17:29 – 17/08/10 – Quei 117mila Ragazzi Dispersi…

Pubblicato qualche settimana fa il IXº rapporto di monitoraggio del diritto-dovere condotto dall’Isfol per conto del ministero del Lavoro.

Un’interessante fotografia che molto ci racconta sul tema della dispersione scolastica e si basa sulla redazione di rapporti regionali di monitoraggio: solo 14 regioni dispongono di un proprio sistema informativo e quello della mancanza di un’anagrafe nazionale continua ad essere un problema nella efficacia della lotta alla dispersione.

Un fenomeno che, al di là delle tragiche conseguenze sui destini individuali, rappresenta un problema per la collettività, producendo danni economici rilevanti e a lungo termine. Non a caso uno dei 5 obiettivi della strategia di Lisbona – fondata sull’idea grande di basare la costruzione dell’Europa sulla stabilizzazione di un’economia della conoscenza – fu proprio quello di dare risposte a questa piaga, limitandone l’incidenza nei Paesi membri. L’Italia (nonostante qualche miglioramento) continua a registrare un allarmante numero di abbandoni.

Oltre 117mila ragazzi tra i 14 e i 17 anni non hanno seguito, durante il 2008, alcun tipo di attività formative. Uno dei problemi è il malfunzionamento, o – talvolta – l’inesistenza, delle anagrafi regionali, che hanno individuato solo 31mila di questi dispersi. Nel 2008 erano iscritti ai percorsi triennali (organizzati presso gli istituti tecnici e professionali in compartecipazione con le agenzie formative, o unicamente dalle agenzie formative) 153mila ragazzi, più di 100mila presso le agenzie, 52mila presso le scuole. Si tratta di giovani avviati all’ottenimento di una qualifica professionale: derogando all’art. 33 della Costituzione, che prevede che il sistema scolastico sia costituito da scuola statali e paritarie, non da soggetti ulteriori come le agenzie formative, si definisce conseguimento dell’obbligo allo stesso modo l’aver frequentato un biennio di liceo, l’aver frequentato questo “sistema misto” e, da quest’anno, persino aver affiancato a un anno di scuola un anno di apprendistato.

La diversificazione dei percorsi di raggiungimento dell’obbligo di istruzione che, proprio in virtù di quanto ho detto in precedenza, non può chiamarsi “scolastico”, è fortemente sostanziata e marcata su base socio-economico-culturale.

È così che la scuola, rinunciando alla sua funzione di “ascensore sociale”, immobilizza destini e non rappresenta più uno strumento di emancipazione. I 117mila 14-17enni fuori dai percorsi formativi hanno certamente provenienze sociali svantaggiate: ce lo dimostreranno esplicitamente, come sempre, le evidenze delle ricerche che seguiranno, che ogni anno evidenziano lo stretto (e ovvio) rapporto tra origini sociali e insuccesso scolastico.

Inoltre, l’esame della disaggregazione territoriale dei dispersi mostra che la percentuale più elevata si trova al Sud e nelle isole. Oltre 71mila di loro sono meridionali, il che significa che solo in quella zona del Paese si trova oltre un disperso su 2.

Va sottolineato che tra il 2007 e il 2008 si è registrato un aumento delle iscrizioni ai percorsi di formazione professionale del 9.5%.

Se da una parte il dato può incoraggiare nell’individuare in questo sistema un’alternativa alla dispersione scolastica, dall’altra esso conferma la definitiva sconfitta della linea della scuola per tutte e per tutti senza se e senza ma.

Nonostante l’Europa sia andata in quella direzione (ricordo che l’Italia è il Paese con il più basso obbligo scolastico), continuiamo a preferire un percorso precocemente professionalizzante ad una dimensione interamente culturale.

Fonte: Il Fatto Quotidiano.

21:38 – 16/08/10 – In Italia, invece, abbiamo O' Sistema…

El Sistema (“Il Sistema”) è un modello didattico musicale, ideato e promosso in Venezuela da José Antonio Abreu, che consiste in un sistema di educazione musicale pubblica, diffusa e capillare, con accesso gratuito e libero per bambini e fanciulli di tutti i ceti sociali.

Questo sistema didattico ed educativo è gestito e promosso da una fondazione, la Fundación del Estado para el Sistema Nacional de las Orquestas Juveniles e Infantiles de Venezuela (FESNOJIV, nome anglofono internazionale Foundation for the National Network of Youth and Children Orchestras of Venezuela). Si tratta di una fondazione statale venezuelana che si occupa della gestione e promozione di oltre 125 orchestre e cori giovanili, 30 orchestre sinfoniche e dell’educazione di oltre 350.000 studenti in 180 nuclei operativi sul territorio venezuelano.

Nel giugno del 2007 la Banca per lo Sviluppo Inter-americano ha annunciato il prestito di 150 milioni di dollari alla FESNOJIV per la costruzione e l’espansione di ulteriori nuclei regionali del Sistema. Alcuni banchieri presso l’IDB inizialmente erano scettici su tale finanziamento, obiettando che la musica classica sarebbe per le élites. A seguito di ciò la banca ha condotto alcuni studi sugli oltre due milioni di bambini educati attraverso El Sistema, concludendo che la partecipazione al programma migliorava la partecipazione scolastica e riduceva la delinquenza giovanile. La banca ha calcolato che per ogni dollaro investito nel Sistema ci sarebbero circa 1,7$ di dividendi sociali. El Sistema è stato introdotto ufficialmente nei programmi di studi della scuola pubblica, con l’obiettivo di istruire in questo modo almeno 500.000 fanciulli entro il 2015.

Riflessioni: considerati gli enormi tagli che stanno perpetrando Tremonti e Gelmini ai danni dell'istruzione, dell'educazione, della cultura, della ricerca in Italia, dovremo attenderci un imminente aumento della criminalità organizzata e disorganizzata? Non ci basta già quella organizzata pseudo-istituzionale?

Qui da noi per 1 dollaro investito in criminalità organizzata e politica ne vengono fuori oltre 500.000, senza neanche fare troppo rumore e senza contare il frutto di altri sporchi affari trasversali, intascati da “O' Sistema” alla faccia dei diritti umani e civili degli italiani..

18:26 – 12/08/10 – Riflessioni di Mezza (e Oltre) Estate…

“Pochi giorni fa, in una scuola elementare, domandai ai bambini quali erano i loro sogni per il futuro. Ha risposto subito Massimo: “diventare miliardario!”. Sogno, condiviso dagli altri bambini, che ci fa riflettere.

Oggi è difficile educare perché il nostro impegno di formare, a scuola, il cittadino che collabora, che antepone il bene comune a quello egoista, che rispetta e aiuta gli altri, è quotidianamente vanificato dai modelli proposti da chi possiede i mezzi per illudere che la felicità è nel denaro, nel potere, nell’emergere con tutti i mezzi, compresa la violenza.

A questa forza perversa noi dobbiamo contrapporre l’educazione dei sentimenti: parlare di amore a chi crede nella violenza, parlare di pace preventiva a chi vuole la guerra. Dobbiamo imparare a fare le cose difficili, come disse Gianni Rodari in una delle sue ultime poesie: parlare al sordo, mostrare la rosa al cieco, liberare gli schiavi che si credono liberi.” (Mario Lodi). – (Dal Saluto al Convegno “Educare è difficile”, Legambiente – MCE Perugia marzo 2003) – Atti del Convegno

Questa ed altre citazioni sull’Educazione in: Citazioni… Educative!

Scheda Enhanced TS su: Mario Lodi

11:13 – 11/08/10 – Io Non Sono in Ansia…

Io Non Sono in Ansia
Io Non Sono in Ansia

Di Claudio Messora.

Così Francesco Cossiga in una intervista pubblicata sul Resto del Carlino il 23 ottobre 2008:

" Per fermare gli studenti universitari che protestano, Maroni dovrebbe fare quello che feci io quando ero Ministro dell'Interno. Ossia lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopodichè, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Nel senso che le forze dell'ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti all'ospedale. Non arrestarli, che tanto i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli, e picchiare anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. "

 Detto fatto, il 29 ottobre 2008 Maroni lo accontenta subito, e infiltra di agenti provocatori la manifestazione della scuola a Roma. Quello che successe, lo descrisse bene Curzio Maltese, in una concitata telefonata a Repubblica.

Curzio Maltese in diretta a Repubblica. Roma – 29/10/2008

Courtesy TerritorioScuola

Il 18 luglio 2008, così invece Francesco Cossiga sull'arresto di Ottaviano del Turco per corruzione (poi passato giustamente nelle file del PDL):

" Anche se avesse davvero rubato la mia stima per Del Turco rimarrebbe immutata perché tra sardi il legame è eterno. Sarebbe bello se si uccidesse in carcere, così affretterebbe il processo di riforma della magistratura. "

 Forse tra piduisti queste sono esternazioni comuni, ma sapreste dirmi cosa c'è di emerito in un Presidente della Repubblica così?

Fonte: ByoBlu

19:05 – 10/08/10 – Rapporto Nazionale INVALSI a.s. '09/'10: gli Esiti Ufficiali delle Prove.

[Preambolo] – Il giorno 17 giugno 2010 circa 585.000 candidati all'esame di Stato previsto al termine del primo ciclo di istruzione hanno affrontato la Prova nazionale, prevista dalla legge 25/10/2007 n. 176, che anche per l'a.s. 2009-2010 prevedeva una sezione di Italiano e una di Matematica.

Le operazioni necessarie a garantire lo svolgimento della Prova nazionale sono state avviate all'inizio del 2010. La prima operazione è consistita nel censimento della popolazione dei possibili candidati all'esame.

Dal 1 febbraio 2010 tutte le Istituzioni scolastiche, appartenenti alla scuola secondaria di primo grado, hanno potuto comunicare attraverso un apposito modulo attivato sul sito dell'INVALSI i dati relativi agli alunni partecipanti all'esame di Stato di fine primo ciclo.

Attraverso tale modulo le scuole hanno inviato i propri dati anagrafici, il numero delle terze classi, il numero di alunni che dovevano sostenere l'esame di Stato, la presenza di alunni con disabilità visiva e l'eventuale numero di candidati esterni.

Nell'a.s. 2009-2010, per la prima volta, in una prospettiva di attuazione progressiva della normativa vigente, la Prova nazionale è stata somministrata anche agli studenti delle scuole italiane all'estero operanti in Paesi con un fuso orario (da GMT-12 a GMT+3) compatibile con quello italiano. Anche tali Istituzioni hanno comunicato i propri dati attraverso il modulo on line.

Sulla base dei dati ricevuti, l'INVALSI ha predisposto la stampa e la spedizione dei fascicoli di Italiano e Matematica.

Le Istituzioni scolastiche avrebbero dovuto comunicare i dati richiesti entro il 20 marzo 2010. Non tutte le scuole hanno però rispettato la scadenza prevista, e alla data del 18 marzo 2010, circa 230 Istituzioni scolastiche non avevano ancora effettuato alcuna registrazione sul sito dell'INVALSI.

Scarica il Rapporto Nazionale INVALSI 2009/2010 in versione integrale.

12:27 – 09/08/10 – Scuole a Rischio Amianto ma i Soldi per Bonificarle Spariscono…

5 scuole su 100 contaminate ma i soldi per ripulirle sono spariti…

Roma, 9 ago. (Apcom) – Ci sarebbero in Italia 2.400 istituti scolastici a rischio amianto per la presenza di questo materiale cancerogeno delle strutture: lo dice un dossier del ministero della Pubblica istruzione secondo quanto rivela oggi il Messaggero.

L’amianto sarebbe presente sui tetti, nelle palestre, nei muri. Le scuole italiane sono 41.900 circa, dunque cinque scuole su cento circa sono ancora toccate dal problema. Ma il peggio, scrive il Messaggero, è che i 358 milioni di auro annunciati in primavera per l’edilizia scolastica (e quindi anche per liberare le scuole dall’amianto) non ci sono più, spariti nell’ultima manovra finanziaria.

In aprile il ministro Gelmini aveva annunciato la ‘messa in sicurezza’ degli istituti, ricorda il quotidiano romano. I soldi, dice il quotidiano, potrebbero anche riapparire nella prossima manovra ‘invernale’ ma non c’è alcuna garanzia, e intanto le scuole in autunno riapriranno, anche quelle contaminate.

L’amianto, comunissimo negli anni del boom perchè assai resistente (anche al fuoco) con le sue polveri provoca tumori all’apparato respiratorio.

Il Messaggero cita anche alcune delle scuole tuttora non bonificate secondo il dossier ministeriale. Fra le altre il prestigioso liceo romano Tasso, la media Bitossi a Balduina sempre nella capitale; 34 le scuole toccate a Milano, e a Torino la situazione forse più difficile. Qui la Procura sta indagando sulla morte di ben 27 insegnanti nel sospetto che siano legate al contatto con l’amianto.

A partire da Domenico Mele, maestro in pensione della “Don Milani” morto per un tumore, che due anni fa parlò con i magistrati ricordando i lavori di bonifica svolti mentre in classe continuavano le lezioni.

Vedi anche: 11:31 – 08/06/10 – Elenco Nazionale delle Scuole con Problemi di Sicurezza.

17:42 – 06/08/10 – "Tutti Noi" Siamo più Intelligenti di "Uno di Noi"

Di Pamela Smith. Traduzione e adattamento in lingua italiana a cura di Davide Suraci.

Riassunto – Questa è una mia riflessione sul “come” pensano al sistema di istruzione i leaders di successo. I dirigenti delle imprese e gli amministratori condividono un tratto di carattere decisivo. È la capacità di riconoscere che non tutte le decisioni sono basate sulla scelta di una risposta fra due alternative. I buoni leaders riescono a vedere il potenziale di prendere il meglio da due visioni opposte, combinarle e creare un'idea completamente nuova. Nel mondo degli affari, questa capacità è misurata in profitti. Nel sistema di istruzione, con questa abilità si misura il successo degli studenti.

“Tutti noi” siamo più intelligenti di “uno di noi.”

Martin (2007) ha coniato la frase, “Pensiero Integrato” (Integrated Thinking), nel suo articolo intitolato: “Come pensano i leaders di successo”. Il “Pensiero Integrato” descrive il processo mentale di tutti i buoni leaders quando devono prendere delle decisioni cruciali. Nel mondo degli affari, la persona con autorità finale prende le decisioni difficili. È la stessa pratica nelle scuole pubbliche, eccetto che per la mancanza della figura dell'amministratore delegato. Il leader della scuola pubblica è l'amministratore della scuola. Gli amministratori scolastici dimostrano il “Pensiero Integrato” ogni giorno attraverso le loro interazioni con i docenti e il personale.

In un ambiente scolastico, le decisioni dell'amministratore possono influire sul rendimento complessivo degli studenti e, di conseguenza, sull'accreditamento della scuola. Al fine di prendere le decisioni cruciali, gli amministratori dipendono dalla facoltà delle parti interessate a partecipare al processo decisionale con propri suggerimenti. Questi suggerimenti, insieme con l'esperienza personale e la conoscenza professionale degli amministratori, forniscono una base di idee per lo sviluppo di un piano o la formulazione di una decisione.

Il modello di “Pensiero Integrato” di Martin per i leader di successo è un processo che comporta la raccolta di informazioni e la pazienza. Recentemente, in una scuola media locale, l'amministratore stava prendendo in considerazione tutti i suggerimenti degli insegnanti di matematica per un adeguato metodo di rivedere gli standard di apprendimento (SOLS) delle prove. Gli insegnanti volontari hanno condiviso le opinioni e le storie delle classi in materia di tempi di attenzione, motivazione e debolezze. Pochi giorni dopo, l'amministratore è tornato con un piano per la revisione SOL. Il piano è stato una nuova combinazione di idee e competenze proveniente da tutti. Il piano, che è stato implementato in via sperimentale, ha incoraggiato le revisioni. Martin sostiene che il “Pensiero Integrato” genera delle opzioni e delle soluzioni nuove (2007, p. 67).

Spesso viene suggerito di dividere un gruppo in due fazioni, pro e contro. Un amministratore esperto darà ascolto a tutte le idee del gruppo, senza escludere nessuna opzione. Successivamente, l'amministratore si prenderà del tempo per esaminare tutti gli aspetti di ciascuna scelta. Infine, l'amministratore del “brainstorming” creerà un nuovo scenario da tutte le idee. Un “Pensatore Integrato” non accetterà di prendere decisioni da solo una delle due scelte. Come nell'esempio precedente, il leader di successo creerà uno scenario completamente nuovo da cui partire per prendere una decisione.

Il “Pensiero Integrato” di Martin è una caratteristica dei leaders di successo se operano nel mondo degli affari o nel sistema educativo. Nel mondo degli affari, i “Pensatori Integrati” possono essere il catalizzatore per la fabbricazione di milioni di dollari utilizzando un approccio innovativo per risolvere un vecchio problema. Nel sistema di istruzione, il modello dei “Pensatori Integrati” per gli studenti è il processo di pensiero integrato che ispira degli approcci creativi e innovativi per risolvere i problemi!

Di seguito, sono riportati dei riferimenti bibliografici.

Riferimenti:


All of us are smarter than one of us

  • Author:Pamela Smith
  • Subject: Social Sciences
  • Institution Name: Connexions
  • Collection:Connexions
  • Grade Level: Post-secondary
  • Abstract: This is a reflection adapting Martin’s How Successful Leaders Think to the education system. Business leaders and administrators share a key character trait. It is the ability to recognize not all decisions are based on choosing one answer from two alternatives. Good leaders see the potential to take the best from the two opposing issues, combine them, and create a completely new idea. In the business world, this skill is measured in profits. In the education system, this skill is measured in the success of the students.
  • Course Type:Learning Module
  • Languages:English
  • Material Types:Readings
  • Media Formats: Text/HTML, Downloadable docs