09:13 – 19/09/10 – Perché non Destinare i Soldi Sequestrati alla Mafia alla Scuola Pubblica?

Sul sito del Ministero dell’Interno (LINK) si legge che in tema di sequestro di beni alla mafia, il Ministro Maroni vuole ripianare i tagli alle Forze dell’ordine con le somme del Fondo unico di giustizia sostenendo che «Spero che entro la fine dell’anno le risorse possano arrivare a 2 miliardi e mezzo»

In sostanza l’obiettivo è di arrivare a 2 miliardi e mezzo entro la fine del 2010 per ripianare, con i soldi in contanti sequestrati alla mafia e alle altre organizzazioni criminali e custoditi nel Fondo Unico di giustizia, i tagli subiti dal ministero dell’Interno.

Questo è l’obiettivo dichiarato dal ministro dell’Interno Roberto Maroni che ha risposto ad una interpellanza urgente alla Camera dei deputati presentata dai deputati Lo Presti e Bocchino.

«Nel Fondo – ha dichiarato Maroni – confluiscono le somme e i titoli che vengono sequestrati nel corso delle operazioni contro la criminalità organizzata. Al primo settembre di quest’anno risultano intestate al Fondo risorse per un valore di 2 miliardi e 200 milioni di euro. Soldi che sono stati recuperati e che possono essere immediatamente riutilizzati. Quanto ai titoli sequestrati, la legge di recente approvata in Parlamento, ci permette di venderli» e di monetizzare il ricavato.

«La legge – ha spiegato Maroni – prevede anche le procedure di assegnazione di questo tesoro. Confido che, grazie a questo provvedimento, sia possibile ripianare le riduzioni di bilancio che sono state fatte anche al ministero dell’Interno. Sono risorse straordinarie che noi abbiamo tolto alla mafia. Spero che entro la fine dell’anno – ha concluso il ministro – queste risorse possano arrivare a 2 miliardi e mezzo in modo da compensare le riduzioni e aumentare la disponibilità dei finanziamenti da mettere a disposizione delle Forze dell’ordine».

Maroni ha ricordato che :
«in due anni e quattro mesi di vita del governo – ha riferito il titolare del Viminale – il valore complessivo dei sequestri supera i 13 miliardi di euro, due volte e mezzo in più rispetto al periodo precedente. Le confische dei beni sono aumentate, raggiungendo un valore di 3 miliardi circa».

Come è noto il mondo della Scuola è stato oggetto di rilevanti tagli che hanno comportato lo stato di disoccupazione per tantissimi docenti c.d.precari, che hanno comportato condizioni di disagio strutturale nelle scuole, che hanno comportato in sostanza una grande agonia per l’intero settore dell’Istruzione Pubblica Italiana.

I Governi siano essi di destra o sinistra, quando si tratta di combattere contro lo Stato nello Stato ovvero la mafia, tendono sempre a parlare di numeri, cifre, di sequestri di beni, di latitanti arrestati ecc. Si parla sempre delle carenze organiche e strutturali che caratterizzano le forze dell’ordine nonchè la magistratura impegnata a contrastare a livello repressivo la mafia.

Ma si parla sempre di repressione legalitaria.

Come sarà noto ai più, la mafia, sia essa quella calabrese, siciliana, pugliese, campana ecc, che è ben radicata nel nord italia da anni, è prima di ogni cosa un fenomeno culturale.

La mafia avanza.

La mafia governa le paure.

Quale miglior modo per contrastare la mafia se non investendo nella Scuola Pubblica Italiana?

I soldi ci sono, dice con orgoglio il Ministro Maroni..

Allora cari governanti, perchè non intervenire e destinare una buona parte di quelle enormi cifre sequestrate alla mafia al mondo dell’Istruzione? Quanti posti di lavoro salveremmo? Quanti edifici scolastici potrebbero essere, finalmente, strutturati a norma di legge? Quante carenze organiche, strutturali e qualitative potrebbero essere colmate con una sola minima parte di quei miliardi di euro sequestrati alla mafia? Investire nella scuola pubblica è l’unico modo per contrastare veramente la mafia. Investire nel personale docente, investire nelle strutture, investire per una scuola che riesca ad intervenire in situazioni di disagio sociale senza alcun timore, investire nella scuola per l’educazione ad altro senso di Stato e civiltà e forma mentis, è necessario, si deve.

Spero che questa riflessione non cada nel vuoto.

Fonte: GuastallaLiberata.

13:56 – 14/05/10 – L'Usura: Quando il Credito è Nero…(Indagine EURISPES)

(Sintesi elettronica a cura di TerritorioScuola Server)

L'usura è un fenomeno complesso, che riguarda la società, le sue istituzioni, il sistema economico, caratterizzato inoltre da un'ambiguità tipica di molte attività illegali o al limite della legalità che riguardano l'economia; essa è stata, infatti, definita come un atto di violenza criminale vestito con uno schema negoziale di diritto bancario o commerciale. La sua stessa natura è quindi all'origine delle difficoltà che si incontrano, dal punto di vista legislativo e giudiziario, nel darne una definizione corretta e contemporaneamente utile ed efficace ai fini probatori. L'ambiguità e la natura criminale del fenomeno sono del pari all'origine delle difficoltà che si incontrano nel fornire un'analisi quantitativa ed una misura attendibile dell'usura intesa come attività economica seppure illegale.

Le dimensioni del mercato dell'usura, l'ampiezza della domanda e dell'offerta in termini monetari e di numero di persone coinvolte, sono solo parzialmente rilevabili sulla base delle denunce e degli arresti che vengono effettuati. Se inoltre si tiene conto che, molto spesso, l'usura è un'attività controllata più o meno direttamente da organizzazioni di tipo mafioso o comunque da organizzazioni criminali, che possiedono un controllo capillare del territorio e che quindi sono in grado di esercitare una efficace azione dissuasiva nei confronti delle vittime che volessero denunciare l'usura subita alle Autorità, appare evidente che i dati ottenibili sulla base delle denunce sono solamente la punta di un iceberg, e soprattutto sono condizionati dalla realtà e dal contesto ambientale e sociale da cui provengono.

In altri termini è molto probabile che a parità di altre condizioni una regione in cui l'usura è molto diffusa, ma esercitata da grandi organizzazioni criminali, faccia registrare un minor numero di denunce di una regione in cui l'usura è meno diffusa, ma sia esercitata principalmente da microusurai.

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