01:14 – 19/10/10 – Bandiera: Adesso ci vuole quella Bianca…

In attesa dei preparativi per i festeggiamenti del 150º anniversario dell'Unità d'Italia, c’è chi la vuole verde, c’è chi vede rosso dappertutto…

Di Giovanni Falcetta.

Com'è solerte Maria Stella Gelmini. E' bastato un articolo pubblicato sul giornale di famiglia – famiglia Berlusconi, s'intende – per far scattare gli ispettori.

C'erano simboli politici in una scuola pubblica. No, no – che avete capito? – non sto parlando di Adro, ma di Livorno. Questi i fatti. Ieri il Giornale ha pubblicato in prima pagina “Altro che Adro, a scuola sventola la bandiera rossa'”. E poi, nelle pagine interne, la foto del vessillo comunista su un vecchio muro.

Immediato l'intervento del ministro, che ha ordinato un'ispezione nella scuola dell'infanzia San Marco di Livorno. “Il provvedimento” – recita il comunicato del dicastero – “si è reso indispensabile per verificare la notizia per cui sarebbe presente nell'istituto una bandiera del Partito dei Comunisti Italiani. La scuola è un'istituzione pubblica che deve garantire a tutti un'educazione imparziale ed autonoma rispetto a qualsiasi orientamento politico”.

Quest'ultima parte è un capolavoro. Di comicità naturalmente. Se fosse vera la metà delle cose scritte, se la Gelmini le pensasse davvero così, il caso Adro non sarebbe mai esistito. Avrebbe mandato gli ispettori con la stessa immediatezza e la faccenda sarebbe stata risolta in un batter di ciglia.

La prima considerazione da fare è quasi banale: ci sono due pesi e due misure per la Gelmini. I simboli leghisti possono restare dove sono, i simboli di altri partiti vanno rimossi. In ogni caso il ministro ha fatto una bella gaffe.

I simboli comunisti non erano affissi sulla scuola, ma su un edificio poco distante, precisamente sul vecchio muro del teatro dove nel 1921 nacque il Partito Comunista Italiano. Il sindaco, Alessandro Cosimi, le ha risposto in modo impeccabile e tra le altre cose ha detto: “al posto degli ispettori ci mandi i soldi'”.

Una figuraccia non da poco. Ecco cosa succede a fidarsi delle notizie pubblicate dal duo Feltri-Sallusti, gli “agit prop” di Berlusconi.

Il ministro ha mostrato il suo vero volto ed ha confermato che vuole fare del ministero una succursale del Pdl. Mai nella storia della Repubblica il ministero dell'istruzione era sceso così in basso. Del resto nessun presidente del Consiglio si sarebbe mai sognato di nominare un ministro come la Gelmini. Un altro effetto perverso del berlusconismo.

00:42 – 13/10/10 – INPS: Pensioni a Sorpresa?

Sei un lavoratore parasubordinato? Vuoi sapere se andrai in pensione? Chiedilo al presidente dell'INPS Antonio Mastrapasqua che ha detto: “Se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parsubordinati rischieremmo un sommovimento sociale”.

Da qualche giorno circola sul web questa notizia (riportata da varie testate minori: AGORA VOX, INTRAGE,…) secondo la quale il presidente dell'INPS Antonio Mastrapasqua ha dichiarato ad una intervista al Corriere, che i lavoratori parasubordinati non avranno la pensione pur versando i contributi. La questione sembra essere passata in sordina sui principali media.

Il mio auspicio è che una voce autorevole come la vostra, dopo aver accertato la credibilità delle fonti, sia in grado di divulgare la notizia al resto del Paese che non si informa attraverso il web.

Se quanto sostenuto dall'articolo fosse vero, i cittadini hanno il diritto di sapere. Con quale fiducia un giovane lavoratore dovrebbe continuare a versare i contributi all'INPS ?!? Nicholas B.

20:44 – 08/10/10 – Supplente della Scuola Statale Costretto a Dormire in Tenda…

Vita da precari...
Vita da precari...

(La Scuola ai tempi della Gelmini)

Non è un Reality ma la dura Realtà, di un Precario.

Euristeo proviene da un paese della Calabria (Rossano Calabro) e da circa 10 anni lavora nella scuola come precario tra Forlì e Cesena. Fino allo scorso anno è sempre stato nominato con incarico annuale e quindi riusciva ad organizzarsi di conseguenza. Quest’anno Grazie ai disastrosi tagli Gelmini ha ottenuto solo 26 giorni di supplenza e questo gli ha comportato un disagio enorme.

Con 26 giorni di supplenza pagati a 40 euro al giorno netti è impensabile andare in albergo (il più economico è almeno di 30 euro al giorno) ma del resto nessuno affitta una camera per un periodo di tempo così breve. Quindi l'unica sistemazione che gli è rimasta è stata quella di accamparsi in una tenda, con il freddo e tutti i disagi che comporta un alloggio di fortuna come quello che ha trovato.

Oggi questa è la situazione della maggior parte dei lavoratori precari della scuola che a vario titolo non sono stati messi in condizione di poter lavorare in modo tranquillo e sereno.

Euristeo Ceraolo tiene a precisare che verso i suoi confronti è scattata una corsa di solidarietà tra i suoi colleghi offrendogli riparo per la notte (..e qui coglie l'occasione di ringraziarli pubblicamente: Edmondo, Monia, Giulia e Vicenzina). Ora si trova nella Sede Caritas di Forlì, che ha risposto prontamente alla sua richiesta di aiuto e che ringrazia. Il suo contratto presso l' I.T. per Geometri di Cesena scadrà il 16 ottobre e poi il problema è sempre lì alla prossima chiamata sperando che sia più lunga di un mese.

12:55 – 04/10/10 – Una Storia Afgana…

Del Prof. Francesco Mele – ITC Carpi (Modena).

Il mio amico e collega Paolo sabato mattina si è recato con le sue classi ad un incontro con Enaiatollah Akbari e Fabio Geda, per la presentazione del libro Nel mare ci sono i coccodrilli ed è rimasto entusiasta di quanto ha sentito al punto da esclamare “Così dovrebbe essere la scuola!”.

Sostiene che a suo avviso i ragazzi abbiano veramente imparato molto.

La storia, se qualcuno non ne fosse al corrente, è la storia vera di un ragazzino di 10 anni, Enaiatollah Akbari appunto, che fugge dall'Afghanistan, cioè dalla guerra e dai soprusi, e dopo 5 anni di odissea arriva in Italia.

Fabio Geda ha scritto la storia di Enaiatollah e ad un certo punto nel libro Enaiatollah riferisce un episodio (da pg 21 a pag 24) in cui il suo maestro viene ucciso davanti agli alunni, come esempio, perchè voleva insegnare LIBERAMENTE, senza chiudere la mente e la bocca, nonostante le ripetute minacce dei talebani.

Paolo è intervenuto nel dibattito e ha fatto presente al ragazzo che anche in Italia, sebbene meno gravi, ci sono episodi di “BAVAGLI” istituzionali e d'acchito gli è venuta questa proposta che ha formulato davanti all'auditorio, ricevendo molti applausi dagli studenti presenti.

PERCHE' OGNI ISTITUTO DI CARPI NON DEDICA UNA SUA AULA ALLA MEMORIA DI QUESTO INSEGNANTE AFGANO, INSERENDO SULLA PORTA O SUL MURO UNA TARGHETTA CON IL SUO NOME?

Il nome gli è stato poi riferito da Enaiatollah ed è:

HADI HARAKAT

le sue ultime parole prima di essere fucilato sono state: “Ba Omidi Didar” (Arrivederci).

La targhetta secondo la sua proposta dovrebbe contenere anche le parole di commento di Enaiatollah: “La Vita senza la Scuola è come la Cenere”.

Io dico, perchè non facciamo nostra questa proposta e la diffondiamo in tutte le scuole del paese?

Francesco Mele.

PS: La targa potrebbe essere pensata così:

 "Alla memoria di HADI HARAKAT
         insegnante afgano ucciso dai talebani, 
          sotto gli occhi dei suoi allievi, perchè
            voleva insegnare LIBERAMENTE."

Egli davanti ai fucili che lo hanno giustiziato ha detto:

Ba Omidi Didar(Arrivederci).

Enaiatollah Akbari, uno di quegli allievi 
             testimone dell'uccisione, dice:
          "La Vita senza la Scuola è come la Cenere".

19:52 – 01/10/10 – Perché la Scuola Sciopererà l'8 Ottobre.

Di Stefano d’Errico – Segretario Nazionale dell’Unicobas.

Con la cosiddetta “riforma epocale” della scuola superiore, da questo settembre hanno tagliato altri 41.200 posti (25.600 docenti e 15.600 amministrativi), dopo i 57 mila eliminati lo scorso anno. Vogliono distruggere la scuola pubblica distruggendo le risorse umane e negando normali apporti finanziari. Licenziano decine di migliaia di precari, dequalificano l’istruzione “flessibilizzando” i docenti perdenti posto, “riciclati” senza rispetto per le loro abilitazioni e per la qualità della didattica e negano il tempo pieno alle famiglie (cresciuto, ma in modo inadeguato alle richieste e stravolto nell’organizzazione didattica interna). In più, anche con la complicità di Cisl, Uil, Snals e Gilda, Berlusconi & C. hanno bloccato il contratto ed eliminato gli scatti d’anzianità, rateizzato il Tfr e avviato un nuovo stop ai pensionamenti. In tutta Europa, nonostante le note difficoltà finanziarie, nessun governo tocca la scuola, che anzi ottiene finanziamenti ulteriori.

In Italia, il paese che (come dimostrano i recentissimi dati Ocse) spendeva già la percentuale più bassa del prodotto interno lordo per istruzione, università e ricerca, vengono sottratti alla scuola 8,5 miliardi di euro. Il saldo è peraltro negativo anche sotto il profilo della qualità. Per la prima volta abbiamo un liceo scientifico privo del latino, una drastica riduzione dei programmi di storia nella Primaria, l’impoverimento generalizzato delle ore di italiano, il taglio delle ore di laboratorio persino negli istituti tecnici e nei professionali. Il “governo delle tre i” ha addirittura ridotto l’informatica e fatto sparire il bilinguismo nella media di primo grado. Questa è una scuola minimalista: una vera condanna per un paese ove il 47 per cento della popolazione in età lavorativa ha al massimo la terza media (dati Istat).

Per quanto riguarda la crisi, la paghi chi l’ha creata! Né può accettarsi il massacro del futuro del paese dopo i regali fatti agli evasori con il condono dello scudo fiscale o l’acquisto di 131 cacciabombardieri F-35, 100 elicotteri NH90 e altri 121 caccia Eurofighter, che costano da soli 29 miliardi di euro (4 in più dell’intera manovra di Tremonti).

Domenica 26 settembre, a Roma, nei locali del teatro Volturno si sono incontrati i comitati dei precari in lotta e le realtà dei genitori sorte in difesa della scuola pubblica, nonché i rappresentanti di pressoché tutte le realtà studentesche, provenienti dalle principali città italiane. L’invito all’assemblea era esteso anche ai rappresentanti dei sindacati di base della scuola pubblica e alla Flc-Cgil. La maggior parte degli interventi ha indicato nell’8 ottobre la data sulla quale far convergere sia le manifestazioni studentesche (già previste) sia la giornata di sciopero del settore.

Noi manifesteremo con loro. Per le vie della capitale l’Unicobas, i Coordinamenti precari, l’Unione sindacale italiana (Usi) e l’Unione degli studenti promuovono la manifestazione più importante che, con concentramento alle ore 9.00 dal Piazzale dei Partigiani (Piramide) svilupperà un corteo che arriverà ad assediare il Ministero occupato da Mariastella Gelmini in viale Trastevere. Qui terremo dalle 12.00 una grande assemblea pubblica. Nella stessa data la Cgil ha indetto uno sciopero orario. Invitiamo la Confederazione a trasformarlo in uno sciopero unitario proclamandolo come noi per l’intera giornata e a scendere in piazza insieme. Sarà una grande giornata di lotta.

19:02 – 30/09/10 – Consiglio di Stato: Bocciata Riduzione Ore Tecnici e Professionali.

Roma, 30 set. (Apcom) – Anche il Consiglio di Stato, dopo il Tar ed il Cnpi, si esprime negativamente sulla riduzione dell’orario settimanale delle lezioni nelle classi intermedie degli istituti tecnici e professionali decisa dal Miur nell’anno di avvio della riforma delle superiori: i giudici della VIa sezione di palazzo Spada hanno respinto l’appello di viale Trastevere contro l’ordinanza n. 3363, attraverso cui il 19 luglio il Tar del Lazio aveva sospeso, a seguito del ricorso presentato dallo Snals-Confsal, i decreti del 15 marzo scorso disponendo la riduzione di due ore nelle seconde, terze e quarte classi degli istituti tecnici e nelle seconde e terze dei professionali.

Nel formulare il giudizio il Consiglio di Stato ha preso atto del parere, fortemente critico, espresso il 26 agosto dal Consiglio nazionale della pubblica istruzione e ha ritenuto che l’amministrazione scolastica non possa “esimersi dal rideterminarsi sulla definizione dell’orario complessivo annuale delle lezioni delle seconde, terze e quarte classi degli istituti tecnici e delle seconde e terze classi degli istituti professionali”.

Non è chiaro, a questo punto, ad anno scolastico avviato e con gli organici ormai definiti, se il ministero dia seguito alle indicazioni di palazzo Spada: qualora dovesse farlo, ciò comporterà la rideterminazione delle circa 5mila cattedre soppresse, secondo stime sindacali, come conseguenza del decreto ministeriale di riduzione dell’orario.

Leggi anche: 09:14 – 23/07/10 – La Collezione di Ordinanze Sospensive del TAR Lazio su Organici, Orario, ATA.

13:20 – 30/09/10 – Sì alla Legge sulla Dislessia.

Di Claudio Tucci.

Una svolta per i 350mila bambini e ragazzi dislessici che vanno a scuola, e complessivamente per il milione e mezzo di italiani, anche adulti, con disturbi specifici di apprendimento (Dsa). La commissione Cultura del Senato ha approvato in via definitiva – e all’unanimità – la prima legge sulla dislessia mai varata in Italia, Disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico, prima firmataria la senatrice Pd Vittoria Franco, che pone fine a anni di discriminazioni nei confronti dei bambini dislessici, intelligenti quanto e più dei loro coetanei, ma con serie difficoltà, dovute alla malattia, nel leggere, scrivere, far di conto. «Una diagnosi precoce e una formazione specifica per gli insegnanti – ha commentato soddisfatta la senatrice Franco – consentiranno un intervento più efficace per evitare l’isolamento dei bambini e per permettere loro un sereno e proficuo inserimento nel mondo della scuola e nell’attività quotidiana».

A sostegno della legge si erano mobilitati alcuni genitori, che avevano lanciato ad agosto, su Facebook, un appello al Parlamento per l’approvazione veloce della legge, che aveva raggiunto quasi 4mila firme. Soddisfatti anche i pidiellini, il presidente della commissione, Guido Possa, e il capogruppo in commissione Istruzione al Senato Franco Asciutti che parlano di legge storica che riconosce anche la disgrafia/disortografia (difficoltà nelle manifestazioni grafiche) e la discalculia (difficoltà nello svolgimento di calcoli) come difficoltà specifiche di apprendimento.

Con la nuova legge gli insegnanti dovranno essere consapevoli del fatto che per valutare, in modo giusto e corretto, gli alunni dislessici e con disturbi di apprendimento servono criteri differenti: come per esempio, compiti più brevi, privilegio delle interrogazioni orali rispetto alle verifiche scritte, attenzione al contenuto dei temi più che agli errori ortografici, o alla capacità di risolvere un problema più che alla conoscenza mnemonica delle tabelline.

La legge prevede la necessità di una specifica preparazione per i docenti finalizzata anche ad acquisire la competenza per individuarne precocemente i segnali di disturbo.. Per questo fine vengono stanziati complessivamente due milioni di euro per il 2010 e il 2011. Altro aspetto importante disciplinato dalle nuove norme è quello che riguarda la diagnosi che dovrà essere effettuata nell’ambito dei trattamenti specialistici già assicurati dal Ssn (a legislazione vigente) e sarà comunicata dalla famiglia alla scuola di appartenenza dello studente.