11:59 – 21/07/09 – Coord. Precari Scuola vs Aprea/PD: Chiediamo un Tavolo Tecnico…

Ecco cosa rispondono Aprea e opposizione (?)…

Report incontro delegazione Coordinamento Precari Scuola con VII Commissione Cultura a Montecitorio in data 15/07/2009.(In corsivo il commento della delegazione C.P.S.)

Come stanno giocando il governo e il PD contro il Coordinamento Precari Scuola...
Come stanno giocando il governo e il PD contro il Coordinamento Precari Scuola...
La delegazione del Coordinamento Precari Scuola (C.P.S.) – formata da otto portavoce, scelti su base della provenienza geografica, di tutti i coordinamenti di precari promotori del sit-in davanti Montecitorio del 15 luglio – ha incontrato, mentre l’iniziativa di protesta era i corso, i rappresentanti della VII Commissione Cultura, nelle persone della Presidente On. Valentina Aprea, e di quattro esponenti del PD, Coscia, LaTorre, Ghizzoni, Siragusa.

La delegazione ha portato a conoscenza della Presidente i tre punti programmatici del sit-in di protesta, indetto dal Coordinamento Precari Scuola, organismo nazionale auto-organizzato dei precari della scuola, autonomo da partiti e sindacati:

1. No ai tagli, previsti dalla Legge 133;
2. No al PDL Aprea;
3. Assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari su tutti i posti vacanti e disponibili in organico di diritto e di fatto.

La delegazione ha inoltre richiesto che la Presidente e i rappresentanti dell’opposizione si facciano portavoce presso il Governo della richiesta del Coordinamento Precari Scuola di aprire un Tavolo tecnico al fine di definire insieme ai rappresentanti dei precari un piano che arrivi, nel più breve tempo possibile, a realizzare il terzo punto programmatico.

La prima preoccupazione dell’On. Aprea è stata quella di lamentarsi con la delegazione dei presunti slogan lanciati durante il sit-in, offensivi verso la sua persona. Averle fatto presente che vivere da anni in una condizione di precarietà e rischiare a breve di non lavorare più, può giustificare un certo grado di esasperazione e di rabbia non sembra aver lenito la suscettibilità dell’Onorevole.

A seguire l’Aprea ha annunciato che il progetto di legge che porta il suo nome è in corso di modifica (probabilmente nella parte riguardante la possibilità per le scuole pubbliche di trasformarsi in fondazione) ma ne ha difeso l’impianto complessivo, sostenendo che esso ha lo scopo di trasformare, per ragioni di maggiore efficienza e qualità, il sistema di reclutamento delle future generazioni di insegnanti senza tuttavia toccare i diritti acquisiti dagli insegnanti attuali. Di conseguenza l’On. Aprea ha riferito alla delegazione di “aver proposto la non cancellazione delle attuali graduatorie provinciali” e di volersi impegnare per la “stabilizzazione(ha parlato di stabilizzazione e non di assunzione) dei precari della scuola, sia abilitati, sia i non abilitati con vari anni di servizio. Alla nostra domanda su come questo “impegno” si possa conciliare con il piano di tagli predisposto da Gelmini/Tremonti ha risposto che quella è una questione che riguarda il Governo e non lei che è “solo una parlamentare” e che quindi non ha competenze a decidere. Viene spontaneo supporre che anche la sua proposta di “non cancellazione delle graduatorie”, in quanto proposta da “una semplice parlamentare”, rischia di non essere presa in considerazione dal governo. L’Onorevole, incalzata dalla delegazione, non ha dato per altro risposta su tempi e modi in cui intenderebbe concretizzare il suo “impegno per la stabilizzazione”, né ha dato una disponibilità personale sulla nostra richiesta di Tavolo tecnico. Il tempo concesso dall’Onorevole Valentina Aprea alla delegazione è stato molto breve e dopo pochi minuti si è accomiatata “per altri impegni urgenti”.

L’incontro è quindi continuato con le sole Onorevoli rappresentanti del PD, senza più la presenza di alcun rappresentante della maggioranza della VII Commissione Cultura. Le rappresentanti dell’opposizione hanno riferito che, in questo stesso giorno, nell’aula dei Deputati era in corso una votazione su alcune mozioni, presentate dal Partito Democratico proprio sul tema scuola e dai contenuti più favorevoli alle rivendicazioni del Coordinamento, mozioni tutte respinte dal governo, in particolare la richiesta di ripristino delle risorse finanziarie tagliate.

Le rappresentanti del PD si sono anch’esse lamentate per la leggera contestazione fatta dai precari in piazza all’ex Ministro dell’Istruzione del governo Prodi, Fioroni; esse hanno difeso l’operato del precedente governo di centro-sinistra sulla scuola e in particolare dell’ex ministro sostenendo che questi aveva in carica predisposto delle assunzioni poi fermate dal successivo governo di centro-destra e liquidando con un perentorio “sono favole” le consuete critiche, molto facili per altro da sostenere con prove documentate, al Fioroni-ministro per il suo piano di tagli al personale (anche se più modesto di quello della Gelmini) e la sua proposta, molto simile a quella avanzata oggi dall’On. Aprea, di permettere alle scuole pubbliche di trasformarsi in fondazioni. Che inconsciamente le Onorevoli del PD rimproverino soprattutto ai precari di avere buona memoria?

Le rappresentanti hanno ribadito la piena adesione del Partito Democratico ai tre punti programmatici del sit-in (a cui il Partito ha per altro aderito) salvo sostenere, in linea con le giustificazioni dello stesso governo, che “non ci sono i soldi per le assunzioni” [On. La Torre (?)]. Hanno denunciato l’assoluta chiusura del governo a qualsiasi trattativa e “apertura” alle proposte dell’opposizione sulla scuola e che nel Parlamento non ci sia più alcuno spazio per la discussione sui provvedimenti licenziati dal governo visto che questi li blinda quasi tutti con l’arma della “fiducia”. Anche sull’ultima uscita del governo sul “contratto di disponibilità” per gli insegnanti “tagliati” non c’è, secondo le rappresentanti, in realtà ancora nessuna proposta ufficiale, nulla di scritto. Hanno lamentato anche la scarsa partecipazione/mobilitazione degli ultimi mesi dei precari della scuola.

Il tono generale dell’intervento delle rappresentanti del PD è stato un po’ quello dello scarica-barile, pur se alcuni punti sono condivisibili: sul governo che non dialoga, sulla stampa controllata e che non dà spazio neanche al principale partito d’opposizione (persino il quotidiano “La Repubblica”, da sempre filo-centrosinistra, si sarebbe rifiutato di pubblicare un loro articolo sulla scuola), sulle altre opposizioni parlamentari dalla doppia faccia che in piazza appoggiano una cosa e in aula votano l’esatto contrario (riferimento a Di Pietro e l’Italia dei Valori, altro partito che ha dato la propria adesione al sit-in), sui sindacati che non fanno il loro dovere (“a chi lo dice!”) e trattano informalmente con il governo sui famigerati contratti di disponibilità; fino al più clamoroso degli scarica-barile: sui precari stessi che non si “mobiliterebbero abbastanza” per convincere/motivare/giustificare il PD verso un’azione più decisa in difesa dei loro interessi. (“voi precari dovete protestare di più, solo in quel caso noi potremo muoverci e fare qualcosa”). Può il principale partito dell’opposizione avere come unica strategia di azione sulla scuola quella di trovarsi degli alibi al proprio immobilismo?

Anche le rappresentanti del PD si sono mantenute fredde sulla nostra richiesta di Tavolo tecnico, adducendo che “non sarebbe possibile per legge”.

L’incontro tra la delegazione del Coordinamento Precari Scuola e i rappresentanti della VII Commissione Cultura si è concluso dopo circa due ore di colloquio.

Il Coordinamento Precari Scuola

22:26 – 18/07/09 – Italiani Imbecilli: La Lega attacca i precari della scuola: disadattati sociali.

Italiani Imbecilli...
Italiani Imbecilli...
La Lega attacca i precari della scuola: ‘disadattati sociali

Nel gioco politico abbiamo spesso assistito allo scaricabarile, abbiamo visto e sentito addossare agli altri colpe ed errori. Questo soprattutto quando un partito o uno schieramento non ha argomenti concreti, logici e ponderati da proporre e tenta di farsi strada screditando l’avversario, con ogni mezzo. Ma quando a screditare è un partito come la Lega, allora siamo di fronte all’assurdo che si fa realtà e alla più triviale cultura, nel già esistente vuoto politico. L’ignoranza che si autocompiace, mentre tutti ridono.

In un evidentissimo impoverimento culturale e in una accertata catalessi del sistema Italia dovuta alle dissennate politiche di destra e all’attuale governo mafioso, come può la Lega -partito di governo- attaccare ciò che di buono c’è stato (e che ancora forse resiste) in questo Paese? Dopo che il governo ha già distrutto la scuola pubblica e mandato a spasso 42 mila lavoratori del settore (solo per ora), come può la Lega, oggi, accusare gli altri di questo sfacelo?

Secondo la Lega, i mali odierni della scuola derivano da quel mirabile processo di riforme che, grazie alla cultura del ’68, portò l’Italia a competere con i migliori sistemi di istruzione mondiali. Quindi, secondo la Lega, se la scuola necessita di riforme, è per colpa della politica di sinistra. Non solo, con la sua proverbiale raffinatezza e con ricercato ricamo lessicale, la Lega attacca tutti i precari, definendoli ‘disadattati sociali‘ e ‘pseudointellettuali‘, quindi ‘ignoranti’ graziati da ‘ridicoli corsi abilitanti’ (peccato che l’ultimo corso abilitante lo abbia promosso la Moratti, con la firma della Lega). Beh, se la parola ‘ignorante’ la pronuncia la Lega… è tutto dire!

La Lega non dovrebbe avere nessuna voce in capitolo nelle questioni di governo, sappiamo tutti in che modo è andata a governare, ricattando Berlusconi. Ma non dovrebbe avere voce in capitolo soprattutto perché è completamente immersa nel brodo di una spaventosa ignoranza, dove i suoi militanti attingono alla più barbarica enfasi, degna delle peggiori taverne longobarde del IV secolo!

A cascarci sono sempre i più boccaloni, quelli che si lasciano abbindolare dai facili ritornelli populisti e volgari e che non hanno ancora capito che nelle scuole italiane, se oggi si studiano i testi di Popper, di Argan, di Arnheim, di Benjamin e di molti altri intellettuali, lo si deve proprio alla cultura di sinistra sessantottina!

L’articolo de La Padania (pdf)

Fonte: ITALIANI IMBECILLI: La Lega attacca i precari della scuola: ‘disadattati sociali’.
Track: Meglio “disadattati sociali” o leghisti? di Lucio Garofalo.

11:26 – 18/07/09 – Pisa: No ai Corsi Gratuiti.

La scelta dell’Università di Pisa di bandire corsi di insegnamento non retribuiti è un’iniziativa grave, che colpisce la dignità di coloro che prestano la propria opera intellettuale al servizio della formazione delle giovani generazioni. I provvedimenti della Gelmini, di per sé già preoccupanti, che hanno previsto la possibilità di attivare insegnamenti sia in forma gratuita che retribuita (pur senza specificare le modalità e l’entità di tale retribuzione) sono stati estremizzati dall’ateneo pisano, che ha deciso che la stragrande maggioranza dei corsi dovessero essere effettuati gratis. Noi sosteniamo invece che qualsiasi lavoro debba essere riconosciuto economicamente: lo dice la Costituzione (art.36) e lo dicono i diritti che vogliamo che ad ogni lavoratore siano assicurati.

Questo provvedimento sui corsi non retribuiti è ancor più grave se si evidenzia anche il fatto che a tenere tali insegnamenti possa essere anche personale “in formazione”: i precari della ricerca e della didattica, ossia dottorandi, borsisti, assegnisti, contrattisti. Siamo al paradosso di un’Università che prima nega ai dottorandi lo status e i diritti di lavoratori, considerandoli alla stregua di “studenti” che fanno ricerca, o che prima stabilisce che gli assegnisti non possano svolgere attività didattica e poi coinvolge i soggetti più deboli (e ricattabili dai baroni di turno) ad effettuare gratuitamente attività senza delle quali le facoltà non potrebbero andare avanti. All’Università chiediamo di scegliere: o il personale in formazione deve occuparsi solo di ricerca ed essere quindi esentato dall’insegnamento; oppure, se si ritiene che anche l’attività didattica debba far parte del processo di formazione di un ricercatore universitario, essa deve essere pagata in maniera congrua rispetto al servizio svolto.

Naturalmente, il provvedimento di cui ci troviamo a discutere è figlio dei tagli al sistema universitario portati avanti a livello nazionale dai governi che si sono succeduti negli ultimi anni. Se l’università fosse stata finanziata come avviene in altri Paesi, avremmo oggi la possibilità di compensare i ricercatori per tutto il servizio svolto. Ciò che non possiamo accettare è che il prezzo dei tagli di Tremonti e Gelmini sia fatto pagare ai lavoratori universitari, in particolare ai precari già sottopagati e supersfruttati, a cui toccherebbero la gran parte dei corsi gratuiti.

I Cobas università di Pisa sono al fianco dell’Assemblea della Ricerca e della Didattica dell’Università di Pisa e sostengono la campagna rivolta al personale universitario per l’indisponibilità ad accettare insegnamenti gratuiti.

Nella scuola italiana accade qualcosa di simile ai tanti docenti precari che, non riuscendo a trovare lavoro presso gli istituti pubblici si vedono costretti ad accettare di lavorare presso scuole private spesso in forma gratuita o con compensi irrisori, pur di fare punteggio ed aspirare in tal modo ad un futuro meno incerto. Che forme simili di sfruttamento vengano sostenute anche dalle università pubbliche lo riteniamo del tutto inaccettabile.

Fonte: Pisa. No ai corsi gratuiti :: Il pane e le rose – classe capitale e partito.

18:37 – 13/07/09 – Tagli alle superiori: 3.643 docenti in esubero e oltre 6.000 precari licenziati

Dal riepilogo dell’organico della scuola secondaria di secondo grado dopo i dopo i trasferimenti pubblicati il 26 giugno, è possibile ricavare immediatamente l’effetto dei tagli voluti da Gelmini e Tremonti: oltre 3600 professori di ruolo non trovano posto nelle scuole della loro provincia e quindi sono dichiarati soprannumerari.

Inoltre in molti casi per rientrare nei tagli imposti, sono state costituite cattedre in organico di diritto illegittimamente a più di 18 ore in aperta violazione del Ccnl.

Il dato conferma quanto avevamo sostenuto, malgrado i tentativi di rassicurazione del Ministro: ci sarà meno scuola, ma anche meno docenti, sia di ruolo che precari.

Questa situazione di esubero, infatti, si aggiungerà alla riduzione dei posti determinando il licenziamento, solo per i docenti della scuola secondaria di secondo grado, di oltre 6.000 lavoratori precari per i quali il Ministero, dopo alcuni annunci propagandistici, non ha ancora fornito risposte concrete.

Dopo i dati della primaria, questo è un altro effetto tangibile dei tagli al quale si aggiungeranno a breve quelli per secondaria di primo grado e per il personale ATA oltre agli ulteriori tagli previsti in organico fatto.

Di fronte a questa intollerabile situazione la FLC Cgil prosegue nelle sue iniziative di contrasto alla politica di tagli e di smantellamento della scuola pubblica e sarà in piazza Montecitorio il 15 luglio per sostenere le rivendicazioni e i diritti dei lavoratori precari della scuola.

Roma, 13 luglio 2009

Fonte: Tagli alle superiori: 3.643 docenti in esubero e oltre 6.000 precari licenziati / Luglio / 2009 / News / Notizie / Home / FLC CGIL.

21:27 – 10/07/09 – L'ISPRA pubblica bandi di selezione per l'attivazione di nuovi co.co.co.

Basta Precariato
Basta Precariato
Mentre è ancora in corso la drammatica vertenza di queste ultime settimane per chiedere la proroga dei circa 170 contratti di collaborazione in scadenza il 30 giugno u.s. che invece OGGI sono diventati veri licenziamenti, la struttura commissariale dell’ISPRA pubblica alcuni bandi di selezioni per l’attivazione di nuovi Co.Co.Co.

Una decisione che ci preoccupa e che giudichiamo priva di TRASPARENZA, rispetto ai criteri con i quali verranno da oggi in poi attivati i nuovi contratti.

Appena il 7 luglio, infatti, la FLC Cgil, FIR CISL e UILPA UR, hanno scritto al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro dell’Ambiente chiedendo, in sede di riconversione del DL anticrisi, l’introduzione della norma ISPRA che consentisse la proroga dei contratti scaduti per non compromettere i risultati di anni di lavoro e non vanificare gli investimenti e i progetti di ricerca in corso in ISPRA.

Questa è la priorità della FLC Cgil: rinnovo per tutti e soluzione complessiva e definitiva per tutto il precariato dell’ISPRA utilizzando tutti gli strumenti normativi e contrattuali a disposizione.

La scelta di bandire queste selezioni ci porta a pensare che ci siano spazi per rinnovare solo una PARTE dei contratti attualmente licenziati e che la struttura commissariale sia intenzionata a rinnovarne alcuni piuttosto che altri.

Questa scelta la giudichiamo impropria e discutibile in quanto si agisce in dispregio dei 200 precari licenziati e senza tenere conto delle richieste sindacali sostenute dalla forte mobilitazione delle ultime settimane. Il rispetto per il dramma vissuto dai precari licenziati e per le giuste rivendicazioni sindacali, avrebbero imposto di prendere ancora del tempo.

E poi, al di là di queste considerazioni generali e di ordine politico, ci si chiede quali criteri ci stanno alla base dei bandi? Siamo forse alla vigilia di operazioni clientelari e consociative dove i più forti e i più spregiudicati faranno valere le proprie ragioni non sempre trasparenti ed eticamente cristalline?

Allo stesso modo giudichiamo incomprensibile l’ostinarsi dell’amministrazione nel negare la proroga di alcuni contratti a termine in attesa di un fantomatico parere del dipartimento della funzione pubblica quando la normativa di legge, ormai chiarissima alla luce del decreto anticrisi, non presenta alcuno ostacolo.

La FLC Cgil ritiene ancora aperta la vertenza finalizzata ad ottenere in sede di conversione del decreto anticrisi una norma che permetta all’Ispra di riattivare tutti i contratti scaduti. Pertanto diffidiamo l’amministrazione dal proseguire nella definizione unilaterale dei contenuti dei nuovi bandi. Chiediamo un percorso CONDIVISO per la definizione di criteri trasparenti per il rinnovo dei contratti affinché tutti possano partecipare con pari opportunità e secondo le reali esigenze dell’ISTITUTO e, in ogni caso, a parità di requisiti professionali richiesti, sia data priorità ai collaboratori che da anni hanno prestato servizio nei 3 enti disciolti ora ISPRA.

Roma, 10 luglio 2009

Fonte: L’ISPRA pubblica alcuni bandi di selezioni per l’attivazione di nuovi co.co.co. / Luglio / 2009 / News / Notizie / Home / FLC CGIL.