00:46 – 10/04/11 – Sergio Focardi: Parla il Padre della Fusione Fredda (Ni-H)

Courtesy TerritorioScuola

Tutti gli articoli e la bibliografia sulla Fusione Fredda.

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[Fonte: Città del Capo – Radio Metropolitana] – Il professor Sergio Focardi racconta ai microfoni di Città del Capo – Radio Metropolitana la storia della fusione fredda: dai fallimentari esperimenti di Fleischmann e Pons alle sue intuizioni utilizzando Nickel e Idrogeno. La diffidenza della scienza ufficiale e infine, tre anni fa, l'incontro con l'ing. Rossi e la creazione del prototipo: l'Energy Catalyzer che, secondo Focardi, produce fino a 200 volte l'energia immessa e che sta per essere prodotto in serie.

Focardi 1 – La Storia.

Nella prima parte dell'intervista Focardi ci racconta la storia dei suoi studi e sperimentazioni: dai fallimenti di Fleischmann e Pons col deuterio e il palladio alle sue intuizioni assieme al fisico Piantelli utilizzando Nickel e Idrogeno. Poi lo scetticismo dei suoi colleghi scienziati e una sorta di ostracismo che dura fin quasi ai giorni nostri. L'incontro con l'ingegner Rossi tre anni fa ridà slancio ai progetti che portano poi alla realizzazione del prototipo di reattore presentato il 14 gennaio scorso.

Focardi 2 – La Tecnica.

Nella seconda parte Focardi si addentra in dettagli tecnici e scientifici sulla natura del processo di fusione fredda (Ni-H), raccontando con chiarezza divulgativa (anche ai profani) quello che avviene nel processo di fusione fredda dentro il catalyzer: sono le ipotesi del fisico su come fanno i protoni a penetrare nel nucleo di Nickel (producendo rame).

Focardi 3 – Le Conferme.

Nell'ultimo spezzone di intervista Focardi ha confermato l'interesse di alcuni scienziati Svedesi al procedimento: la loro presenza a Bologna la settimana scorsa quando è stata replicata (davanti a un pubblico di esperti) la dimostrazione del 14 gennaio scorso: anche per i fisici svedesi Kullander e Hessén si tratta di una reazione nucleare (un report molto preciso lo trovate qui). Infine Focardi parla dell'applicazione pratica della loro invenzione: da quelli privati a uso elettrico o di riscaldamento, fino alla centrale in costruzione in Grecia. Per concludere alcune curiosità: sullo speciale composto brevettato da Rossi (il componente segreto…) e su come evitare dispersione di raggi gamma in caso di rottura del Catalyzer.

01:13 – 07/04/11 – Fusione Fredda: Fisici Svedesi a Confronto con Rossi…

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Servizio di Daniele Passerini (Fonte: Blog 22 Passi d'Amore e Dintorni).

Cresce nel mondonemo propheta in patria – la consapevolezza di quanto sia rivoluzionario l'Energy Catalyzer (E-Cat) dell'ingegner Andrea Rossi. In attesa che l'Università di Bologna perfezioni e ufficializzi il contratto di ricerca (finanziato dall'inventore), lo scorso 29 marzo gli scienziati Sven Kullander e Hanno Essén hanno partecipato al test di un E-Cat, nella versione (più piccola di quella vista in precedenza) che verrà utilizzata per allestire le unità da 1 MW, che saranno immesse sul mercato entro l'anno. Col nullaosta di Ny Teknik ho tradotto in anteprima assoluta per l'Italia due articoli usciti stamattina (alle 7.30) sul sito di Ny Teknik e stampati sul settimanale tradizionale. L'articolo contiene il link per scaricare il report scientifico dettagliato della prova, compilato dai due accademici svedesi, che si conclude così: Any chemical process should be ruled out for producing 25 kWh from the content of whatever in a 50 cm3 container. The only alternative explanation is that there is some kind of a nuclear process that gives rise to the energy production.

Ny Teknik (Nuova Tecnologia) è un settimanale svedese che ospita notizie, dibattiti, annunci su tecnologia e ingegneria. Fondato nel 1967, è distribuito a ogni membro dell'Associazione Svedese dei laureati in ingegneria (fonte Wikipedia). Con 156.000 copie diffuse (fonte TS), 290.000 lettori (fonte Orvesto), 131.363 visitatori unici settimanali dichiarati dal sito http://www.nyteknik.se/, è la più importante rivista scandinava specializzata in tecnologia.

Mats Lewan, vive e lavora a Stoccolma. Giornalista scientifico, laureato in Fisica Ingegneristica presso lo Swedish Royal Institute of Technology, fa parte della redazione di Ny Teknik dal 2002 ed è reporter freelance di CNET Networks. Parla e scrive in svedese, inglese, italiano fluentemente (e in spagnolo e francese discretamente). è felicemente sposato con un'italiana.

Sven Kullander è professore emerito dell'Università di Uppsala nonché presidente del Comitato dell'Energia presso l'Accademia Nazionale delle Scienze. Hanno Essén è professore associato di fisica teorica e docente presso il Royal Institute of Technology svedese, nonché presidente della Skeptics Society svedese, in altre parole l'equivalente del CICAP in Italia.

I fisici svedesi sull'E-Cat:
“è una reazione nucleare”
traduzione di Daniele Passerini dell'articolo di Mats Lewan
Swedish physicists on the E-cat: It's a nuclear reaction
pubblicato in inglese (qui) e svedese (qui) oggi su Ny Teknik
(foto di Giuseppe Levi)

In un report dettagliato, due fisici svedesi escludono che reazioni chimiche possano essere la fonte di energia dell'Energy Catalyzer italiano. I due fisici hanno partecipato di recente a un nuovo test del dispositivo effettuato a Bologna.

Bologna, 29/03/11 – tre E-Cat small nudi accanto a quello utilizzato nel test

In qualche modo un nuovo tipo di fisica sta succedendo. è un enigma, ma probabilmente non sono coinvolte nuove leggi della natura. Noi crediamo che sia possibile spiegare il processo con le leggi della natura che sono note, ha detto Hanno Essén, professore associato di fisica teorica e docente presso il Royal Institute of Technology svedese e presidente della Skeptics Society svedese.

Essén e Sven Kullander, professore emerito presso l'Università di Uppsala nonché presidente della Commissione Energia dell'Accademia Reale Svedese, il 29 marzo hanno partecipato a Bologna, come osservatori, a una nuova prova del cosiddetto Energy Catalyzer, che potrebbe basarsi su un fenomeno di fusione fredda o di LENR (Low Energy Nuclear Reaction), cioè reazione nucleare a bassa energia.

Erano presenti l'inventore del dispositivo, Andrea Rossi, il suo consulente scientifico Professor Sergio Focardi, il Dottor David Bianchini e il Dottor Giuseppe Levi, i due fisici dell'Università di Bologna che parteciparono alla prima dimostrazione pubblica dell'E-Cat il 14 gennaio 2011 a Bologna.

La nuova prova è stato condotta in modo molto simile a quella di gennaio e si è protratta per quasi sei ore. Secondo le osservazioni di Kullander ed Essén, è stata generata una energia totale di circa 25 kWh.

In una relazione dettagliata (scaricabile da qui), i due scienziati scrivono:

Per spiegare la produzione di 25 kWh da qualsivoglia cosa sia dentro un contenitore di 50 centimetri cubici, v
a escluso qualunque processo chimico. C'è solo un'altra spiegazione, che sia qualche tipo di processo nucleare a dare luogo alla produzione di energia misurata“.


La potenza in uscita è stata stimata pari a circa 4,4 kW. Appena la metà della potenza prodotta nei due precedenti esperimenti documentati (gennaio e febbraio 2011), questo perché la prova è stata fatta utilizzando una nuova versione – più piccola – dell'Energy Catalyzer.
La nuova prova è stata la prima, ufficialmente documentata, fatta con la versione più piccola che, secondo Rossi, è più stabile.

“Con la versione più piccola si evitano i picchi di potenza che si verificavano in fase di accensione e di spegnimento, ha detto Andrea Rossi a Ny Teknik.


Ha anche affermato che la versione più piccola sarà utilizzata per l'impianto di circa 1 megawatt destinato al “cliente pilota”, la Defkalion Green Technologies in Grecia.
Bologna, 29/03/11 – le dimensioni del “core” del dispositivo

Secondo Rossi, per l'impianto saranno utilizzati in tutto 300 reattori collegati in serie e parallelo. A quanto pare in origine per l'impianto da 1 MW erano previsti 100 reattori della versione che durante le prove precedenti ha fornito 10 kW di potenza. Rossi è ancora fiducioso che l'inaugurazione abbia luogo a ottobre 2011.


Alla prova Kullander e Essén hanno potuto esaminare l'Energy Catalyzer spogliato da isolamento e schermatura in piombo che lo avvolgono. Il design esterno è descritto nel loro rapporto.

Il reattore, che viene caricato con una polvere composta da nickel (e da catalizzatori segreti) e con gas idrogeno a pressione, ha un volume stimato in 50 centimetri cubici (3,2 pollici cubi). Il reattore è fatto di acciaio inossidabile.
Un tubo di rame circonda il reattore d'acciaio. L'acqua si riscalda mentre scorre tra l'acciaio e il rame. Durante il funzionamento, il reatore è inoltre avvolto da un isolamento e da una schermatura di piombo di circa due centimetri (0,8 pollici) di spessore.

Prima di iniziare, Kullander e Essén hanno calibrato il flusso dell'acqua, stimandolo pari a 6,5 kg/h. La potenza necessaria per riscaldare l'acqua corrente da 18 gradi e trasformarla completamente in vapore è stata calcolata pari a 4,7 kW.


Inoltre hanno riempito il reattore con idrogeno a una pressione di circa 25 bar. Il reattore, secondo Rossi, era caricato con 50 grammi di polvere di nickel.

Come nelle prove precedenti il processo è stato innescato utilizzando una resistenza elettrica. La potenza di ingresso era 330 watt, di cui circa 30 watt servivano a far funzionare l'elettronica.

Kullander e Essén hanno osservato questo fenomeno: la curva della temperatura dell'acqua in uscita ha mostrato un incremento costante fino a circa 60 ° C, dopodiché si è verificata un'impennata.

“Poi la curva è diventata più ripida, aveva decisamente una nuova derivata. Allo stesso tempo, non c'è stato alcun aumento di consumo di energia (elettrica), piuttosto è diminuita al crescere della temperatura, ha detto Essén.


Nel loro report osservano che ci sono voluti nove minuti per passare da 20 ° a 60 ° C, fase che corrisponde al riscaldamento dovuto alla potenza elettrica assorbita. Per il passaggio da 60 a 97,5 ° C, all'opposto, ci sono voluti appena quattro minuti.

Mentre l'esperimento si svolgeva, Kullander e Essén hanno avuto l'opportunità di esaminare le attrezzature.

Abbiamo controllato tutto ciò che poteva essere controllato, e abbiamo potuto andare in giro liberamente e dare un'occhiata alla maggior parte delle attrezzature, ha detto Essen.

“Abbiamo esaminato in modo specifico la grande centralina (che ospita l'elettronica), contiene per lo più raddrizzatori e componenti passivi non vi era nulla degno d'interesse,
ha detto Kullander, confermando ciò che Levi aveva osservato in passato.

Bologna, 29/03/11 – l'output del dispositivo liberato dall'isolamento

Kullander ed Essén ebbero il loro primo contatto con Rossi a metà febbraio, in occasione di una discussione sulla fisica dell'Energy Catalyzer, organizzata da Ny Teknik. Dopo avere ottenuto risposte da Rossi a diverse domande, espressero un giudizio cautamente ottimista sulla tecnologia.

In un primo incontro con Rossi, a fine febbraio, venne fornito loro un campione della polvere di nickel puro destinata a essere utilizzata nell'Energy Catalyzer, e un altro campione di polvere di nickel che, secondo Rossi, era stato usato nel reattore per 2 mesi e mezzo.

La loro analisi ha mostrato che la polvere pura è composta essenzialmente da nickel puro, mentre la polvere usata contiene diverse altre sostanze, in primis un 10% di rame e un 11% di ferro.

Purché il rame non sia uno degli additivi utilizzati come catalizzatore, gli isotopi 63 e 65 del rame possono essersi formati solo nel corso del processo. La loro presenza è quindi una prova che si verificano reazioni nucleari nel processo, ha detto Kullander (vedi dettagli più avanti).

Proprio l'incontro di febbraio ha portato al loro coinvolgimento nella nuova prova tenutasi a Bologna.

“La mia convinzione che ci sia uno sviluppo di energia ben superiore a quanto sarebbe da aspettarsi è stata rafforzata in modo significativo, in quanto ho avuto occasione di vedere il processo personalmente ed effettuare le misure,” ha detto Kullander.

“Tutto ciò che abbiamo trovato finora collima. Non vi è niente che dia l'idea di essere strano. Tutte le persone coinvolte sembrano oneste e competenti,
ha aggiunto Essén.

In linea con ciò che esternarono durante la discussione a febbraio, credono che la fisica del catalizzatore di energia può forse essere spiegata con una combinazione di fisica atomica, molecolare, nucleare e del plasma. Allo stesso tempo, sono scettici rispetto a teorie dettagliate e ipotetiche suggerite in questa fase, e hanno sottolineato invece la necessità di ulteriori dati.

Ritengono che Focardi e Levi abbiano la stessa impostazione e sostengono il loro punto di vista.

Focardi, che ha lavorato con Rossi durante lo sviluppo dell'Energy Catalyzer, è professore emerito presso l'Università di Bologna, mentre Levi sarà ora responsabile della ricerca sull'Energy Catalyzer al Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna, ricerca commissionata da Rossi che paga 500.000 euro in base a un accordo tra la sua azienda (Leonardo Corporation) e l'Università.

Kullander ed Essén non sono coinvolti in questo progetto.

Durante la loro visita a Bologna si sono incontrati con il Rettore dell'Università di Bologna, il professor Ivano Dionigi, ed hanno discusso con lui, Rossi, Focardi, Levi e Bianchini sul progetto. Secondo Kullander e Levi, una futura collaborazione per la ricerca è possibile.

Mats Lewan (06/04/11, Ny Teknik, Svezia)
La polvere usata contiene
il dieci per cento di rame
traduzione di Daniele Passerini dell'articolo di Mats Lewan
The used powder contains ten percent copper

Le analisi della polvere di nickel usata nell'Energy Catalyzer di Rossi, mostra che si forma una grande quantità di rame. Per Sven Kullander questa è la prova di una reazione nucleare.

Perché dal nickel venga a formarsi rame, il nucleo di nickel deve catturare un protone. Il fatto che questo forse si verifica nel reattore di Rossi è la ragione per cui è stato accennato al concetto di fusione fredda che comporterebbe la fusione tra nuclei di nickel e idrogeno.

Un termine che molti considerano essere più corretto, comunque, è LENR (Low Energy Nuclear Reaction) ovvero reazione nucleare a bassa energia.

Ny Teknik: Per quanto tempo si presume che la polvere sia stata usata nel processo?

Kullander:
Secondo quanto ci è stato riferito da Rossi, la polvere è stata usata
ininterrottamente per 2 mesi e mezzo con una potenza in uscita di 10 kW. Ciò corrisponde a un'energia totale di 18 MWh, con un consumo fino a 100 grammi di nichel e di due grammi di idrogeno. Se quell'energia fosse stata prodotta bruciando petrolio, sarebbero state necessarie due tonnellate di petrolio.

Ny Teknik: Che analisi avete fatto sulle polveri?

Kullander:
analisi degli elementi e analisi isotopica. Presso il Laboratorio Ångström di Uppsala (Svezia), l'analisi degli elementi è stata effettuata utilizzando la Spettrofotometria XRF. Il Dottor Erik Lindahl ha eseguito l'indagine. Presso il Centro Biomedico Uppsala, sia l'analisi degli elementi sia l'analisi isotopica è stato fatto attraverso la Spettrometria di Massa a Plasma Accoppiato Induttivamente (ICPMS) . Il Professore associato Jean Pettersson ha eseguito la misurazione.

Ny Teknik: Che risultati avete ottenuto dalle analisi?

Kullander: Entrambe le misure mostrano che la polvere di nickel puro contiene principalmente nickel, e che la polvere usata è diversa in quanto diversi elementi sono presenti, principalmente rame (10%) e ferro (11%). L'analisi isotopica mediante ICPMS non mostra alcuna deviazione dalla composizione isotopica naturale di nickel e rame.

Ny Teknik: Come interpretate i risultati?

Kullander: Purché il rame non sia uno degli additivi utilizzati come catalizzatore, gli isotopi 63 e 65 del rame possono essersi formati solo nel corso del processo. La loro presenza è quindi una prova che si verificano reazioni nucleari nel processo. Tuttavia, è da rimarcare che il nickel58 e l'idrogeno possono formare rame63 (70%) e rame65 (30%). Questo significa che nel processo, il nickel58 originale dovrebbe essere cresciuto rispettivamente di cinque e sette unità di massa atomica durante la trasmutazione nucleare. Tuttavia, ci sono due isotopi stabili del nickel con bassa concentrazione, il nickel62 e il nickel64, che, plausibilmente, potrebbero contribuire alla produzione del rame. Secondo Rossi il rame non è tra gli additivi. 100 grammi di nickel era stato usato per 2 mesi e mezzo di riscaldamento continuo con 10 kW di potenza di uscita. Un semplice calcolo mostra che gran parte del nickel deve essere stato consumato, se è stato bruciato in una reazione nucleare. È quindi un po' strano che la composizione isotopica non differisca da quella naturale.

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00:45 – 07/04/11 – Il Ritorno della Fusione Fredda: Intervista di Radio24 a…

06 Aprile 2011 Ascolta l’intervista al Dott. Levi sull'Energy Catalyzer. Clicca sul player sottostante per ascoltare.

[audio:http://www.territorioscuola.com/download/110406-mrkilowatt.mp3]

I test a cui è stato sottoposto l’Energy Catalyzer dell’Ing. Andrea Rossi, basato sugli studi di Sergio Focardi, Professore emerito dell’Università di Bologna, stanno facendo vacillare anche i più scettici, come i fisici svedesi Sven Kullander e Hanno Essén, che hanno partecipato a uno dei 4 test finora svolti, e che nel rapporto uscito oggi parlano di energia nucleare.

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19:37 – 21/03/11 – Il Washington Times a proposito dell'Energy Catalyzer Rossi Focardi…

Editoriale di Davide Suraci – Ci sarà pure una ragione del perché l'edizione del 17 Marzo 2011 del Washington Times abbia dedicato un approfondito articolo sulla tecnologia di Rossi-Focardi e sulle sue possibili implicazioni sull'economia e la finanza a livello globale.

La notizia viene allo "scoperto" dopo alcuni anni – durante i quali essa ha circolato solo attraverso i blogs internet di tutto il mondo – forse grazie ai disastri nucleari che hanno colpito Fukushima e il Giappone in questi giorni.

In queste ore – più che nel passato – vi è infatti un interesse molto accentuato verso le nuove forme di produzione di energia non impattanti sull'ambiente.

A questo si aggiunga il risveglio dell'opinione pubblica mondiale che si dimostrerebbe sempre più sfiduciata verso il nucleare da fissione, anche in considerazione del fatto che la nube nucleare sta pian piano facendo il giro del mondo.

Nell'articolo "Nuclear Future Beyond Japan", l'autore, Frank Perley, scrive ottimisticamente (e cautamente) di come la fusione fredda potrebbe essere la soluzione per le nostre future necessità di energia. L'articolista del Washington Times sottolinea che la commercializzazione dell'Energy Catalyzer di Rossi-Focardi potrebbe essere impedita dagli enormi interessi delle lobbies politico-mafiose del petrolio e del nucleare sostenute dai "ricchi uomini bianchi", quando scrive:

"Lo sviluppo di ortodossie che gettino discredito sulle fonti energetiche attualmente più diffuse potrebbe rappresentare una minaccia per gli enormi flussi di denaro in gioco sia da parte degli investitori istituzionali che di quelli privati"

La sola domanda che ci poniamo adesso è quanto velocemente ed entusiasticamente il resto della stampa mondiale procederà ad aprire le loro menti sul futuro dell'energia pulita.

Leggi l'articolo di Frank Perley sul Washington Times.

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19:39 – 13/02/11 – Reazioni Nucleari nella Materia Condensata: Edizione Speciale!

Ultimo aggiornamento: 19:39 – 13/02/11 – A cura di Davide Suraci

Considerato l'enorme interesse suscitato dagli esperimenti sulla fusione fredda condotti con successo da numerosi studiosi (italiani, inglesi, giapponesi, statunitensi, ecc.) e considerato che i media italiani (se si escludono i bloggers di ogni parte del mondo) hanno ampiamente boicottato ogni informazione in merito, vi informiamo che la tv nazionale greca – per la seconda volta in meno di una settimana (Video a fianco) – ha dedicato un servizio e un'intervista al prof. Stremmenos dell'Università di Atene, accademico e osservatore esterno del protocollo Rossi-Focardi.

Di seguito, alleghiamo alcuni links a documenti e video (scaricabili direttamente):

Intervista a McKubre sulle LENR rilasciata a CBSTV (VideoDoc! – Sottotitoli in italiano) – La prima e la seconda parte dell'intervista a McKubre da parte del giornalista del programma televisivo 60 Minutes.

Fusione Fredda – Storia della Ricerca in Italia. (pdf) – A cura di: Sergio Martellucci, Angela Rosati, Francesco Scaramuzzi, Vittorio Violante. (2008)(ENEA – Ente per le Nuove tecnologie l'Energia e l'Ambiente – ISBN: 88-8286-162-7).

Experimental Evidence of 4He Production in a Cold Fusion Experiment (RT2002/41/FUS). (pdf) – La relazione degli studi ENEA che sancisce la natura nucleare della Fusione Fredda elettrolitica di Giuliano Preparata, Emilio Del Giudice, Antonella De Ninno, Antonio Frattolillo, Antonietta Rizzo. (English language)

Establishment of the Solid Fusion Reactor. (2008). (pdf) – By Yoshiaki Arata, and Zhang-Yue Chang (May, 22, 2008.)

Rapporto Internazionale sulla Fusione Fredda (2004). (pdf) – Steven B. Krivit e Nadine Winocur, Psy.D.(Rapporto internazionale sullo stato della fusione fredda nel mondo.).(Lingua italiana).

The Coulomb Barrier not Static in QED. (pdf) – ICCF-14 International Conference on Condensed Matter Nuclear Science. 2008. Washington, DC. (Low Energy Nuclear Reactions (LENR) occur in specialized heavy hydrogen systems..)Fulvio FrisoneThe Coulomb Barrier not Static in QED – A correction to the Theory by Preparata on the Phenomenon of Cold Fusion and Theoretical hypothesis.

Seminar on: COHERENCE 2009 (3) (pdf) 27 November 2009, Aula IV Nuovo edificio di Chimica – Rome. University La Sapienza – Piazzale Aldo Moro 5 Roma. (Condensed matter modes into nuclear reactions) – Collective Nuclear Reactions in Condensed Matter (Clean Nuclear Power Sources) – Allan Widom – Professor of Physics, Department of Physics Northeastern Univeristy, Boston MASS. USA.

Cold Fusion at School An Ordinary History… (Experiments of Prof. John Dash and its students!) – This is really interesting: whereas in 2002 the high school students of Southern Oregon and Washington have been experienced the cold fusion in the laboratory of Prof. John Dash at Portland State University, in Italy the university students of physics have been believed that cold fusion was a hoax. This is still happening … The total silence of the Italian media is very similar to that of the worst mafia existing …

Storia delle Reazioni Nucleari nella Materia Condensata (VideoDoc!) – I video della conferenza tenuta a Milano dal Prof. Emilio Del Giudice in data 20/11/2009 in cui lo studioso e ricercatore spiega con degli interessanti paradigmi il perchè il fenomeno della fusione fredda è reale, tangibile e alla portata (ormai da anni) di una civiltà volenterosa di sostenibilità. Perché la nostra scienza ufficiale emargina, da troppo tempo, gli studiosi e i ricercatori italiani? Perché nel 2008 in Giappone le autorità accademiche hanno consegnato uno dei più ambiti premi alla cultura e alla tecnologia al pioniere del successo della fusione fredda giapponese Yoshiaki Arata e in Italia sono stati ampiamente boicottati gli studi di Giuliano Preparata, Emilio del Giudice, di molti loro colleghi e, in ordine di tempo, quelli risultanti dalle ultraventennali esperienze dell'ingegner Andrea Rossi e del prof. Sergio Focardi?

Fusione Fredda Tutta la Storia… (Enhanced Wiki!) – In questo Enhanced-Wiki la cronologia e i dettagli bibliografici (con numerosissimi materiali documentali scaricabili direttamente sul tuo computer) accompagnati dai video più significativi..

Fusione Fredda di Iorio-Cirillo La Scuola Casertana: 'Transmutation of metal at low energy in a confined plasma in water'Cirillo, D. and V. Iorio. In Eleventh International Conference on Condensed Matter Nuclear Science. 2004. Marseille, France.(pdf)

Observation of cold nuclear fusion in condensed matter (Jones, Palmer, Czirr, Decker, Jensen, Thorne, Taylor, Rafelski) – Published on Nature – Vol 338 April, 27, 1989 (pdf)

Cold Fusion “Andrea Rossi” Method (Fan Page on Facebook).

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00:23 – 27/01/11 – Aggiornamenti sull'Esperimento Focardi-Rossi..

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Aggiornamento del 27 Gennaio 2011 (ore 00:23) sull'esperimento di Focardi-Rossi.

Report on heat production during preliminary tests on the Rossi “Ni-H” reactor. (Clicca sul link per scaricare il report ufficiale). di Levi, Bianchini e Villa – Alma Mater Studiorum – Università di Bologna.(Rilasciato il 25 Gennaio 2011).

Scarica i risultati ufficiali dell'esperimento condotto il 14 Gennaio 2011 a Bologna.

Intervista rilasciata il 15 Gennaio 2011 dal Prof. Sergio Focardi (Professore ordinario del Dipartimento di Fisica presso la Facoltà
di Scienze dell'Università di Bologna)
ai microfoni di Radio Città del Capo sull'esperimento di fusione nucleare fredda presentato a Bologna il 14 Gennaio 2011 (clicca sul bottone del player qui sotto per ascoltare l'intervista).:

Stato della conoscenza sulla fusione fredda in Italia al 04 ottobre 2001 (Sintesi introduttiva del Prof. Sergio Focardi)Scarica il documento di sintesi della Conferenza tenuta da S. Focardi il 04 Ottobre 2001 presso il Rotary Club di Lugo di Romagna.

Vedi l'articolo correlato: 18:11 – 21/01/11 – Fusione Fredda Italiana: L’Omertà Mediatica Made in Italy.

Scarica i risultati ufficiali dell'esperimento condotto il 14 Gennaio 2011 a Bologna.

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18:11 – 21/01/11 – Fusione Fredda Italiana: L'Omertà Mediatica Made in Italy.

Ing. Rossi e Prof. Focardi
Ing. Rossi e Prof. Focardi

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Vedi anche: 00:23 – 27/01/11 – Aggiornamenti sull’Esperimento Focardi-Rossi..
Una possibile via alla fusione fredda Made in Italy dimostrata, con uno storico esperimento, dal cattedratico, Prof. Focardi della Facoltà Alma Mater di Bologna e dall'Ing. Rossi. Per assistere alla conferenza stampa e alla presentazione dell'esperimento, cliccare sull'immagine a lato.

Un avvenimento completamente ignorato dai media ufficiali italiani (se si eccettua il Resto del Carlino di Bologna) a sette giorni dall'accaduto.
Tutto questo mentre si viene a sapere che un gruppo industriale europeo ha già acquistato i diritti per la produzione su scala industriale dei pico-reattori e mentre viene anticipata la notizia che, entro pochi mesi, verrà realizzato in primo reattore da 1MW.

Qui sotto, dal 'Blog 22 Passi', è trascritta la storica cronaca della giornata del test (14 Gennaio 2011) del reattore Rossi-Focardi.

La lettura cronologica degli eventi ha inizio dalle ore (cliccare sull'ora a fianco indicata, quindi iniziare a leggere dal fondo dell'articolo tutta la sequenza) 15.30 .

Per saperne di più accedi al sito ufficiale dell'esperimento.

'19.15 – Well, con Giuseppe Levi vado a mangiare una pizza, magari farò un post a parte con una intervista a lui. Gli chiederò inoltre di rileggere, appena può, questa telecronaca, così da correggere tutte le imprecisioni tecnico-scientifiche che mi saranno scappate. Ringrazio tutti coloro che si sono collegati (in questo momento registro 33 persone on line e 1127 visite a tutt'oggi) e concludo qui la diretta sperando di avere, parzialmente, soddisfatto la vostra curiosità. Da Bologna, il vostro inviato specialissimo una tantum vi saluta.
P.S. @Mara, Luciana, Marco: ho letto le vostre domande, vi rispondo con calma più tardi, ora vado a cena.
 
18.46 – Aggiungo che ero talmente emozionato e preso dalla scrittura che mi sono completamente dimenticato di girare qualche video con la telecamera dell'iPhone. Ho comunque tante belle foto da inserire domani.
 
18.45 – Intanto ci tengo a sottolineare che alla dimostrazione di oggi l'informazione era rappresentata da RAI 3La Repubblica, Il Sole 24 ore, Il GiornaleRadio Città del Capo (di Bologna) e Ventidue passi d'amore e dintorni (circuito Net1News).
P.S. Sorry, avevo dimenticato che era presente anche un giornalista del New York Times.
 
18.20 – Prima di me una giornalista ha chiesto se sarebbe disposto a mettere l'apparecchio a disposizione di un laboratorio indipendente per una sua completa disanima. La risposta è negativa. Rossi spiega di operare per conto di un'azienda (che produrrà presto in serie il reattore) che ha fatto ingenti investimenti per arrivare al risultato mostrato oggi. Pertanto la 'black box' non verrà aperta, perché equivarrebbe regalare un segreto industriale. Anche all'Università di Bologna è stato consentito di osservare cosa fa questa macchina, ma non di vedere come è costruita.
N.B. Gli investitori non sono Italiani.
Rossi spiega che l'apparecchiatura che abbiamo visto oggi ha un costo di circa 2000€ per ogni KW, un KW prodotto da una centrale elettrica a petrolio costa 10 volte tanto, il costo di un KW prodotto da una centrale nucleare, considerato il problema delle scorie, non è neppure calcolabile!
Domando a Rossi, fermo restando che chi ha investito ha diritto a far fruttare il proprio investimento, se se la sente in coscienza di garantire che non ci sarà una speculazione, se cioè i prezzi di queste apparecchiature si manterranno così bassi o se verranno fatti lievitare. Risponde che i prezzi si manterranno bassi.
Domando se le prime applicazioni saranno a carattere industriale, come si dice, e quando potranno diffondersi a livello di comuni abitazioni. Rossi conferma che per motivi di sicurezza (si tratta comunque di un apparato che ha bisogno di personale qualificato che ne controlli il funzionamento) in un primo momento le applicazioni saranno solo nell'industria, ma è previsto, mano a mano che la tecnologia evolverà, la diffusione anche per le esigenze dei comuni cittadini.
Se riesco, scambio due parole anche col Prof. Levi e vi riferisco. Dopodiché chiuderei la diretta e tornerei a casa.
 
18.19 – Ho appena fatto una piccola intervista all'Ing. Rossi, adesso ve ne riporto il contenuto.
 
18.09 – La conferenza stampa è conclusa, Rossi ringrazia i presenti. Applauso!
 
18.07 – Qualcun altro domanda se è il nichel stesso ad aumentare di temperatura. Rossi spiega che nel reattore viene immessa una polvere di nichel e che, a fronte di temperature immesse molto più basse, si rinvengono granuli di nichel fuso (che fonde sui 1500°C).
 
18.05 – Qualcuno domanda se oltre al nichel possono essere utilizzati altre metalli. Sì – risponde Rossi – ma chiaramente il nichel è vantaggioso perché poco costoso.
 
17.55 – Altra domanda di Ferrari: si sono registrate variazioni particolari della struttura del nichel? Sì- risponde Rossi – avvengono variazioni isotopiche, sono state osservate confrontando un campione 'vergine' di nichel con un altro che aveva 'lavorato' 6 mesi dentro il macchinario. Precisa Ferrari che chiedeva se ci sono state modificazioni dal punto di vista strutturale, della struttura cristallina. La risposta è sì. Spiega lo stesso Focardi che il microscopio elettronico ha rilevate numerose modifiche. Dunque probabilmente – spiega Ferrari – l'energia potrebbe derivare non tanto dal materiale quanto dall'energia potenziale della stessa struttura cristallina.
 
17.50 – Interviene il Prof. Ferrari del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna. è evidente – dice – che l'apparecchio consuma 'qualcosa', qualcosa che si trasforma, trasmuta e alla fine si esaurisce. La domanda è, al di là di cosa sia questo 'qualcosa', quanto può stare accesa la macchina fino  io tengo la macchina acces La macchina consuma picogrammi (millesimi di miliardesimo di grammo) di Nichel e Idrogeno per produrre KiloWatt. Per tanto in questo tipo di tecnologia il problema del consumo di materiale non c'è: con un grammo di Nichel possiamo ottenere 1000 miliardi di KW.
 
17.45 – Ha preso la parola il Prof Christos Stremmenos per esporre una sua ipotesi di funzionamento dell'apparecchiatura Rossi-Focardi… ahimè, non riesco a seguirlo. Conclude però dicendo che prima è stata costruita la macchina a vapore è poi è stata messa a punto la teoria che ne spiegava il funzionamento termodinamico
 
17.40 – Il Prof. Levi del Dipartimento di Fisica ha ribadito – rispondendo a una domanda – che lui non sa come sia costruito il reattore, si è limitato a misurare quanto produce.
 
17.38 – Celani sottolinea che è stato registrato un leggero aumento (50%) della radiazione gamma, però fluttuante non costante… ciò è positivo perché esclude la possibilità di un imbroglio (sorgenti di energia nascoste ad arte nell'apparecchio!).  Dice interessante che ci sia stato un piccolo flash di raggi gamma sia all'accensione che allo spegnimento dell'apparecchio.
 
17.37 – Prende la parola il Prof. Celani dell'INFN di Frascati.
 
17.36 – Il Prof. Levi annuncia che non c'è stato consumo 'misurabile' di idrogeno, conferma anche che non è stata registrata alcuna radiazione a parte quella ambientale di fondo.
 
17.34 – Rossi dichiara che in sala sono presenti i rappresentanti di un gruppo industriale europeo che produrrà su larga scala l'apparecchio, sulla base del brevetto detenuto da Rossi e Focardi. Il reattore può essere messo in serie per alzare la temperatura prodotta, e in parallelo per aumentare la quantità di calore a parità di temperatura (come fossero batterie elettriche!).
 
17.32 – Qualcuno domanda come possiamo chiamare questa apparecchiatura. Catalizzatore di energia – risponde Rossi – piuttosto che reattore, un termine troppo generico. Rossi ribadisce che a livello teorico possiamo solo ipotizzare cosa avvenga nel macchinario, ma c'è ancora molto da studiare… pertanto il rendimento (al momento un fattore 15) possono senz'altro salire: siamo alla Ford T, dobbiamo arrivare alla Formula 1!
 
17.27 – Rossi spiega che sono stati prodotti dal reattore circa 10-12KW, l'energia media in ingresso è stata 600-700W (è stata misurata anche la secchezza del vapore). L'esperimento è stato eseguito da i detentori del brevetto e da professori dell'Università di Bologna estranei al progetto
 
17.25 – L'Ing. Rossi dà subito la parola hai giornalisti. Questa sarà la parte più divulgativa della conferenza.
 
17.23
 
17.20 – Sto ascoltando i commenti di altri ricercatori intervenuti, danno per scontata la buona fede di Rossi e Focardi. Ma resta il fatto che ci troviamo di fronte a una 'scatola nera' e non sappiamo cosa ci sia dentro.
 
17.15 – Il videoproiettore continua a mostrare la schermata PC con le misurazioni aggiornate in tempo reale (ogni 2 secondi) di temperatura ambiente (C1), temperatura acqua in ingresso (C2), temperatura vapore in uscita (C3). La curva della temperatura (C3) mostra che in circa 30 minuti (dalle 16.30 alle 17.00) è arrivata a 101°C. Alle 17.15:00 ad esempio abbiamo C1=23,10°C; C2=13,40°C; C3=101,30°C.
 
17.00 – Il setting sperimentale in pratica è quello che vado a descrivervi. Una pompa fa passare l'acqua nel reattore dove viene scaldata dal calore generato dalla reazione di fusione fredda Ni-H. Viene misurata la temperatura dell'acqua in ingresso e in uscita (ora come ho detto è stabile sui 101°C). L'innesco del reattore avviene tramite resistenze, l'assorbimento dell'apparecchiatura al momento è 1269W, ancora non ci hanno fornito i dati della potenza in uscita. Rossi ha spiegato che l'apparecchiatura in funzione può produrre sui 6 o 7KW o comunque – ha aggiunto – fino a 10KW. Non parliamo naturalmente di potenza elettrica ma termica.
 
16.55 – In questo momento la temperatura dell'acqua (vapore) in uscita dal reattore è arrivata a 101,3°C e si mantiene costante.
 
16.45 – Sono entrato nella stanza! L'ing. Rossi e il Prof. Levi stanno spiegano l'esperimento a gruppi di 6 persone per volta. Ho fatto parecchie foto che inserirò domani.
 
16.40 – Sono riuscito a dare un'occhiata all'interno della stanza, la porta adesso è aperta. L'apparecchiatura è quella della foto che ho inserito un paio di giorni fa sul blog. In attesa che vengano date spiegazioni, approfitto per sottolineare una precisazione fatta dal Prof. Levi prima nel corso della sua presentazione. I ricercatori dell'Università sono entrati in gioco per verificare che l'apparecchiatura funzioni, produca cioè effettivamente quantità interessanti di energia tramite fusione fredda e non altro. E naturalmente che non si tratti di una bufala! Ancora non c'è una vera e propria teoria fisica in grado di spiegare punto per punto il fenomeno della fusione fredda. E soprattutto, il reattore è coperto da brevetto industriale: non è riproducibile da chiunque sulla base della generica conoscenza del principio della fusone fredda.
 
16.30 – Il cameramen della RAI sta effettuando riprese del reattore in funzione all'interno della stanza. C'è moltissima eccitazione tra i presenti. Immagino che tra poco torneranno fuori a parlare Focardi, Rossi e Levi.
 
16.25 – Il reattore è in funzione e sta producendo calore! Ora i dati dell'esperimento vengono mostrati in tempo reale da un videoproiettore (la temperatura dell'acqua in uscita comincia a salire).
 
15.55 – Il Prof. Levi ha finito di parlare ed è tornato presso il reattore. Mi dispiace di non potere inserire ora delle foto adesso, lo farò una volta tornato a casa. Sono presenti adesso in tutto una cinquantina di persone. Vi spiego la situazione. Siamo all'interno di una grande sala quadrata (sui 400-500 mq) ricavata all'interno di un capannone industriale, in un angolo è collocata una stanza di circa 30 mq dove si trova l'apparecchiatura. Quello che avviene in tale stanza è mostrato in tempo diretto nella sala su uno schermo Tv di una trentina di pollici.
 
15.50 – Inoltre – continua Levi – sono stati portati dal Dipartimento di Fisica – INFN di Bologna due scintillatori allo ioduro di sodio per misurare le radiazioni in uscita.
 
15.45 – Prende la parola Rossi, anticipa che tra poco verrà acceso il reattore. Passa la parola al Prof. Giuseppe Levi del Dipartimento di Fisica di Bologna. Spiega il tipo di misure che verranno fatte: 1) stima dell'energia prodotta sulla base della misura di quanta acqua viene vaporizzata al secondo; 2) per capire la fonte del processo di produzione di energia si controllerà che non venga bruciato idrogeno (misurandone la massa a inizio e fine dell'esperimento).
 
15.35 – Prende la parola Focardi, spiega che colleghi del Dipartimento di Fisica stanno provvedendo alla taratura degli strumenti di misura. Tra circa 10 minuti l'esperimento dovrebbe iniziare.
 
15.30– Focardi è a due passi da me, chiacchiera con un collega dell'INFN.'.