai giorni nostri. L'incontro con l'ingegner Rossi tre anni fa ridà slancio ai progetti che portano poi alla realizzazione del prototipo di reattore presentato il 14 gennaio scorso.

Focardi 2 – La Tecnica.

Nella seconda parte Focardi si addentra in dettagli tecnici e scientifici sulla natura del processo di fusione fredda (Ni-H), raccontando con chiarezza divulgativa (anche ai profani) quello che avviene nel processo di fusione fredda dentro il catalyzer: sono le ipotesi del fisico su come fanno i protoni a penetrare nel nucleo di Nickel (producendo rame).

Focardi 3 – Le Conferme.

Nell'ultimo spezzone di intervista Focardi ha confermato l'interesse di alcuni scienziati Svedesi al procedimento: la loro presenza a Bologna la settimana scorsa quando è stata replicata (davanti a un pubblico di esperti) la dimostrazione del 14 gennaio scorso: anche per i fisici svedesi Kullander e Hessén si tratta di una reazione nucleare (un report molto preciso lo trovate qui). Infine Focardi parla dell'applicazione pratica della loro invenzione: da quelli privati a uso elettrico o di riscaldamento, fino alla centrale in costruzione in Grecia. Per concludere alcune curiosità: sullo speciale composto brevettato da Rossi (il componente segreto…) e su come evitare dispersione di raggi gamma in caso di rottura del Catalyzer.